"Le Impressioni di Berthe" di Stella Stollo

"Le Impressioni di Berthe" di Stella Stollo
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venerdì 19 luglio 2019

"Tempesta" di Arif Anwar


"Tempesta" è l’esordio narrativo di Arif Anwar, nato in Bangladesh.
Ho gustato queste pagine fino all'ultima parola. Inizialmente era destabilizzata dallo sbalzo temporale delle vicende, ma tutto è durato il tempo che mi ambientassi e facessi mie queste pagine.

Ispirato al ciclone Bhola che colpì il Bangladesh nel 1970 uccidendo, in una sola notte, più di un miliardo di persone.

La storia di Shahryar e sua figlia Anna s’intreccia, oltre i confini dello spazio e del tempo, con le storie di altre cinque famiglie. Che cosa accomuna questi mondi così diversi tra loro, eppure segnati dallo stesso inesorabile destino? Una tempesta.

Questo romanzo narra, attraverso le voci dei suoi personaggi, la storia del Bangladesh e della guerra d’indipendenza dal Pakistan. Sullo sfondo di un tragico evento, Arif Anwar ci racconta i diversi modi in cui le persone amano, tradiscono e si sacrificano le une per le altre in momenti di difficoltà.

Pagine che ci uniscono al di là delle differenze, etniche o religiose.

lunedì 15 luglio 2019

"L'ultima estate e altri scritti" di Cesarina Vigny

«Ho fatto il mio nido tra i libri, gli unici che mi capissero e che capissi».


Nel 2009, all’età di 72 anni e già malatissima, Cesarina Vighy esordì con "L’ultima estate", un romanzo dai forti spunti autobiografici che divenne presto un vero caso letterario vincendo il Premio Campiello Opera Prima e qualificandosi nella cinquina del Premio Strega.

Z. è malata. Gravemente. Dallo spazio ristretto da cui guarda il mondo, osserva il tenace manifestarsi della vita: l’andirivieni dei vicini, un merlo che fa il nido, i piccioni in cerca di cibo. Per lei, ogni gesto è enorme, difficilissima la quotidianità, in equilibrio sui nervi e sugli orari delle medicine. La notte però, con la gatta a farle compagnia, i sogni intervengono ad alleviare il fastidio di resistere a se stessi e sulla pagina, così, il resoconto di un’esistenza vicina alla fine diventa il ricordo di una vita che finalmente appare bella.
«Eccoci qua dopo anni di quiete che si potrebbero chiamare anni felici se solo sapessimo, mentre la si vive, che quella è la felicità».

Un romanzo meraviglioso, di un'intensa bellezza ed estrema profondità.
Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, Cesarina Vighy ha affrontato il più evitato degli argomenti: la sofferenza.
Ma ciò che l'ha sorretta è stato l'umorismo, il fil rouge di un libro particolarissimo composto di sole mail, "Scendo. Buon proseguimento", con cui l’autrice, pochi giorni prima di morire, si congedò dal mondo. Un testamento spirituale, con testi realmente spediti a familiari e amici, che ripercorre gli ultimi tre anni della vita di Cesarina, detta Titti, e le vicende del suo sorprendente, insolito esordio.

Uno spirito curioso e un'anima affabile, una lettura che consiglio calorosamente perché tanto mi sta donando, sono alle ultimissime pagine.

sabato 29 giugno 2019

"L'erba di ieri" di Carolina Schutti


"Non è niente di grave, risponde, ma in realtà vorrebbe dire, Sì, per favore si prenda cura di me, mi aiuti ad alzarmi, mi chieda come è successo e perché, mi prenda a braccetto, voglio posare per un po' la testa sulla sua spalla"


Di matrioske, di sapori culinari legati all'infanzia, di scelte, di accettazione, di svolte, pagine dense di emozioni.

"L'erba di ieri" di Carolina Schutti, scrittrice tedesca di origine polacca, è un libro che letto tutto d'un fiato, in un giorno solo.
Non mi capitava da un po' di leggere un libro così velocemente, la storia mi ha totalmente ammaliata ed irretita che non ho potuto separarmi da queste pagine.

L'autrice ci narra di Maja, dalla sua infanzia all'età adulta, attraverso cambi di prospettiva e uno stile originale che mi ha colpito.
Maja è una bambina che non sa molto del suo passato, sa solo di essere nata in un Paese dal quale è dovuta scappare e di non ricordare neppure una parola della lingua madre, la lingua con la quale ogni essere umano fa ingresso nel mondo.
Vive con una vecchia zia che abita a stretto contatto con la natura e la povertà.
Maja cresce, ogni capitolo è una tappa della sua esistenza, e stringe un legame con un vicino di casa, Marek il quale le racconta le fiabe e le fa bere sciroppo di lamponi. A differenza della zia della ragazza che vuole dimenticare il passato, il vecchio Marek incita Maja a non dimenticarlo.

È stata una lettura davvero straordinaria, una boccata d'aria fresca per un verso, ma anche pagine intrise di malinconia e di un sapore antico di tempi lontani; l'autrice ha dedicato il libro alle sue nonne e questo dato mi ha fatto piacere perché è dalle nonne che si ereditano i ricordi e, di conseguenza, le storie più belle da custodire e tramandare.

Pagine che ci raccontano di abbandoni, della guerra attraverso i ricordi di Marek, di amore, di amicizia, di foto che seppur immobili sembrano celare un'eco persistente, di storie che diventano una seconda pelle.

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

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