Affinità

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“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

lunedì 22 ottobre 2012

34 - Ho letto: La bambina che salvava i libri di Zusak Markus ****

Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone... Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un'intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il "Mein Kampf" e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s'infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.




Di colore grigio, il cielo della Germania nazista del 1942. Un aria affumicata sovrasta Molching, piccolo paese vicino a Monaco.
Questo libro narra la vita della piccola Liesel, giunta lì per essere affidata a una coppia di genitori adottivi. E' la storia di una piccola donna, della forza e della bontà di una bambina che il suo migliore amico Rudy soprannomina “la ladra di libri”. Ma più che rubarli, lei li salva semplicemente. Liesel, cosi', ritrova la forza di amare e di vivere, giorno dopo giorno,  nutrendosi delle parole che trova nei libri che ruba, quasi a compensare la carenza di cibo, l'abbrutimento morale  e il calore affettivo, dovuta alla guerra e alla miseria. Sono pagine che toccano le corde dell'animo e la coscienza di ognuno di noi. Pagine delicate, che scorrono veloci tanto è l'interesse di vedere come va a finire.
Un libro che voglio rileggere.



Piccole curiosità: I dialoghi  presentano qualche piccola frase o parola in tedesco, lingua che ho studiato.. Inoltre la voce narrante è: la Morte. La morte impersonata che racconta la  storia, perché le è rimasta impressa nella mente e nel cuore.  
 
Il tema del Nazismo e dell'Olocausto mi ha da sempre affascinata.
Sin dal tempo della maturità, mi sono appasionata a questo tema facendo le letture più svariate, soprattutto quelle di testimonianza diretta, Se questo è un uomo e La Tregua di Primo Levi, Il diario di Anna Frank, ma anche libri più specifici, che trattavano di esperimenti nazisti e crudeltà nei campi di sterminio. All'università, per l'esame di Filosofia del Diritto, approfondii questa tematica e nel corso degli anni mi è capitato di leggere altri libri sul tema, La bambina che salvava i libri mi ha lasciato una forte emozione, difficilmente traducibile in parole, come mi capita spesso con libri di questo genere. Questo tema mi tocca molto e mi appassiona questo amore incontrollabile che ha la bambina verso i libri. 
Libro che consiglio sicuramente agli amanti del genere e non.

Autore: Markus Zusak
Titolo: La bambina che salvava i libri
Titolo originale: The Book Thief
Traduttore: Giughese G. M.
Prezzo: € 18,50
ISBN: 9788888320397 
Editore: Frassinelli
Data uscita: 13/03/2009
Pagine: 576

2 commenti:

  1. Hai letto La banalità del male di Hanna Arendt?

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    1. Si l'ho letto proprio per l'esame di Filosofia del Diritto

      Elimina

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