Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

lunedì 13 agosto 2018

"Una grazia di cui disfarsi. Antonia Pozzi: il dono della vita alle parole" di Elisa Ruotolo

"Lei non fu mai capace di tiepidezza, ma sempre e solo d'incendio nonostante la sua apparenza gracile, indifesa. Penso alla sua vita come a una scheggia conficcata in cuore all'azzurro, un'esistenza differente dalle altre e giudicata comune solo dall'occhio pigro che si appaga di superficie"


Ci sono libri che sono come bagliori, vengono all'improvviso a illuminare zone d'ombra dell'anima.
foto da qui
"Una grazia di cui disfarsi" di Elisa Ruotolo (RueBallu Edizioni) è proprio uno di questi libri, scritto con pura devozione nei riguardi di una delle più grandi (e dimenticate) poetesse e scrittrici del Novecento italiano: Antonia Pozzi.
Elisa Ruotolo la fa rivivere attraverso queste pagine.
Pagine che intonano una stupenda melodia: è una lettura che scorre sì veloce, ma che lascia tracce.
Questo libro è una preghiera: alla poesia, alla bellezza della cose e delle parole, alla vita, alla morte. E' un canto in onore di Antonia Pozzi: l'autrice ci narra, con maestria, la vita della poetessa italiana e così ce la fa conoscere meglio perchè la Ruotolo, come lei stessa scrive, ha abitato i suoi pensieri, ha attinto a ciò che di più intimo si possa avere di un poeta, ossia le lettere, i diari, le fotografie e le poesie. I versi di Antonia Pozzi fanno vivere le parole, le donano senso materico e vibrazione spirituale, le sue poesie sono miracoli, qui si condensa l'anima di chi le scrive e attraverso le parole si dona bellezza al mondo. Una bellezza passionale, struggente, ma anche lieve, delicata eppure incisiva. Attraverso la lettura di "Una grazia di cui disfarsi", vi renderete conto che siete dinanzi a una bellezza che penetra nel cuore delle cose, tanto che vi verrà spontaneo abbeverarvi alla fonte diretta di questa ispirazione, alle poesie di Antonia, ai suoi versi che sono un grido al cielo, e che io amo leggere e rileggere continuamente.
"Con le parole sono entrata nel mondo e il mondo - spero - vorrà tenermi. Come il testimone messo ai ferri per troppa verità. Ti amo, poesia, almeno quanto me ne vergogno. E se è vero che si viene feriti solo da ciò che davvero si ama, allora sarai la mia freccia nel fianco: l'eterno rimorso di non essere compresa."


"Una grazia di cui disfarsi" di Elisa Ruotolo ci offre un meritato tributo alla Pozzi, una scrittura elegante e sincera, che insieme alle illustrazioni di Pia Valentinis, come sempre meravigliose, creano un libro unico e prezioso, corredato, alla fine, da tredici poesie della Pozzi che sono come benedizioni.



Pillole biografiche
Antonia Pozzi
CLICCA --> ENCICLOPEDIA DELLE DONNE 
Se volete conoscere di più di Antonia Pozzi QUI c'è il sito a lei dedicato

Elisa Ruotolo
Nata nel 1975 a Santa Maria a Vico (Ce) dove vive tuttora. Insegna Italiano in una scuola superiore. Ha esordito per nottetempo nel 2010, con la raccolta Ho rubato la pioggia, vincitrice del Premio Renato Fucini e finalista al Premio Carlo Cocito 2010. Nel 2014 ha pubblicato Ovunque, proteggici, selezione Premio Strega 2014.

