Letture di gennaio

martedì 18 febbraio 2020

"La teoria dei paesi vuoti"'di Mauro Daltin



Amare la paesologia è una vocazione e le pagine che ho letto hanno confermato la mia sensazione: i luoghi abbandonati vanno nutriti di devozione, lo senti nelle vene. Non è semplice da spiegare...allora prendo on prestito queste parole...

"Quando entro in un borgo abbandonato abbasso il tono della voce, cerco di camminare soffice per non provocare rumori. Resto in ascolto. Visito le case, entro nelle chiese, calpesto la terra dei cimiteri e mi convinco che questo vuoto abbia a che fare con me, con la mia vita, le mie visioni, le mie paure più profonde, la mia origine". 

Sono pagine impastate di contrasti quelle di "La teoria dei paesi vuoti" di Mauro Daltin, si soffermano sui luoghi vuoti che un tempo erano pieni, vivi, pulsanti. Poi, una scossa di terremoto, un'alluvione, l'avanzare della modernità vengono a sventrare le case, quasi a togliere l'anima ai luoghi. Ma il "senso dei luoghi, per citare l'antropologo Vito Teti, rimane lì sempre, nonostante le devastazioni e gli abbandoni, a tenere tracce di vita, perché anche le pietre e le macerie sono capaci di narrare storie.

In questo libro, l'autore non si limita a scrivere di città fantasma, ma compie un passo in più: ha il coraggio di guardare in faccia il vuoto, analizza il contesto che lo circonda, non solo i paesini italiani, ma pure quelli esteri, fino a capire in profondità la genesi e la geografia dei luoghi abbandonati, vuoti eppure parlanti.

Daltin racconta anche di sé e si pone come anello di congiunzione tra il territorio e l'ambiente: cose accade all'animo umano inserito in un contesto simile? Quali doti sviluppa, quali mancanze avverte? I luoghi che viviamo incidono fortemente il nostro senso dello stare al mondo.
Il sentirsi avvolti in una specifica atmosfera, è ciò che dà conforto immediato, è una sensazione che ci si porta dentro, ovunque si vada. Farne smarrimento o riscoperta e rinascita, sta a noi.

"Quando entri in una casa puoi avere a una prima occhiata già informazioni fondamentali su chi ci vive. Se mi accosto a una libreria e ne scorgo i titoli, ho già una mappa inconsapevole della sensibilità di chi ho di fronte".

Le pagine scorrono velocemente, ci si perde in una narrazione fluida, carica di poesia, di riflessioni attualissime, di malinconia e di speranza, odorano di polvere, di mura cariche di muffa depositi di piogge eterne, di bellezza imperfetta eppur preziosa.

"Nel termine abbandono si nasconde un duplice significato: atto del lasciare per sempre e affidamento totale".

Una lettura necessaria e bellissima, tante le righe sottolineate, porti sicuri a quali ritornerò.

sabato 15 febbraio 2020

"Ricette di confine. Il cibo narrato dalla Palestina occupata" di Silvia De Marco


Libri & Sapori


"Ricette di confine" di Silvia De Marco è un libro carico di emozioni, non è un elenco di ricette, ma raccoglie l'anima di un popolo. L'autrice ci accompagna in un viaggio fatto di pietanze saporite, il cui ingrediente principale è il cibo, ma si aggiungono ad esso anche esperienze, storia e geografia. E' il racconto della vita quotidiana del popolo palestinese.

Abitare un territorio tumultuoso come quello della Palestina significa avere un attaccamento alla vita ben diverso da quello che siamo abituati a sperimentare in occidente.

Le pagine di questo libro mirano a sottolineare proprio questa diversità, pongono il focus sulla conoscenza di un territorio attraverso il suo cibo, che è appunto la forma atavica di attaccamento alla vita. 
Il rapporto che gli uomini e le donne instaurano con la natura e con il territorio nel quale vivono è qualcosa che influenza la cultura, che va a creare poi l'identità di un popolo. 

Si viene ad innestare quella che Montanari definisce la "grammatica del cibo", cioè il modo di mangiare di un popolo "parla" già di esso e dei suoi costumi, della sua storia, delle sue vicende, della sua geografia; si vengono a creare regole e procedure intorno al cibo e alla sua preparazione, al modo in cui viene mangiato, che identificano un lessico ben definito che fa acquistare al cibo una capacità espressiva di indubbio valore culturale. C'è una forte carica simbolica nel cibo, cioè nel modo in cui esso, non solo viene preparato, ma specialemente viene consumato, in comunità prevalentemente.
Questo ricettario narrato ha una storia per ogni piatto, e ogni storia dà una nuova prospettiva sulla Palestina occupata che sa raccontarsi in tutti i suoi meravigliosi aspetti, partendo proprio da ciò che mangia.
Sono racconti che si gustano l'uno dopo l'altro con irrefrenabile voracità.


Ho voluto replicare una delle ricette tratte dal libro il Fattet hummus:





Vi lascio le foto della ricetta, è molto semplice, ma soprattutto super saporita.
Conosco l'hummus da una decina d'anni e, credetemi, è irresistibile...con il pane arabo è una delizia!
Quando leggerete il libro e proverete questa ricetta, fatemi sapere.









sabato 8 febbraio 2020

"Garam Masala" di Bulbul Sharma

Storie e ricette dall'India 


L'India è un posto che amo da tantissimo tempo e che spero di visitare, in questa vita.
Sì, perchè credo che in altre vite io abbia girovagato certamente per le sue strade colme di bellezza e di squallore, le rivedo persino in certi sogni, tra sari coloratissimi e odori penetranti e pungenti.

