Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

giovedì 15 febbraio 2018

"Canti del Mid-America" di Sherwood Anderson

"C’è un canto nella matita che è stretta tra mie dita scaltre. Fuori – fuori – fuori – care parole. Le parole mi hanno salvato. C’è ritmo nella matita. Canta e oscilla. Canta un grande canto. Canta il canto della mia vita. Sta portando vita in me, nel mio posto chiuso".
-Sherwood Anderson


"A me sembra che il canto appartenga e nasca dalla memoria di cose più antiche di quelle che conosciamo. Nei sentieri battuti della vita, quando molte generazioni di uomini hanno percorso le strade in una città o passeggiato senza meta di notte per le colline di un'antica terra, sorge il cantore.
Il cantore non è nè giovane nè vecchio ma c'è sempre qualcosa di molto vecchio in lui. L'essenza di molte vite vissute e di molte spese faticosamente fino alla fine scorre piano nella sua voce. Oltre il potere delle parole, le parole si esauriscono. C'è una bellezza spirituale nel canto di colui il cui canto grida dalle anime della gente di tempi e luoghi antichi , ma questa bellezza non ci appartiene ancora".

Queste le prime parole della Prefazione di un libro che mi ha ammaliata, sin dal primo istante.
C'è una parola in napoletano con la quale vorrei definire l'essenza di questo libro, ossia "cunto", un racconto narrato a voce, che per il tramite della poesia ci narra l'America riuscendo a fotografarla in maniera molto valida, anche nei suoi mutamenti nel corso del tempo, prima e dopo i fumi dell'industrialismo.
L'arte di "cuntare", come insegna sapientemente Giambattista Basile, così come si faceva tanto tempo fa, nei cortili in compagnia di persone sagge magari accanto al fuoco scoppiettante, sotto un cielo stellato, è la forma del narrare che preferisco, ho avuto la possibilità di vivere momenti davvero magici grazie alla mia nonna paterna, una vera cantastorie. E in questo piccolo, prezioso, libro ho trovato la stessa magia di fondo.

In "Canti del Mid-America" di Sherwood Anderson (Corrimano Edizioni) sebbene il contenuto è totalmente diverso dai cunti che ascoltavo da bambina, la modalità di narrazione è la medesima; raccontare la reale essenza di luoghi ed anime che ci parlano di altri tempi, di qualcosa che è comunque dentro di noi, si lega alle nostre radici, come catene ben salde che uniscono l'anima al territorio.
Non si può davvero entrare nello spirito di un libro, senza aver dato un cenno al suo autore, al periodo nel quale è cresciuto e vissuto.
Sherwood Anderson nasce a Camden, Ohio, nel 1876. Nel 1916 pubblica il suo primo romanzo, Windy McPherson’s Son, a cui segue il romanzo Marching Men (1917) e la raccolta di poesie in prosa Mid-American Chants (1918), e l'anno dopo la raccolta di racconti Winesburg, Ohio (1919), la sua opera più celebre.
Muore di peritonite a Panama nel 1941 a 64 anni. Le sue lettere e memorie, pubblicate postume, avranno grande influenza su diversi autori, tra cui E. Hemingway, J. Steinbeck, F. S. Fitzgerald e J. D.Salinger.


"Canti del Mid-America" è un libro molto particolare, non semplice, che sebbene mi sia piaciuto, non mi ha colpito in modo particolare, perchè non riesco a cogliere appieno l'esperienza di vita di quei territori e di quei tempi, ma ne riconosco la potenza e il valore. Queste pagine danno vita, in maniera poetica, ad un libro che setaccia il cuore dell’America per festeggiare (e per far cantare) lo spazio vissuto di esseri umani da rigenerare, insieme alle loro corde mistiche.
Sono dell'Ovest, l'esteso Ovest dei tramonti. Sono degli estesi campi dove cresce il granturco. Il sudore delle mele è in me. Sono l'inizio delle cose e la fine delle cose.
Sicuramente tale opera rappresenta uno spaccato di un tempo e di un luogo lontani dal mio vissuto, ma il ponte di collegamento è proprio il canto, l'ode in senso globale, il bisogno atavico di narrare, per tenere memoria, per dare forza al senso di spiritualità che pervade l'animo umano, ed è proprio questo elemento universale, che si evince nettamente, mi è piaciuto tantissimo, ho avuto la sensazione di aver letto delle autentiche preghiere rivolte al Creato e al suo artefice.