Pia Valentinis
Nata a Udine e vive a Cagliari. Si è diplomata all’Istituto d’arte di Udine e nella sua carriera ha illustrato libri per bambini con case editrici nazionali e internazionali.
Ha esposto i suoi lavori in numerose mostre, collettive e personali.
Ha vinto la XXI edizione del Premio Andersen di Genova, il maggior riconoscimento italiano dedicato ai libri per ragazzi, nella categoria Miglior illustratore; con Raccontare gli alberi, illustrato assieme a Mauro Evangelista per Rizzoli, ha ottenuto nel 2012 il premio come miglior libro di divulgazione.
Nel 2014 è uscita la sua prima graphic-novel, Ferriera, edita da Coconino Press-Fandango, premiato come Miglior libro a fumetti al Premio Andersen 2015.

domenica 29 luglio 2018

"I 12 insegnamenti degli alberi" di Vincent Karche

"La vita è cambiamento. La vita è movimento. Una successione di eventi, previsti o imprevisti che ci plasmano nel corso del tempo. 
[...]
I faggi di montagna sopportano la tempesta tutto l'anno, ma hanno trovato il modo di radicarsi in quella terra estrema meglio di qualsiasi altra specie [...]. Assomigliano al loro ambiente, vi si sono adattati, hanno accettato pienamente il loro destino. Al di là dell'eccezionale attitudine alla resistenza scritta nei loro geni, hanno imparato a seguire il corso degli eventi."


Un manuale pratico alla riscoperta di se stessi tra abeti, faggi e maestose conifere per vivere in sintonia con la natura. Questo è ciò che trovate scritto sul retro del libro, ma "I 12 insegnamenti degli alberi" di Vincent Karche è molto più di un mero manuale pratico.
Credo fortemente che ogni libro arrivi al momento giusto e questo libro è arrivato in un momento in cui mi serviva una dose massiccia di fiducia, fiducia proprio nel mondo.
La più grande lezione che la foresta ci offre è legata alla “presenza”, e l'autore infatti attraverso queste pagine ci fa capire, richiamando in noi verità probabilmente già appurate, di quanto importante sia essere presenti, stare nel mondo, stare nelle cose, cogliere l'attimo, vivere il qui e ora. Non solo solo parole, a contatto con gli alberi e osservando le strategie che essi mettono in atto per rimanere in vita, ci riconnettiamo con noi stessi, e con il mondo che ci circonda. Basandosi sulla sua esperienza come guardia forestale, che lo ha portato a contatto costante con la natura, Vincent Karche ci offre 12 lezioni fondamentali da applicare al nostro quotidiano per vivere in armonia con lo scorrere del tempo e favorire il benessere psicofisico. Suddiviso in quattro parti, che corrispondono alle quattro stagioni, ma anche alle fasi della vita (nascita e abbondanza, maturazione, riposo e transizione, pacificazione), questo libro ci guida verso una nuova consapevolezza volta a migliorare la nostra vita di tutti i giorni. 
E' stata una lettura illuminante, ho riempito il libro di segnapagina per andare a rileggere le parti che più hanno catturatola mia attetnzione. Queste pagine effettivamente vengono a insegnarci qualcosa: che ogni persona nella vita ha il proprio ritmo interiore e in base ad esso, e non conformandosi alla società, deve realizzarsi; che praticare la gratitudine porta nella nostra vita tanta abbondanza, di idee, di creatività, di emozioni buone e anche di cose materiali; che bisogna procedere con  fiducia scrollandosì di dosso incertezze e paure; capire quando è il momento di agire, raccogliere e riposarsi.
Il libro è strutturato in maniera ciclica, ossia si fa riferimento alle quattro stagioni e alle energie che esse hanno sulla Natura e sull'uomo, proprio per riconnetterci con l'armonia del mondo naturale.
Vi sono anche esercizi pratici legati alla respirazione da svolgere all'aperto, possibilmente in un bosco, proprio per un'esperienza sensoriale che renda piena la lettura.
Un libro che consiglio di cuore a chi ama la Natura e a chi ha l'intelligenza di rispettarla.


