venerdì 25 novembre 2016

"Scrivere per crescere" di Deena Metzger



Scrivere per crescere di Deena Metzger (Astolabio Ubaldini Editore) lo sto leggendo da un anno, perchè ho deciso di intraprendere un cammino e lo strumento della scrittura mi è stato d'aiuto per comprendere meglio me stessa, le mie scelte e il mondo intorno a me.
Questo libro, infatti, si propone come uno strumento utile per chi desidera scrivere, quindi si rivolge agli scrittori, ma anche a chi attraverso la scrittura fa una catarsi per andare a sondare i propri fondali interiori.
L'autrice Deena Metzger è non solo una scrittrice (vi consiglio di leggere Pillole biografiche più in basso), ma anche terapeuta, una curandera direi io, una donna che stimo molto per le cose che ha fatto e fa, e in questo suo accurato lavoro, fonte di ispirazione sia per chi scrive sia per chi non ha mai provato a scrivere una riga, ci guida a esplorare e a mettere alla prova la nostra creatività con diari, autobiografie, racconti, fiabe, sogni, mostrando come scrivere dia forma e significato alla nostra vita, mentre il silenzio ci blocca irrimediabilmente nella sofferenza.
Personalmente l'ho trovato meraviglioso, una fonte inesauribile di ispirazione, tant'è che il libro è sempre a portata di mano, l'ho sottolineato quasi tutto, specialmente nelle parti che ho ritenuto essenziali per me. Ed è questa la cosa particolare: che ogni persona che lo legge vi può trovare qualcosa che illumina il proprio sentiero interiore, non solo nei momenti bui o più impegnativi e difficoltosi che si possono sperimentare, purtroppo, nella vita, ma anche nei periodi più sereni dove abbiamo bisogno di mettere in luce qualcosa di noi.
E' ricco di riferimenti bibliografici, di esercizi di scrittura che trovo interessanti e bellissimi perchè arricchiscono sicuramente l'animo, ma pure il nostro bagaglio culturale, stimolando in maniera sorprendente la creatività. E' uno di quei libri che porta a profonde riflessioni e luminose rinascite.
Lo consiglio a chi ama leggere, a chi ama scrivere, a chi sta affrontando un periodo non molto sereno, a chi ha un'insopprimibile curiosità, a chi cerca una scossa che dia brio alla creatività o alla vita, semplicemente.
A me fanno sorridere le persone che riducono alla parola "manuale help-self" quei libri come questo che sono stati ideati per conoscere meglio se stessi, di una raffinatezza unica perchè è scritto, a mio avviso, benissimo, a mo' di racconto, in quanto la scrittrice si mette in gioco in prima persona. A volte si fanno tanti passi, chilometri addirittura, per comprendere le persone che abbiamo intorno, e probabilmente mai un solo passo per capire se stessi. Se ci sono libri di tale foggia che esaurientemente riescono a centrare questo obiettivo anche se solo per una parte, io li leggo e li consiglio con immenso piacere.
"Scrivere per crescere" di Deena Metzeger è stata una delle letture più belle che potessi fare e di questo sono profondamente grata, per questo motivo ne condivido la gioia e l'entusiasmo.
Quando lo leggerete, fatemi sapere.
Ci tengo.

Pillole biografiche
foto da qui
DEENA METZGER, classe 1936,  scrittrice, drammaturga, poetessa e saggista americana, è stata counselor per oltre 45 anni e ha insegnato al Critical Studies Department del California Institute for the Arts, dove ha avviato il primo corso di scrittura giornalistica, e al Los Angeles Valley College. L'esperienza di una mastectomia nel 1977 ha aperto la strada per il suo lavoro come counselor, concentrandosi nell'ambito del rapporto tra la malattia e la guarigione e del rapporto necessario tra guarigione individuale e cambiamento sociale. Ha sviluppato la terapia di sostegno denominata "Healing Stories", l'uso terapeutico delle storie per affrontare le malattie fisiche e spirituali e le crisi emotive, ha condotto corsi di formazione sulla guarigione, nei suoi aspetti etici e spirituali, mediante l'unione tra la medicina occidentale e la medicina tradizionale indigena. Ha scritto uno dei primi libri sulla guarigione del cancro al seno e successivamente, in collaborazione con la fotografa Hella Hammid e la grafic designer Sheila de Bretteville, ha ideato, come testimonial, la prima campagna di sensibilizzazione sull'argomento attraverso il manifesto sulla mastectomia, noto in tutto il mondo. Durante alcuni viaggi nello Zimbabwe ha potuto conoscere e approfondire le pratiche di guarigione indigene e sciamaniche, da questa esperienza ha dato vita e istituito il "Daré" ('Consiglio', nella lingua Shona dello Zimbabwe), un incontro mensile di trasformazione personale, individuale o comunitario volto alla guarigione personale e al cambiamento sociale. Attualmente sono attivi sei Daré, tra Stati Uniti e Canada, tra cui il Topanga Bandiera Blu Daré, da lei diretto. Ha condotto e tutt'ora conduce numerosi corsi e laboratori di scrittura a livello nazionale e internazionale e ha scritto molti libri. Attualmente vive a Topanga, in California, con i figli, i nipoti e molti animali.


