lunedì 24 settembre 2012

22 - Ho letto: Lettere d'Amore nel frigo di Luciano Ligabue ***


Per Luciano Ligabue le canzoni non sono poesie in musica. Sono canzoni, un'altra cosa. A maggior ragione, le poesie non sono canzoni senza musica. Sono - questo sí - un altro modo di raccontare storie ed emozioni. Oueste poesie segnano un esordio ma, in qualche modo, anche un ritorno al Ligabue delle origini, il Ligabue dei primi album e dei racconti di Fuori e dentro il borgo più che del romanzo "La neve se ne frega", il Ligabue che riscopre il gusto di raccontare persone e personaggi. C'è il padre morente, il figlio che cresce, ma anche la strana insegnante di educazione fisica, e l'antipatico Marzio, c'è "B", che "è tornato, è morto, ma si era sbagliato", c'è la bambina scappata di casa tanto tempo fa. Non solo storie. Una raccolta che alterna analogie e rimandi a improvvisi "intervalli". Poesie che non hanno una morale -ci mancherebbe - ma che non hanno paura ad affermare che nella vita occorre "accettare meraviglia" ed essere, sempre e comunque, come "un paio di farfalle dure a morire".

Un libro di poesie. Semplicemente Poesia.
Moderna, schietta. 
Un libro per riflettere, soffermarsi a pesare ogni parola. Ogni  poesia è degli occhi che la leggono, dei cuori che la scrutano fin alle ossa e la fanno propria. 
Versi di passione, ricerca, spontaneità d'istinto.
77 poesie. Il suo numero il 7,due L capovolte, proprio come le iniziali del suo nome e cognome.
Un pizzico di Magia che ci sta sempre bene.

Cognome: composto da 7 lettere

Nome: composto da 7 lettere

Le iniziali: sono due 7 se rovesciati

1987: hanno del primo concerto

Data di nascita: 13/03, 13+3=7

Insomma un uomo perseguitato da un numero.

Ha scritto questo libro in un periodo particolare della sua vita, un periodo difficile, la morte del padre prima, la separazione dalla moglie poi. Non è mai facile rialzarsi e questi versi viscerali ne sono la cruda realtà e l'onirica speranza.
Testi che riconoscono nei maestri della poesia americana del Novecento un punto di riferimento, dai quali Ligabue come ogni allievo che si rispetti, si allontana subito. Perché la sua voce, anche nelle poesie, è inconfondibilmente e solo sua.
77 versi senza la punteggiatura, hanno un loro ritmo, un personale fluire. Senza troppi legami, senza schemi convenzionali solo l'armonico suono delle parole e dei loro sensi. L'attenzione è solo su di esse: le parole. 
E quel che provocano in chi le legge.


"Non è ancora chiaro 
se siano finiti del tutto 
gli anni in cui eravamo distratti. 
Non ci accorgevamo 
che le nostre cellule sfinivano
 e quelle nuove arrivavano 
e quelle di nostro padre 
andavano a male. 
..."
- da gli anni in cui eravamo distratti

"... tutte le voci che hanno fatto il tuo nome
hanno sempre avuto
buoni motivi"
- da voci che hanno fatto il tuo nome

e ancora 

"diremo che il mare
che si fa grosso
fa sempre e comuque 
se stesso
..."
- da acqua per acqua


Un libro per i fan affezionati, un libro per chi invece, forse non lo ascolta ma legge quel che ha da dire.
Non tutte e 77 le poesie mi sono piaciute in particolar modo, forse qualche verso non può definirsi "poesia" in termini canonici, classici ma sicuramente lasciano il segno.
Poesia moderna di chi fa i conti coi moti dell'anima.
Consigliato.

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Avere sempre un libro con te
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