Letture di gennaio

venerdì 23 ottobre 2020

"L'autunno è l'ultima stagione dell'anno" di Nasim Marashi


 "L'AUTUNNO È L'ULTIMA STAGIONE DELL'ANNO" di NASIM MARASHI 

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#librocheleggipaesechevai

"L'autunno è l'ultima stagione dell'anno" della giornalista e scrittrice Nasim Marashi ha  vinto il premio letterario Jalal Al-e Ahmad, come migliore libro dell'anno 2015.

Siamo nella Teheran contemporanea, tre giovani trentenni, amiche fin dai tempi dell'Università si confrontano con le loro scelte dalle quali dipenderà il loro destino futuro.

La protagonista, Leila, cerca disperatamente di trovare il proprio posto nel mondo dopo aver deciso di non seguire il marito Misaq in Canada, e ora cerca conforto nel lavoro in un giornale che  le mutate condizioni politiche costringeranno di lì a poco a chiudere. Il libro inizia, infatti, come un lungo dialogo interiore con un interlocutore assente, che l'autrice però ci fa comunque conoscere attraverso Leila.

Attorno a lei si muovono Roja e Shabane, con le loro storie familiari e le angosce di chi si appresta ad entrare nel mondo degli adulti: Roja ha il sogno di fare un dottorato in Francia, è disposta a sacrificare il legame con la madre e il fratello in nome di una carriera importante; Shabane vive il rimorso di avere forse provocato il dramma che rende infelice la sua famiglia e oscilla tra il desiderio di vivere una vita propria, sposando finalmente l'uomo che ama, e il timore di venir meno al suo dovere di figlia.

Il libro si divide in due parti, Estate e Autunno, l'avvicendarsi di un cambiamento che non è solo esterno e climatico, ma è soprattutto interiore.

Tre storie raccontate in maniera spontanea facendo riferimento ai moti interiori dei personaggi, ai loro pensieri di cui noi lettori siamo privilegiati uditori. Le pagine della Marashi mettono in luce problematiche personali e sociali che contraddistinguono tanti giovani e di diversi paesi, è questo l'elemento di empatia che l'autrice ha saputo cucire ad arte consegnandoci un abito che possiamo agevolmente indossare perché richiama sentimenti, come l'inquietudine, i timori, i sensi di colpa e le preoccupazioni che segnano il passaggio all'età adulta e che tutti, indipendentemente dal luogo in cui nasciamo siamo destinati a vivere.

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Vi ispira? L'avete letto?


venerdì 9 ottobre 2020

"Quando il Vesuvio aveva il pennacchio" di Rosanna Oliva de Conciliis

 


~ Donne straordinarie: ROSANNA OLIVA DE CONCILIIS E IL SUO AMARCORD NAPOLETANO

Tra le mie letture, Napoli e una grande donna, Rosanna Oliva de Conciliis.

Appena laureata, Rosanna Oliva De Conciliis con un suo ricorso alla Corte costituzionale ha provocato la sentenza 33/60 che ha eliminato le principali discriminazioni per l'accesso alla pubblica amministrazione. È la Presidente di Rete per la Parità APS, per valorizzare i principi fondamentali della Costituzione, impegnandosi sempre e in vari ruoli per i  diritti delle donne e dei minori, nella lotta al dolore e per la difesa dell'ambiente.

Coordina il Gruppo di lavoro per l'obiettivo 5-Parità di genere dell'Agenda ONU 2030. Grande Ufficiale della Repubblica, nel 2010 le è stato assegnato il premio Minerva per l'uguaglianza di genere.

"Quando il Vesuvio aveva il pennacchio" è un incantevole amarcord napoletano in cui Rosanna Oliva de Conciliis ripercorre, partendo dagli anni della sua infanzia prima della seconda guerra mondiale, l'intenso rapporto che ancora la lega alla città della sirena Partenope.

Ogni capitolo accenna ad una favola e così incomincia ogni storia riportandoci agli scenari magici dell'infanzia. Molte fiabe sono arrivate all'autrice per tradizione orale da "Lo cunto de li cunti" di Giambattista Basile.

Queste pagine sono intrise di ricordi e aneddoti, racchiudono un lungo racconto venato di nostalgia di famiglie, di nonne, nonni, zie, zii, cugine e cugini, in un intricato albero genealogico ricco di tanti rami. I piccoli, grandi fatti scandiscono i tempi della loro vita, i luoghi, le case di famiglia, la vecchia Napoli di un mondo ormai scomparso, ma non per questo meno vivo e presente.

giovedì 1 ottobre 2020

"Sete" di Amélie Nothomb

"Cosa possiamo ricordare di quanto non abbiamo mai provato? Non c'è arte più grande che quella di vivere. (...) Inutile lasciare traccia altrove che non sia sulla propria pelle"


"SETE" di AMÉLIE NOTHOMB
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Quella narrata in questo libro è una storia geniale che ha come premessa l'ultima notte trascorsa da un uomo in cella, prima di morire. E fin qui non cibsarebbe nulla di geniale, se non fosse che "l'uomo" in questione è Gesù Cristo che attende la sua crocifissione.
Il romanzo è sviluppato in prima persona cosicché la voce del protagonista sembra narrarci la sua storia, sulla soglia della propria morte, guardandoci negli occhi.
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Non sono riuscita materialmente a staccare gli occhi da queste pagine, questo inno alla vita, sostanzialmente, questo ritratto di Gesù così umano, fragile, impaurito, innamorato, che ricerca la gioia anche del corpo e non solo dello spirito, mi ha fatto innamorare di questo libro.
Straordinario ❤

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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