Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

lunedì 8 ottobre 2012

25 - Ho letto: La ricerca della Felicità di Jiddu Krishnamurti *****






La libertà, l'amore, l'impegno sociale, i fini dell'educazione: sono questi i temi degli scritti raccolti in questo volume, uno dei capisaldi dei pensiero di Jiddu Krishnamurti, un saggio che ha formato migliaia di persone in tutto il mondo qui riproposto in una nuova, accurata traduzione.

Nelle sue parole si sente vibrare il retaggio della millenaria tradizione spirituale indiana, rivitalizzato però dal confronto audace con la modernità, il progresso tecnologico, la coscienza delle ingiustizie e delle sofferenze del mondo contemporaneo.

Krishnamurti non offre risposte, ma domande stimolanti. E agli uomini di ogni luogo e di ogni cultura ripropone la grande lezione del pensiero religioso e filosofico dell'India: è possibile cambiare il mondo, ma solo a patto di operare in se stessi una profonda trasformazione interiore, rinunciando a ogni consolante certezza prefabbricata al fine di perseguire senza pregiudizi la propria personale verità.




Jiddu Krishnamurti nacque nel 1895 in India vicino a Madras. E' morto nel 1986. E' stato uno degli uomini più profondi e illuminati, che ha ispirato migliaia di persone in ogni parte del mondo. Purtuttavia è sempre vissuto rifiutando l'etichetta di guru, per incoraggiare la ricerca della libertà e della comprensione interiore. Si incontrava con la gente non per insegnare, ma per capire, per esplorare insieme il significato dell'esistenza dell'uomo e del mondo. Ciò su cui più insisteva era che la verità è una "terra senza sentieri" e non la si può raggiungere attraverso un sistema istituzionalizzato, sia questo una religione, una filosofia o un partito politico. Krisnamurti è una delle figure più carismatiche dell’umanità dell’ultimo secolo. Nel 1909, ancora bambino, incontrò Charles Webster Leadbeater, figura di spicco della Società Teosofica in India, e fu allevato dall’allora presidentessa Annie Besant. Ma Krishnaurti si distaccò ben presto dalla Società Teosofica che dall’ordine della Stella che lo riconoscevano come propria guida. Viaggiò per il mondo per tutta la vita fino all'età di novant'anni, parlando a grandi folle di persone e dialogando con gli studenti delle numerose scuole nate come conseguenza dei suoi insegnamenti. Quello che stava a cuore a Krishnamurti era la liberazione dell'uomo dalle paure, dai condizionamenti, dalla sottomissione all'autorità, dall'accettazione passiva di qualsiasi dogma. A questo scopo insisteva sul rifiuto di ogni autorità spirituale o psicologica, compresa la propria, ed era interessato a capire come la struttura della società condizioni l'individuo.
Qui il sito ufficiale

Ho letto questo libro così come si fa con un cibo delizioso. Divorandolo. Mi è bastato un intero pomeriggio domenicale, in libreria.
Gli occhi scorrevano veloci sulle parole, e più parole raccoglievano i miei occhi, più la mia anima ne era gratificata.
Consiglio questo libro a coloro che hanno sete di conoscenza del proprio essere, a chi ha l'anima pronta a recepire,  e forse anche un pò "strapazzata", a chi vuole prendere consapevolezza di ciò che è e farlo riemergere e rinascere attraverso la conoscenza e la comprensione. Per quanto riguarda lo stile, a volte ho fatto "fatica" a seguire, un pò troppo "filosofico", ma bello e intenso da morire.
La felicità dipende dalla mia facoltà di essere felice.

Ma è proprio la felicità che si cerca o piuttosto qualche gratificazione da cui si spera di trarre la felicità? Non un gioco di parole, ma due concetti estremamente differenti l’uno dall’altro. È possibile che s’insegua l’idea di una qualche gratificazione, ma certamente non si potrà trovare la felicità che è “una condizione secondaria, un prodotto derivato da qualcos’altro”.
Se si cercasse solo la pace, tanti sarebbero i mezzi per poterla trovare con facilità. Ci si potrebbe gettare a capofitto in un’impresa, in un ideale e trovarvi rifugio, ma non basterebbe. Rinchiudersi e isolarsi dal resto del mondo non risolverebbe il conflitto. Ognuno deve fare chiarezza dentro di sé per scoprire ciò che si cerca davvero, sia nel mondo esterno che nel proprio intimo. La difficoltà sta proprio in questa chiarezza delle intenzioni di ciascuno di noi, altrimenti non sentiremmo il bisogno di organizzazioni, istituzioni, chiese, maestri o guru a cui far riferimento costante.
 Nella maggior parte degli uomini c’è il desiderio di qualcosa di permanente (che per alcuni potrà essere “Dio”, per altri la “verità”, per altri ancora una cosa diversa, il nome non conta) che lasci un senso di sicurezza, una speranza, un entusiasmo, una certezza: un qualcosa a cui aggrapparsi “perché dentro noi stessi siamo tanto insicuri”.


"...
La bellezza risiede nella totale semplicità, che è umiltà assoluta. Non c’è niente da compiere, nessuna scala da salire, ma solo un passo da fare, e il primo passo è quello di sempre
...Solo quando si è umili, ma non di un'umiltà coltivata, solo allora si è in grado di affrontare i tanti problemi pressanti della vita, perché non ci si ritiene importanti, non si guarda alle cose attraverso il filtro delle proprie urgenze e del proprio senso di importanza; si considera invece il problema in sé e così si è in grado di risolverlo."



Questa è la mia citazione preferita
“La guarigione della mente avviene gradualmente se stiamo con la natura, con quell’arancia sull’albero e con quel filo d’erba che cresce tra il cemento, con le colline aperte, nascoste dalle nuvole” 

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