Antonia Pozzi

venerdì 3 dicembre 2021

"IL BLU NON TI DONA. ROMANZO MARINARESCO" di JUDITH SCHALANSKY


A metà strada tra autobiografia e romanzo, Judith Schalansky ci dona pagine che hanno il sapore e il rumore del mare, come preannuncia il titolo.

Nella quarta di copertina il libro è definito come "autobiografia inventata". 

È un racconto che cattura l'attenzione sin dalla prima riga, è scritto in terza persona quindi la scrittrice non parla mai direttamente di sé ma punta l'occhio di bue sulla protagonista Jenny, una ragazzina curiosissima di tutto ciò che abbia a che fare con il mare.

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“Il blu non ti dona”, dice a Jenny la nonna. E anche il nonno trova bizzarro che una ragazzina speri di imbarcarsi un giorno: “Le donne sulle navi portano sfortuna”. Ma la nipote non si lascia dissuadere, sogna le acque verdazzurre e i cavallucci marini, isole all’orizzonte e una camicia blu da marinaio al posto della sua giacca a vento rossa. 

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Ci troviamo a Greifswald, sul mar Baltico, luogo dove è nata l'autrice nel 1980, nella DDR prima del crollo del Muro di Berlino.

Sembra quasi che la scrittrice abbia avvertito il desiderio di ritrovare le emozioni perdute della sua infanzia e di condurci per mano nella sua vita.

La lettura procede in modo scorrevole, narrato con grazia ed eleganza, la scrittura della Schalansky da memoria privata si fa letteratura. 

La sensazione che ho percepito leggendo è di profonda empatia, è come se l'autrice avesse voluto condurre il lettore proprio nei suoi ricordi e si evince quel bisogno di gratitudine verso cose, luoghi, persone, oltre alla necessità di lasciar andare al momento opportuno quelle stesse cose, luoghi, persone.

Una storia ben congegnata perché attraverso l'arte della narrazione, l'autrice ci mostra la capacità di scrivere di sé e accompagna il lettore in questo cammino che non è soltanto stilistico, ma è anche emozionale, fatto di piccole sensazioni e di infiniti dettagli.


Ai ricordi, infine, si intrecciano le trame della Storia, Judith Schalansky crea così un romanzo nel quale" le fatemorgane sono isole ben visibili al di là delle onde", un collage meraviglioso di frammenti narrativi e pezzi di vita reale.

Bellissimo

4/5⭐

mercoledì 3 novembre 2021

"LA FAMIGLIA DI ARLECCHINO: IL DEMONIO PRIMA DELLA MASCHERA" di MASSIMO OLDONI

 


Bulgakov nel suo "Il Maestro e Margherita" scriveva:«Che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre?»

È questo il leitmotiv che abbraccia tali pagine dal sapore gotico, immaginifico, leggendario. Dall'antichità al Medioevo, passando per Re Artù, Goldoni, Ingmar Bergman, ci soffermeremo sul tema anticipato dal sottotitolo: "Il demonio prima della maschera".

La maschera di Arlecchino ha origini lontanissime e si rinviene in personaggi diabolici farseschi e leggendari. Oldoni storico della cultura medievale di fama internazionale, ce ne da una prospettiva interessante da un punto di vista storico, ma che lambisce diversi ambiti e ci conduce in un viaggio in un Inferno predantesco. 

In Normandia il 1° gennaio 1091, in una notte di luna, il prete Gualchelino sta tornando a casa dopo essersi recato presso un malato in una contrada lontana. All’improvviso sente delle grida, un chiasso che s’avvicina: Gualchelino è assalito dalla paura, cerca di nascondersi, ma qualcuno gli sbarra la strada...

Comincia la più bella e incredibile storia vera del Medioevo.

Giganti, Nani, Etiopi, demoni, morti redivivi, carovane di viandanti misteriosi, uomini, donne, streghe, animali, e poi paesaggi, caverne, grotte e incantesimi… Tutto in obbedienza ad Arlecchino «servitore di due padroni».