martedì 22 novembre 2016

"Cicatrici" di Juan Josè Saer



Pubblicato per la prima volta nel 1969, "Cicatrici" (La Nuova Frontiera) è un romanzo che Juan Josè Saer scrisse in venti notti, ispirato da un fatto reale. Quattro parti, quattro narratori in prima persona: Ángel, giovane reporter; Sergio, avvocato divorato dal vizio del gioco; Ernesto, giudice misantropo che si ostina nell'ennesima traduzione di Oscar Wilde; Luis Fiore, operaio che commette un omicidio inspiegabile. 
Da "Cicatrici" non ne esci indenne, ognuna di queste quattro vite è ossessionata da qualcosa: Saer riesce a mettere dinanzi ai nostri occhi le umane debolezze, gli errori, i ripetuti inciampi, i vizi, le occasioni mancate, le promesse non mantenute, le imperfezioni dell'esistenza. E allora non ne esci indenne, perchè tra una parola e l'altra le cicatrici di ognuno iniziano a prudere, a fare un certo effetto, a sollevare ricordi ormai rimossi, e leggendo si apprezza inevitabilmente lo stile di questo autore, considerato il più grande scrittore argentino dopo Borges.
Devo ammettere che inizialmente ho trovato questo romanzo eccessivamente lento per i miei gusti, ero impaziente. Poi dopo le prime cento pagine la storia comincia a movimentarsi, gli intrecci a venir fuori e sono felice di essere arrivata fino in fondo a questo romanzo che considero sorprendente, nel senso letterale del termine, perchè dal momento in cui non mi sentivo particolarmente coinvolta, qualcosa d'un tratto è mutato ed amo molto cambiare opinione in corso di lettura. Una trama indubbiamente interessante, una storia narrata in prima persona dai protagonisti e divisa, pertanto, in quattro parti ognuna delle quali intitolata con i nomi dei mesi. Una storia dove a mio avviso primeggia l'umanità: al centro di questo romanzo vi è l'uomo che fa i conti con le sue cicatrici interiori, Saer attraverso l'espediente del'intreccio mette a fuoco le relazioni tra i personaggi, le emozioni, la condizione umana nella sua realtà e con le sue illusioni.
L'autore usa un linguaggio crudo, schietto, reale, lo stile l'ho apprezzato, Saer fa una descrizione particolareggiata dei luoghi ed anche dei personaggi, descrizione che però non stanca, anzi è davvero preziosa ai fini della storia, invece ho apprezzato meno la descrizione dei giochi che ho trovato abbastanza monotona, forse eccessivamente lunga, lenta, ma probabilmente perchè non amo il gioco d'azzardo, a parte questo neo mi piacerebbe leggere qualche altro suo scritto.
Una cosa che ho trovato particolarmente piacevole è che qui e lì si trovano titoli di libri e frasi che sono di una bellezza immensa, per chi ama leggere.

Pillole biografiche
Juan José Saer, nato in Argentina nel 1937, è stato il principale scrittore della generazione dopo Borges. Nel 1968 si trasferì a Parigi e fu professore di letteratura all'Università di Rennes. La sua vasta opera narrativa comprende dodici romanzi, cinque libri di racconti, uno di poesia e vari saggi. Nel 1987 vinse il Premio Nadal, a cui si aggiunsero altri prestigiosi riconoscimenti come il premio France Culture, e il premio Unione Latina di Letterature Romanze. Morì a Parigi nel 2005.

mercoledì 9 novembre 2016

"Magia e superstizione in Europa dall’Antichità ai giorni nostri" di Michael D. Bailey


