mercoledì 5 settembre 2012

18 - Ho letto: Norwegian Wood Tokyo Blues, Murakami H. *****



La trama
Per le strade di Tokyo, affollato crocevia di solitudini, Toru e Naoko, due ragazzi non ancora ventenni, camminano insieme in silenzio. Non sanno cosa dirsi, o forse hanno paura, parlando, di sfiorare il segreto che li tiene sospesi in mezzo alla folla: il ricordo di una sconvolgente tragedia che qualche anno prima li ha legati e divisi per sempre. Una struggente storia d'amore ambientata nel clima inquieto del Sessantotto giapponese, tra lotte studentesche e passioni culturali e politiche. Scandito da una colonna sonora d'eccezione, dai Beatles ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis, il libro è il racconto di un'adolescenza che già sfuma nel mito.

La mia recensione
Premetto che sono appassionata di culture orientali e del Giappone in particolare.
Questo libro mi ha davvero...colpito. Sì...questa è la parola giusta da usare.
Un libro davvero "moderno", rispetto ad autori più classici, come per esempio Yukio Mishima ed è stata una strana sorpresa imbattermi ne costumi sessuali dei giovani nipponici. =)
Un bel libro.
Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.
Mi ha colpito Watanabe, che vive la dicotomia di tutti i giovani: in equilibrio precario tra a ciò che deve essere e  ciò che vorrebbe essere. E per scoprirlo, il protagonista altro non può fare che accettare i lati del suo carattere, le sfumature del suo essere, le vicende che la vita gli dona, nel bene e nel male.
Ho letto le pagine iniziali senza entusiasmarmi più di tanto, lo trovavo un libro piacevole (di solito quando un libro mi piace lo capisco, a parte dall'odore, sin dalle prime righe).
Questo è un libro lento, discorsivo ma ad un certo punto ero curiosa di sapere cose sarebbe successo ai personaggi, non vedevo l'ora di arrivare alla fine tant'è che voltando l'ultima pagina del cap.10 e leggendo la prima mezza riga dell'ultimo capitolo...ho chiuso il libro e ho sentito un groppo in gola.
Ho ripreso dopo un quarto d'ora.
Ho trovato e quindi sottolineato, come mio solito, quelle citazioni che mi hanno arricchito...e voglio condividerne alcune con voi...

“E' per questo che sto scrivendo. Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle”

“Amare qualcuno è una cosa bellissima e, se si tratta di un sentimento sincero non bisogna sentirsi in un labirinto. Noi siamo tutti esseri imperfetti che vivono in un mondo imperfetto. Non viviamo misurando le distanze con la riga, gli angoli con il goniometro né controllando entrate e uscite come sul conto in banca. Ogni cosa segue comunque il suo corso e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. Occorre essere aperti e abbandonarsi alla vita così come viene, rendendosi conto di quanto sia meravigliosa”

“Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti”
“La morte non è qualcosa di opposto ma di intrinseco alla vita
[…[ nel momento stesso inj cui viviamo, cresciamo in noi la morte. Ma questa era solo una parte della verità che dobbiamo imparare. […] L’unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza con la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all’improvviso.
Queste sono le cose che ogni notte andavo rimuginando nella mia solitudine, ascoltando il rumore del vento e delle onde”


Questo libro mi ha fatto riflette soprattutto sulla morte, in particolare sulla paura della morte.
Una paura con cui faccio spesso i conti, credo come tutti.
Il modo di raccontare la morte degli scrittori orientali è straordinario, la cultura dello Yin & Yang che mi affascina da sempre è così ben descritta, ma implicitamente attraverso il susseguirsi degli eventi dei protagonisti.
E' un libro molto introspettivo, intimo. Un romanzo di formazione. Scava nella profondità dell'animo, per esplorarne le ombre, per indagare sui sentimenti della solitudine e della nostalgia. Senza mai essere banale o scontato, Murakami affronta i grandi tempi della vita.
E' un libro per chi non vuole rinunciare ad essere se stessi, costi quel che costi.
Quando l'ho finito di leggere mi sono mancati i personaggi e le loro storie.
Per me è un capolavoro.

Buona lettura!

Prezzo: € 12,00
Editore: Einaudi
Collana: Super tascabili
Data uscita. 05/06/2006
Pagine: 379
EAN 9788806183158

4 commenti:

  1. Che piacevole sorpresa trovare questa recensione in così breve tempo...

    Io sono al capitolo 11.
    L'ho iniziato a leggere a metà agosto, in vacanza... Arrancavo nella lettura e lo trovavo lento e non riuscivo a concentrarmi sulla lettura.
    Poi piano piano che giravo le pagine ho iniziato ad innamorarmi di questo libro e dei suoi protagonisti.
    Concordo in pieno con te e con le tue impressioni... Due dei passaggi che hai sottolineato li ho evidenziati anche io! :)
    Ora, mancano poche pagine e voglio vedere come va a finire.

    Dello stesso autore ho letto 1Q84 (libri 1 e 2) e l'ho trovato megnifico, geniale. Tutt'altro genere e qualcosa che a me calza poco ma te lo consiglio perchè è fantastico!

    un abbraccio

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  2. Come sempre ai fatto una recensione dettagliata e sentita, anche io sono appassionata di cultura orientale e giapponese in particolare. Mi attrae la totale diversità! Le frasi che hai citato sono molto belle, condividile nel gruppo FB...

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  3. @Marta: recensione in così breve tempo perchè è un libro che ho letto l'anno scorso e recensito nel vecchio blog, adesso che curo più in dettaglio le recensioni mi sembra giusto dare un posto di rilievo soprattutto ai libri che ho amato di più =)
    Anch'io vorrei leggere altri libri di Murakami, sia quello da te citato che L'arte di correre.
    Un abbraccio

    @Tiziana.Palmy: che bello condividere questa affinità elettiva =) E condividerò anche le citazioni, molto volentieri

    RispondiElimina
  4. Lo avevo iniziato, ma arrancavo anch'io nella lettura e allora ho pensato che non era il momento giusto per leggerlo per me, avevo bisogno di più azione, forse. Mi riprometto di leggerlo in futuro, data la tua recensione e il fatto che è già in libreria!

    RispondiElimina

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