In tale giostra delle apparizioni i protagonisti s’interrogano in un disperato colloquio sulla vita e la morte.

Come svelato in Apertura, "ripercorrere la genesi del tema apocalittico della Famiglia Arlecchino è visitare un mondo parallelo dove agiscono figure, fantasmi e personaggi che seguono Arlecchino o sono guidati dalla sua immagine inquietante..." scopriremo in queste pagine ricche di valori simbolici e sociologici, di riferimenti storici e letterari, se Arlecchino è Satana...

Un saggio che si presta a più di una lettura, che sa dare in cambio storie  meravigliose ricamate seguendo il disegno sottostante della Storia.  È corredato di foto, una preziosa bibliografia e un'appendice con i testi originali presi in esame.

4/5⭐

venerdì 29 ottobre 2021

"MARTHA PEAKE" di PATRICK MCGRATH

 

 

"Harry diceva che, quando si ubriacava, erama come posseduto da un demone, diceva che riusciva perfino a vederlo: una creaturacopia nera, spettrale, seduta sulla sua testa, che gli strisciava sbavando sulla spina dorsale, incitandolo a nuovi eccessi; e lui non era che una cosa vuota, dentro la quale le parole del demone riecheggiavano fino a diventare un frastuono senza senso, e non rimaneva nulla nella sua anima che sapesse opporsi a quell'influenza maligna"


Ambientato tra la fumosa Londra e le colonie del Massachusetts, ci troviamo nel periodo imminente la rivoluzione americana. Lo scrittore ci racconta la storia di Martha e di suo padre Harry Peake, poeta e contrabbandiere, appassionato di gin e del loro rapporto che assumerà tinte fosche. Harry Peake a causa di un dato evento ha la schiena deformata, è considerato dall'altrui sguardo, un mostro. Si guadagna da vivere nelle birrerie londinesi dando "spettacolo" della sua menomazione. 

Man mano che la sofferenza scava buche profonde nel suo animo, Harry le riempie di alcol ed è così che si risvegliano in lui istinti bestiali. Martha decide così di allontanarsi da quella povertà in primis d'umanità, si imbarca e fugge a Boston, nelle colonie americane.

Si tratta, innanzitutto, di un romanzo dal sapore spiccatamente gotico, troviamo un McGrath totalmente diverso da "Follia". 

Chi ci racconta la storia è una voce narrante, Ambrose il nipote di William Tree, che ha conosciuto Harry e Martha.

La prima parte del libro, circa la metà, è estremamente avvincente, sono rimasta  completamente irretita, specie dallo stile di McGrath.

Poi sono cominciati alcuni dubbi, che non hanno inficiato il mio apprezzamento circa lo stile, la scrittura meravigliosa dell'autore, ma hanno di sicuro viziato la costruzione della trama. Affidare il racconto a un personaggio "esterno" è stata una mossa azzardata, perché porta a congetture, ipotesi, voli pindarici da parte di Ambose, voce narrante,  che sembrano sgretolare la veridicità dei fatti realmente accaduti, a favore di considerazioni personali. La voce narrante ci dà, in alcuni punti, la sua versione dei fatti, questo può essere per il lettore elemento disturbante, perché sembra voler convincere chi legge dell'autenticità dei fatti. 

Altro elemento dubbio è il ruolo di eroina di Martha nella rivoluzione americana, ruolo secondo me marginale. I riferimenti storici sono sporadici mai perfettamente approfonditi, ma si avverte il tentativo di dare spirito irredentista al romanzo proprio attraverso questi riferimenti. 

Detto ciò, l'elemento che sana questi vizi è la scrittura: chi legge non solo per godere della storia, ma anche per immergersi nella bellezza della scrittura, può arrivare ad apprezzare comunque l'opera, una storia che è toccante, potente.

In definitiva, lo consiglio a chi vuole leggere una storia che coinvolge indubbiamente il lettore e a chi ancora vuole assaporare McGrath, avulso però dalle tensioni psicologiche che contraddistinguono le sue opere.

3/5⭐

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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