Letture di gennaio

venerdì 3 luglio 2020

"Anime inquiete" di Isabella Cesarini

"Solo gli inquieti sanno com'è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza".
~ "Anime inquiete" di Isabella Cesarini.


Finire un libro in una notte, ecco cos'è stato per me questo libro. Una fulminea e intensa dose di piacere.

"Anime inquiete" di Isabella Cesarini è un mosaico di poliedriche personalità da Lou Andreas Salomè a Sibilla Aleramo, da Clarice Lispector a Emil Cioran, passando per Salvador Dalí e Sylvia Plath, ventitré personalità delle quali si indaga il filo rosso che le unisce: l'inquietudine.
Quel sottile, ma costante turbamento che dalla mente si schiude per prendere casa nel petto, lì rimane latente e che per moltissimi artisti è ed è stata fonte di ispirazione.

È un libro di ritratti resi eterni dalla forza magnetica delle parole di Isabella Cesarini, scrittrice di cinema e letteratura.
La sua scrittura è naturalmente poetica, passa con disinvoltura dall'arte al cinema e alla letteratura.
Ho potuto cogliere l'essenza di questi personaggi unici, come ad esempio Ingmar Bergman e Françoise Sagan, leggendo ogni storia con avida curiosità, avvertendo similarità e trovando conforto, comprensione e ristoro tra le righe. Si crea una corresponsione amorosa tra anime inquiete,  uno scambio di emozioni tra i personaggi narrati, chi li ha narrati e chi legge queste meravigliose pagine,  un'immersione osmotica salvifica. Si crea un collegamento immediato con il lettore perché la Cesarini qui parla di Vita, pura Vita.

Leggetelo, è un libro potente. Per me lo è così tanto che ritornerò spesso a queste pagine.

giovedì 2 luglio 2020

"In nome della madre" di Erri De Luca

"Il fatto è che tu sei la più speciale eccezione e loro non hanno cuore sufficiente per intenderla e giudicarla. E' una faccenda che ha bisogno di amore a prima vista, mentre loro s'ingarbugliano sui codici, le usanze. Per loro tu sei pietra d'inciampo, per me sei la pietra angolare da cui inizia la casa"



Erri De Luca racconta la storia di tutte storie, e lo fa intingendo la penna nella delicatezza estrema e profonda.
"In nome della madre" è una lettura della storia di Miriam/Maria che restituisce alla madre di Gesù, la meravigliosa semplicità di una femminilità coraggiosa.
In queste pagine è racchiuso il mistero della maternità, la grazia umana di un destino che si può soltanto accettare in nome dell'Amore, questo libro è Amore puro.

A narrare la storia è proprio Maria.
Anno 0, Galilea. Durante il maestrale di marzo, il vento che qui viene da nord, un colpo d'aria spalanca la finestra, la casa è ammantata di polvere celestiale, in questo modo avviene la fine dell'adolescenza di Maria. E' l'annuncio di un angelo.
"Nella storia sacra gli angeli hanno un normale corpo umano, non li distingui. Si sa che sono loro quando se ne vanno. Lasciano un dono e pure una mancanza".
Ecco l'inizio di Tutto. Ecco l'inizio di una storia commovente, di una semplicità disarmante, scritta con maestria: la storia di Maria raccontata proprio dalla sua voce, intervallata dai pensieri di una figura che anche nella Storia è sempre rimasta defilata, nascosta, ora De Luca ci fa scorgere le idee di Iosef, il suo promesso sposo che la ama di un amore assoluto, andando contro i dogmi e le convenzioni.

La fanciulla comunica la notizia al suo fidanzato, che subito viene assalito da angoscia e smarrimento. Miriàm, ascolta, con calma sconcertante, la parole concitate di Iosef, preoccupato per il parere degli anziani e per la drammatica sorte che spetta alla sua giovane sposa perchè, come tutti gli uomini dell'epoca, conosce bene la Legge: una donna incinta prima del matrimonio, macchiata di un grave reato che allora veniva punito con la lapidazione.

"Mentre parlava io diventavo madre. Gli uomini hanno bisogno di parole per consistere, quelle dell’angelo per me erano vento da lasciar andare. Portava parole e semi, a me ne bastava uno. Ero rimasta in piedi innanzi a lui e in piedi stavo davanti a Iosef (...) Con le mani intrecciate sul ventre piatto mi toccavo la pelle per sentire sulla punta delle dita la mia vita cambiata. Era per me il giorno uno della creazione".

A Maria non importavano le conseguenze, "Benedetta tu più di tutte le donne" le aveva detto l'angelo.