Il primo libro che lessi e che mi fece innamorare indirettamente dell'India fu, inizialmente, La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett, l'autrice del più famoso Il giardino segreto e de Il piccolo lord, perchè mi era simpatico Ram Dass, servitore indiano che aiuta la piccola Sara in tutti i modi a lui possibili, con la sua scimmietta birbante (esiste anche un film). Ma fu soprattutto, e in modo più consapevole, quando lessi La città della gioia di Dominique Lapierre che il mio amore letterario sbocciò: avrò avuto circa 13 anni, lessi quelle pagine meravigliose con un impeto straordinario! Non facevo (e non faccio tuttora) che consigliare quel libro, a chiunque.
Da lì in poi ho fatto molto letture su questa terra misteriosa e affascinante e ho riletto il libro di cui ti racconterò oggi.

Torno spesso alle pagine di "Garam Masala" di Bulbul Sharma perchè sono un posto accogliente, un riparo sicuro, una casa alla quale fare ritorno.


"Le donne sapevano che c'era una storia in arrivo e si sedettero ad ascoltare. Si erano messe più comode, ma con le mani continuavano a fare a pezzetti e a pulire la verdura.
Era la prima storia del mattino e tutte speravano che non fosse una storia triste.
[...]
Nessuno poteva dire quante storie avrebbe regalato quel giorno."


Le pagine di questo libro odorano di spezie, di puri croccante che sfrigola della pentola e diffonde quel profumo dolce caratteristico, di venti carichi di polvere che portano temporali improvvisi, di terra bagnata, di frizzante gelsomino e di agrumato coriandolo. Ma soprattutto sono pagine tessute di storie raccontante con il cuore.

Un gruppo di donne, al ritmo di coltelli e mortai, tra risate e lacrime, si confidano le loro esperienze di vita e lo fanno come solo in queste circostanze si può fare: con spontanea fiducia e la speranza di essere comprese.
Sono racconti dolci e amari, storie di rabbia e di amore, di ribellione e di condivisione, e nelle quali spunta sempre qualche ricetta: sembra davvero di sentire profumi buoni che scaldano lo spirito.
foto e bio prese da O barra O Edizioni
Sono aneddoti pungenti e fantasiosi che si intrecciano e danno vita ad un gustoso piatto tutto da assaporare, pagina dopo pagina,
Lo stile della scrittrice è brillante, condito con un pizzico di ironia e tanta saggezza, una spolverata di modernità senza mancare l'ingrediente fondamentale, la tradizione indiana colma di contrasti e poesia.
Un libro che una volta letto rimarrà persistente nei ricordi.

Bulbul Sharma è nata nel 1952 a Delhi, dove tuttora vive e lavora. Scrittrice, pittrice e illustratrice di libri per ragazzi, collabora al quotidiano «The Asian Age».
Impegnata nel sociale, ha fondato Help Art, centro ricreativo dove insegna arte ai bambini poveri e disabili. In Italia è conosciuta per il romanzo Banana-flower, il best seller La vendetta della melanzanae i racconti Benedette zie usciti per Marcos y Marcos.



Ogni volta che leggo questo libro, perchè ne sfoglio spesso le pagine, preparo sempre il mio amato chai latte, una bevanda dolce e speziata tipica dell'India.


Il Garam Masala è una miscela di spezie indiane, e significa spezia calda, a sottolineare l'intensità e la piccantezza. E' per questo che viene usato per condire riso, cereali, verdure, patate e uova. Io amo utilizzarlo molto, per esempio nel pollo tandoori. A volte utilizzo quello che viene direttamente dall'India, ma ne ho preparati personalmente, perchè amo per i miei piatti e le mie bevande specifiche spezie, e voglio modulare a mio piacimento la piccantezza e l'intensità delle sesse.

Oggi condivido con te, la ricetta del  Garam Masala per condire i tuoi piatti salati e quella del mix perfetto per preparare il gustoso chai tea latte.

Per la ricetta del garam masala ti serve un cucchiaino di polvere di:

Cardamomo (i semi vanno, tolti dai baccelli verdi, e praticamente pestati, ridotti in polvere, oppure acquista la polvere, io però non l'ho mai trovata, finora)
Cumino
Pepe
Cannella
Chiodi di garofano o polvere

Versa queste polveri in una padellina e fai tostare il tutto per circa 2/3 minuti, avendo cura di muovere spesso la padella, per non bruciare il mix di specie. Lascia raffreddare e conserva in un barattolo di vetro. Il tuo Garama Masala è pronto.

Quando voglio preparare il chai tea latte, c'è una spezia che non deve assolutamente mancare: la cannella.

Porta a ebollizione l'acqua per fare il tè nero possibilmente indiano, in questa stessa acqua aggiungi:

bustine da tè per quanti sono i commensali (una tazza di acqua a persona)
un cucchiaino abbondante di cannella
un pizzico di zenzero in polvere (o di pepe nero)
anice stellato
semi di cardamomo ne bastano 6/7
3 chiodi di garofano

Dopo tre minuti, togliete il tè e lasciate le spezie in infusione.
in un altro pentolino riscaldate il latte (stesse dosi come per il te) con lo zucchero (o come preferisco io con il miele)
Filtrate le spezie e le aggiungete al pentolino con il latte giusto per amalgamare gli ingredienti.
Si deve bere caldo, la sua caratteristica è di essere molto dolce, ma questo va a vostro gusto.


Non mi resta che augurarvi buona lettura!

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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