lunedì 5 febbraio 2018

"Guida tascabile per maniaci dei libri" a cura di The Book Fools Bunch


"Guida tascabile per maniaci dei libri" prende vita dall'amore per la lettura di un misterioso gruppo di esperti e maniacali lavoratori dell'editoria italiana, The Book Fools Bunch, con base a Firenze che da anni oltre a proporre volumi che grandi editori trascurano, si attiva organizzando flash mob, reading e altri simili provocazioni non istituzionali per sensibilizzare il nostro paese verso il problema della mancanza di attenzione al mondo dei libri.
Pensate che in Italia meno di una persona su due ha letto almeno un libro in un anno.
The Book Fools Bunch, allora, inizia una piccola battaglia in nome dell'amore per i libri, convinti che un libro, ogni libro vero e degno di questo nobilissimo nome, sia "una possibilità, una libertà, un dono, un volo senza rete e senza fine".

Questo libro é un catalogo, una lunga serie di elenchi di titoli, nel quale ogni bibliofilo può trovare ristoro alla propria sete di curiosità.
Il volume si articola in numerose sezioni, come ad esempio "I mille libri fondamentali"; "Le vite", dove possiamo trovare una breve ma significativa biografia dei più importanti scrittori; gli "Incipit"; i "Premi letterari più famosi dal Nobel per la letteratura allo Strega, dal Viareggio al Campiello; la sezione dedicata ai Best Seller, insomma ogni curiosità letteraria è soddisfatta da questa guida imperdibile. L''unica controindicazione alla lettura di tale libro (che in molti, me compresa, considereranno all'opposto, un incentivo) è che le wishlist di ogni bibliofilo si allunghino (ulteriormente) a dismisura. Correremo volentieri tale rischio, vero?

 Dopo il piacere di possedere libri, nessun altro eguaglia il piacere di parlarne” 
-Charles Nodier

venerdì 26 gennaio 2018

"Vedo a colori" di Alessio Li Causi e Sara Carramusa


A volte si ha soltanto bisogno di leggere una bella, una bellissima storia. Per bellissima storia intendo un racconto che sia attento alla sensibilità e alla intelligenza emotiva, una fiaba contemporanea da condividere con adulti e piccini, un racconto che appena finito di leggere ti fa venire una sensazione di brivido di commozione lungo la schiena.
"Vedo a colori" di Alessio Li Causi, con le meravigliose illustrazioni di Sara Carramusa (Corrimano Edizioni), è un piccolo libro davvero prezioso nel quale scrittura e illustrazioni si fondono per creare una storia che racconta la vita, la vita che scorre ogni giorno ogni giorno sotto i nostri occhi e che magari non vogliamo vedere. Il protagonista è Ruben, questa storia è raccontata attraverso il suo sguardo curioso, e noi lettrici e lettori conosciamo il mondo attraverso il modo curioso di capire e di comprendere il mondo, come possono fare soltanto i bambini.
Nelle strade delle nostre città luogo privilegiato di incontri per chi sa osservare, Ruben scopre l'altro.
I temi sono, infatti, l'incontro con l'altro, con la diversità in qualunque forma essa si esprima, si affrontano importanti temi sociali, come l'omosessualità, la prostituzione, la malattia mentale, il razzismo, la povertà, e fra le righe cogliamo nettamente, seppure espresso in maniera delicata, due differenti prospettive di vita: quella del bambino e quello dell'adulto,che nei confronti del diverso manifesta sempre indifferenza, intolleranza, razzismo, paura.
Invece Ruben vede tutto con gli occhi del cuore, con gli occhi della spensieratezza, con gli occhi puri di chi non giudica, perchè agli occhi dei bambini nessuno è diverso. Ruben vede il mondo a colori, riconosce in ogni persona che incontra delle qualità che associa a colori, mentre la sua famiglia vede in bianco e nero.

Un libro adatto a tutti, meraviglioso.

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I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

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Leggi invece di passare l'aspirapolvere
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di Nina Sankovitch

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