Ogni capitolo è diviso in "stanze", nella prima stanza si dà spazio agli annunci, la tensione è tutta lì: l'annuncio che l'Arcangelo Gabriele fa a Maria e l'annuncio che Maria fa al suo Giuseppe; nella seconda stanza si pone enfasi sulle emozioni che Miriam sente, le emozioni che le vengono dal ventre, è una parte di bellezza infinita il dialogo di una madre con il figlio prima della nascita, perchè lei in quanto Madre già sa il sesso del nascituro: "Scopro il ventre (al sole), così attraverso me arriva luce a lui. Gliela racconto: E' quella che ti aspetta fuori. Non serve solo a vedere in lontananza, è pure calore (...). Si chiama sole. Gli occhi non ce la fanno a guardarlo, ma i tuoi sì, protetti dall'acqua del grembo". La terza ed ultima stanza coincide con la nascita nella mangiatoia, mentre fuori splende la stella cometa e Maria, prima di far entrare Giuseppe che era rimasto fuori a fare da guardia, dopo aver partorito da sola con la compagnia del bue e dell'asina, si gode un momento di pura e solenne gioia: avere in braccio suo figlio. "Ho messo l'orecchio sul suo cuore, batteva svelto, colpi di chi ha corso a perdifiato. Al poco lume della stella l'ho guardato, impastato di sangue mio e di perfezione".
Fino alle prime luci dell'alba Ieshu è solo di Miriam, che ripete come una cantilena tre parole: "è solamente mio". 
Dopo l'alba, comincia il destino dell'Umanità.

Una lettura straordinaria, commovente, di struggente intensità.

mercoledì 1 luglio 2020

"Il culto del feto" di Alessandra Piontelli

l'opera  che vedete in foto è uno schizzo tratto dal Diario intimo di Frida Kahlo

"Il culto del feto. Come è cambiata l'immagine della maternità" è un'appassionante indagine su un argomento che un tempo era ritenuto scomodo, perfino respingente.
La psichiatra, psicoanalista e neurologa Alessandra Piontelli in questo suo libro, che ho amato, ci prende per mano e ci conduce in un viaggio attraverso la moda e i costumi, la storia e le latitudini che girano attormo al mondo dei feti.
 Negli ultimi tempi, il feto ha acquisito uno status iconico assurgendo a vera e propria forza identitaria, complici anche le leggi che nel tempo sono mutate, come ha di recente ribadito la Cassazione "il feto è una persona" nella sentenza n. 27539/2019 la Corte ha assunto una posizione storica, condannando per omicidio colposo un’ostetrica ritenuta negligente durante il travaglio della gestante.
Ecco, questo libro lo reputo meraviglioso proprio perchè fa luce su un argomento che, anche adesso, non c'è bisogno di fare riferimento al passato nonostante i passi da gigante compiuti, appare oscuro, un tabù. Ricerche affermano che, addirittura, il feto prova delle emozioni, ma per chi è mamma questa conferma l'ha provata sulla propria pelle anche senza evidenze scientifiche.

Ritornando al libro, la scrittrice ci parla di questo nuovo atteggiamento nei confronti dei feti e della maternità sotto tre punti di vista. Per prima cosa viene affrontata la questione da un punto di vista sociologico, qui entrano in scena i progressi tecnologici e scientifici, infatti a partire dagli anni Settanta e dal boom della Rivoluzione sessuale, gravidanza e maternità hanno avuto una trasformazione radicale. Pensiamo a quando il sesso del nascituro, in Italia, era ancora un segreto negli Anni '80, non c'era modo di saperlo, era una sorpresa riservata al momento della nascita. Negli anni duemila, invece, esiste la pratica del baby showroom e la moda dei calchi al pancione. Ecco la cultura cambi, e cambiano anche le usanze, i modi di fare e di pensare.
Viene poi adottata una prospettiva decisamente scientifica che tiene conto di come i feti crescono, si sviluppano e si comportano, i primi movimenti  epoi la vita dopo la nascita. Si parla anche del tema dell'aborto, che non poteva essere escluso, anche se non lo si approfondisce in modo capillare.
Infine, si viene alla parte che ho amato di più, quella antropologica e si analizzano altre culture, usi e superstizioni, e poi culture poco toccate dalle moderne tecnologie, in cui donne incinte e bambini, e sottolineo la parola bambini, muoiono in continuazione e il feto non ha alcun valore.

Un libro che consiglio a tutti di leggere, donne e uomini, una lettura bellissima ed illuminante.


I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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