               

lunedì 23 luglio 2018

"La forza del silenzio" di Cristina Noacco

"Leggere, scrivere. Si può immaginare una simbiosi più compiuta? Dar voce alla lettera impressa, scrivere nel silenzio della pagina il valore di un significato, fare dell'ascolto un atto poetico.
Così come non c'è suono senza silenzio, non c'è parola senza silenzio. Il suono delle parole non è lo stesso senza il bianco che le separa, che le aspetta, che gli risponde. La poesia, più ancora della prosa - benché la frontiera fra di esse sia talvolta così lieve che può diventare impercettibile - trae vantaggio dal vuoto della pagina."


"[...] E' proprio lui che cerchiamo - a meno che, durante la ricerca, un altro libro non ci trovi, offrendosi a noi come un tesoro inatteso - perchè racchiude, fra le sue pagine, il mistero che urge in noi. Felici di averlo trovato, ripartiamo vittoriosi, con il nostro tesoro fra le mani [...]".
Le parole di certi libri non giungono mai a caso, esse sono il messaggio universale che stavamo aspettando e "La forza del silenzio" di Cristina Noacco sembra proprio essere giunto al momento giusto, il tesoro che stavo aspettando adesso.
Si tratta di un piccolo, prezioso libro che ho letto durante il tempo di una giornata al mare ascoltando i gabbiani in lontananza e lo sciabordio delle onde dinanzi ai miei occhi.
Scritto con un linguaggio semplice e poetico, arriva dritto all'animo di chi si immerge nelle sue pagine, a volte con una delicatezza quasi accennata, sussurrata, altre volte come uno schiaffo che viene a risvegliarci.
I temi trattati sono vari e riguardano il rapporto delle cose della vita, tutte, con il silenzio: la musica, la natura, la vita, la morte, la lettura, la scrittura, la poesia, i luoghi abbandonati e le rovine del passato, la spiritualità intensa come conoscenza del sacro.
Tutte queste tematiche portano il lettore a riflettere proprio sulla forza del silenzio, di quanto possa essere salvifico e rigenerante per l'animo umano crogiolarsi in esso, ma non solo, anche trovarlo immerso nella quotidianità, andare alla ricerca di esso in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Porsi in ascolto.
A tratti fra le parole, brillano, come perle, le riflessioni che ci induce a fare questa lettura, sono lì nello spazio bianco fra una parola e l'altra, esse nascono senza forzatura, semplicemente accadono.

La vita moderna purtroppo ha creato la società del rumore, sia quello consueto delle città, che quello che attualmente invade anche le zone di periferia, persino certe campagne, un tempo felicemente desolate. Il rumore esteriore va a contaminare anche l'interiorità umana, facendoci vivere in superficie.
L'unica cura è ritagliarsi momenti di silenzio, da scovare tra le cose semplici della vita, immergendosi in esse, come ad esempio una camminata in montagna, ponendosi in ascolto della natura circostante, un vero toccasana per vivere una vita davvero piena, a contatto con ciò che è sacro.
La scrittrice inoltre ci racconta, sfiorandoli, dei luoghi cari alla sua infanzia e giovinezza, il Friuli, e anche quelli dei suoi viaggi, ma ha costruito questo rapporto con la sua terra in maniera universale, non settoriale, per cui il lettore viene catapultato nei suoi propri luoghi, facendo una vera e propria esperienza sensoriale attraverso la magia della lettura.
Sono pagine intessute di bellezza e respiri profondi, ricco di spunti meditativi e riflessioni, e in proposito voglio proprio condividere con voi le parole che la Noacco scrive come dedica perchè in esse è lo scopo di questa lettura:

"A tutti gli amici del silenzio
che mi hanno insegnato
l'importanza di ascoltare il cuore"



Pillole biografiche
Cristina Noacco è docente di Letteratura medievale all’Università di Tolosa, ha tradotto in italiano Erec e Enide di Chrétien de Troyes e ha composto una raccolta di poesie in friulano, italiano, triestino e francese: Morâr d’amôr. Albero d’amore (Kappa Vu 2015), pubblicata anche con fotografie e disegni dell’autrice: Sfueis d’amôr. Foglie d’amore (Kappa Vu 2016). La forza del silenzio (Ediciclo 2017) è la sua ultima pubblicazione.


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