Da sempre l'uomo è affascinato da tutto ciò che è misterioso, da quella sottile linea labile che esiste tra noto e ignoto, comprensibile e incomprensibile, tra esoterismo ed essoterismo. Il concetto di esoterismo vieta di rivelare a chi non sia iniziato, certe parti segrete di un rito o di una dottrina religiosa; l'essoterismo, invece, indica quella parte di una dottrina o di una prassi religiosa che può essere conosciuta anche dai profani.
Cos'è la religione? E' sostanzialmente quell'insieme di credenze, esperienze, pratiche, riti che coinvolgono l'essere umano, o una data comunità, su ciò che viene considerato sacro, quindi è il rapporto che l'essere umano ha avuto ed ha con la o le divinità, quelle manifestazioni in cui l'uomo riconosce l'esistenza del soprannaturale.
Il saggio meraviglioso di cui sto per parlarvi mette in luce i rapporti tra magia e superstizione, va da sè che il nesso con la religione nasce spontaneo.
Sono appassionata ai tali temi: stregoneria, periodo dell'Inquisizione, magia e credenzepopolari che a volte accomunano certe civiltà antiche e moderne.
Ho letto "Magia e superstizione in Europa dall’Antichità ai giorni nostri" di Michael D. Bailey (Edizioni Lindau) con avidità, con desiderio di saperne di più, e devo dire di aver fatto una bella scoperta. Questo è un saggio di alto valore culturale, una delle più complete e approfondite analisi oggi disponibili sull’argomento, nel quale l'autore dimostra che la magia è stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, tra il noto e il comprensibile e l'ignoto e l'occulto.
Siccome gli argomenti trattati nel libro hanno fatto parte, e fanno parte in alcuni esami, dei miei studi in Legge devo sottolineare, come fa l'autore, che tutto ciò che conosciamo sugli incantesimi maligni e sulle persone malvagie, non proviene da testimonianze preservate di pratiche rituali, ma proprio dalla legislazione che sin dai tempi antichi, come rileva Bailey già in Mesopotamia, indicava tutto ciò che è proibito.
Il libro mostra al lettore come le caratteristiche e i tratti costitutivi  della magia e della superstizione siano state definite nelle varie epoche e come siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia e come è stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse). E' ben documentato, scritto con uno stile non solo divulgativo o didattico, ma proprio coinvolgente: non ho staccato un secondo gli occhi dalle pagine e mi ha rattristato finirlo.
L'autore non mette in rilievo soltanto l' aspetto storico, benchè questo sia il proposito fondamentale dell'opera, ma tesse la Storia con i costumi relativi ai popoli di cui ci parla: speciale attenzione è dedicata all’Europa medievale e agli albori dell’età moderna, ma Bailey non trascura l’antico Vicino Oriente, la Grecia classica e Roma, spazia dall’Europa agli Stati Uniti, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici, come la Wicca, una forma contemporanea di stregoneria. Si sofferma sull'etimologia di alcune parole come ad esempio: "(...) Il termine latino più comunemente usato per indicare magie nocive era tuttavia maleficium, parola che le autorità cristiane del Medioevo continuarono a preferire. Chi eseguiva tali atti era maleficus, o, nella forma femminile più diffusa, malefica. Il termine inglese "witch", strega, deriva dall'anglossasone wicca (al femmile wicce), termine generico per indicare chi compie incantesimi (...)".
Un completo excursus storico di duemila anni di storia della magia, ma anche della religione e della superstizione, tre aspetti tra loro collegati ed intrecciati, un invito ad una lettura interessante che consiglio non solo agli appassionati come me, ma davvero a tutti per le piacevoli scoperte che tale saggio permette di fare.
Inoltre, cosa da non sottovalutare, alla fine del libro è presente una nutrita sezione con fonti e letture di approfondimento, e vi sono anche alcune foto interessanti di opere artistiche e letterarie.


Pillole biografiche
Michael D. Bailey è assistente di Storia presso la Iowa State University. Ha studiato presso la Northwestern University, l’Università di Basilea e l’Università di Monaco. È stato docente di storia della magia e della stregoneria presso l’University of Cincinnati, la Saint Louis University e l’University of Pennsylvania. Tra le sue pubblicazioni Battling Demons: Witchcraft, Heresy, and Reform in the Late Middles Ages (2003) e Historical Dictionary of Witchcraft (2003).

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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