Pezzi di vita

Pezzi di vita

mercoledì 14 giugno 2017

Di riletture e pensieri da custodire


Dei libri non bisognerebbe mai avere paura,  anche quando ti dicono cose che non vuoi sentire,  pensare,  ricordare.
Ho sempre creduto che i libri fossero chiavi per aprire le innumerevoli porte dell'animo umano.
Solo chi ha il coraggio di sporcarsi gli occhi d'inchiostro riesce a conoscere se stesso, luci ed ombre annesse. Di comprendere cosa/chi lasciar andare e cosa/chi trattenere.
Leggere mi permette di conoscere e sapere, ma mi permette anche di fare una delle esperienze più belle che si possano fare: un viaggio dentro me, che sfida il tempo e  lo spazio.
Il libro che vedete sotto i miei occhi è "Non aver paura" di Christian Mascheroni scrittore e autore televisivo, se avete piacere di leggere la mia recensione, cliccate QUI
A distanza di tempo, ritorno ancora a queste meravigliose pagine.
È per questo che io stringo i libri al petto. Li amo.

mercoledì 31 maggio 2017

"Nata senz'ali" di Valentina Lippolis

"Di quanto cielo ha bisogno una farfalla/donna nata senz'ali?"

Mi sono innamorata di questo libro, perchè racconta di una rinascita, non una qualsiasi: quella di una donna. 
L'ho trovato molto emozionante, delicato e profondo, nonostante la brevità delle pagine. Naturalmente, essendo donna, mi ci sono rispecchiata diverse volte, per cui non è stata una semplice lettura, sia pure bella e piacevole, ma un vero e proprio cammino di scoperta  e riscoperta di me stessa. Adoro quando i libri si pongono ai lettori come scrigni colmi di riflessioni, coincidenze, similitudini. 
"Nata senz'ali" di Valentina Lippolis, classe 1981, (Pufa editore) ha allietato il mio tempo di lettura, è stato un vero e proprio gioiello letterario che non solo mi ha tenuto compagnia, ma mi ha anche fatto riflettere molto, io che sono in continua evoluzione e trasformazione, proprio come l'acqua che non è mai ferma o come il vento.
A dire il vero, in alcuni casi ho trovato qualche dispersione narrativa, ma credo sia stata funzionale allo sviluppo della storia, per informare noi lettori della vita della protagonista, Carla, giovane donna alla ricerca del suo posto nel mondo.
E' una storia fatta di vuoti e di pienezze, di momenti di nero sconforto e puro splendore, di dolori, fallimenti, ansie, ma anche gioie tanto forti da rabbrividire e momenti felici da custodire come tesori, una storia fatta di contrasti che ciclicamente si rincorrono fino a quando la protagonista decide di prendere in mano le redini della sua vita, di non vivere più passivamente, ma di imparare finalmente a scegliere, ad ascoltare se stessa, ad avere fiducia nei propri passi. 
Il passaggio da bruco a farfalla, sottolineato dall'incredibile e irrefrenabile istinto femminile, un dolore universale che riecheggia nell'animo dell'individuo, perchè ad ogni morte consegue sempre una rinascita.

"Non ho fatto mai  niente, nemmeno per me stessa, senza chiedere permesso. Vissuta per anni in una gabbia di preconcetti, limiti e imposizioni dettate da una società alquanto cinica e intransigente. Ricordi piombano su di me come un fiume in piena prossimo a straripare perchè costretto per troppo tempo a essere contenuto. Fiume che vuole andare al di là delle dighee imposizioni. Quel momento è arrivato, è ADESSO.
Prendo elmo e scudo e mi difendo. Testa dritta controvento".




"Come leggere un libro" di Virginia Woolf



Virginia Woolf non ha bisogno di presentazioni, ma questo piccolo capolavoro letterario, edito da Passigli, merita una riflessione.
Parto con una cosa che non mi è piaciuta, ossia la scelta di non aggiungere il punto interrogativo nel titolo, segno di interpunzione che trovo fondamentale nonchè fedele alle intenzioni dell'autrice.
Detto ciò, ho amato questo libro, perchè non si può non amare Virginia Woolf, la sua acuta intelligenza, la sua innata sensibilità e il suo talento, non solo come scrittrice, ma anche come critica.
Il libro si compone di due saggi: "Come si dovrebbe leggere un libro?" uscito nel 1926 sulla "Yale Review" e fu poi inserito in "The Common Reader. Second series, 1932" e "Che effetto fa un contemporaneo" uscito nel 1923, quindi quasi un centinaio d'anni fa, ma di un'attualità che fa rabbrividire.

Il libro si apre con lo scritto "Il lettore comune" (The Common Reader. First series, 1925) nel quale la nostra Virginia, riferendosi ad uno scritto di Samuel Johnson, in Life of the Poets 1781, sottolinea le caratteristiche del lettore comune che, come suggerisce Johnson, differiscono da quelle del critico e dello studioso, e viene definito come  "guidato dall'istinto di creare se stesso, con quello che gli capita di trovare, (...). Frettoloso, approssimativo e superficiale, afferrando ora questa poesia, ora quel pezzo di anticaglia, incurante di sapere da dove provenga (...) purchè serva al suo scopo".
Mi sono immersa in queste pagine e la voce di Virginia sembrava dettare i miei pensieri in fatto di letture e letteratura.
Nel primo saggio "Come si dovrebbe leggere un libro?" scritto in occasione di una conferenza in una scuola femminile, la Woolf si rivolge ai lettori e pone una domanda interessante: "(...) quali leggi si possono formulare sui libri" e sottolinea come ogni lettore non dovrebbe accettare consigli su come leggere un libro, "di seguire il proprio istinto, di usare la propria testa, di trarre le proprie conclusioni.". L'autrice però sottolinea di non sprecare le nostre capacità e destreggiarsi nel mare magnum dei generi letterari, capaci di distinguerli e prendere da ciascuno quello che è giusto ci dia.
Insomma, non bisogna soltanto leggere e basta, ma essere consapevoli di cosa si sta leggendo.
Pochi lettori chiedono ai libri quello che essi possano dare, osserva la Woolf, ed io mi sento d'accordo con lei.
"Leggere un romanzo è un'arte difficile e complessa. Occorre essere capaci non solo di grande sensibilità, ma anche di grande fervore nell'immaginazione per riuscire a sfruttare al massimo quello che il romanziere - in grande artista- ci dà.".
L'autrice ci dona interrogativi e riflessioni circa il modo in cui si dovrebbero leggere i libri, e quali generi leggere e soprattutto perchè, come di libro in libro veniamo attirati in mondi differenti e modi diversi di raccontare, di esprimere bellezza e creatività per il tramite delle parole. Sono presenti, inevitabilmente, numerosi riferimenti letterari, verso i quali, una lettrice attenta, non può soffermare lo sguardo e il cuore, appuntando nuove letture, nuovi viaggi.
Leggere è una scelta personale, ci dice la Woolf, ma anche "se vi lasciate andare al piacere della letteratura-spazzatura rimarrete sorpresi, anzi sarete sopraffatti dai resti di una vita umana lasciati a marcire" perchè anche se al lettore capiti di frugare nella pattumiera, di certo, conclude la Woolf, "a lungo andare ci stanchiamo della letteratura-spazzatura."
Si sofferma anche sulla Poesia, e afferma che "il poeta è sempre un nostro contemporaneo" quasi a sottolineare che l'arte poetica è eterna, sfida il tempo.
Ho amato leggere questo libro e continuo ancora a sfogliarne le pagine.


I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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