mercoledì 31 ottobre 2012

37- Ho letto: Tabaccherie Orientali di Clara Nubile *****

Recensione a cura di Lena Ceglia

Oggi vi parlo di un libro che per me è stato speciale. Bellissimo. Tabaccherie Orientali di Clara Nubile, scrittrice e traduttrice brindisina, che fra pochi giorni intervisterò su questo Blog per farvela conoscere meglio. Quest'anno a Primavera è uscito il suo, Tu come tutto quello che tocchi, edito da Bompiani, che ho recensito qui


In questi racconti, ogni parola odora d'Oriente.
E non perchè, semplicemente lo si evice dal titolo, ma perchè ne è piena l'essenza dell'autrice e l'alma stessa del libro. C'è poco da fare, a Clara Nubile l'Oriente le è cucito addosso, è un vestito che le calza alla perfezione, soprattutto l'India.

Ho letto Tabaccherie Orientali, assaporando piano ogni storia, trattenendole dentro, assieme ad ogni personaggio, cullandomi tra le parole e la loro forza evocatrice. Non volevo giungessero mai a fine.
Ogni racconto ha un titolo originale che fa da àncora alla storia, e ogni storia inizia con una citazione, scelta con cura dall'autrice, pescata dalle cose che vive ed ama.

L'autrice qui si pone come una cantadora, una narratrice di storie, che scava nell'anima dei personaggi per riportarli alla luce e racconta tramite la loro voce.
Ogni racconto ha una sua piccola magia, la scrittura è fluida e piacevole, viscerale e forte e attraverso queste letture possiamo scoprire notizie e custodirle come tesori, raccoglierle come souvenir di un viaggio.
Questi racconti ci portano in terre lontane, nell'Oriente amalliante e caotico, dove i giorni si diluiscono in tazze di chai speziato, dove dai cannoni fioriscono rose, dove la musica thumri e il ghazal ammantano prepotentemente l'aria in sfida al conformismo e al bigottismo imperante, dove le femmine sono puttane che camminano a quattro zampe o nascoste dietro un velo, dove l'umidità dei monsoni si appiccica addosso e dove l'odore della morte te lo porti sotto le piante dei piedi.
Clara Nubile racconta le vite di particolari personaggi, vite dense e meravigliose, tra scenari indimenticabili e ritratti interiori intensi, pennellata dopo pennellata, prendono colore i loro destini tristi e semplicemente grandiosi, nel senso più eroico del termine.
Per me questa scrittrice ha un talento innato che alimenta con tè speziati, coccole ai cani, versi poetici, cure amorevoli maritali, buone letture e musica per l'anima. Per me Clara Nubile è la mia Allende italiana.
Un'onda impetuosa che ti sorprende in pieno, questo è stato per me, Tabaccherie Orientali. Spero che lo stesso faccia con voi.


Vi dono dei piccoli passi perchè Tabaccherie Orientali incanta... e certe magie vanno condivise ed elogiate, senza indugio alcuno.


Tratto dal racconto Persino il cielo è diventato verde

"Mi affascinava la ritualità dell’induismo – a volte percepivo l’intera natura come un tempio immenso – e mi piaceva Hans, che si muoveva agile come un pesce in mezzo alle tuniche zafferanodei bramini, alle stecche d’incenso inebriante e alle ghirlande di gelsomino. – Il loto è l’organo riproduttivo dell’acqua cosmica, e l’acqua è donna – così mi aveva spiegato Hans, chiudendomi gli occhi con un bacio."

Tratto dal racconto I particolari, ’fanculo i particolari

"Insomma, nacqui in un villaggio qualsiasi, dove la fame lastrica i campi e riempie i pozzi vuoti con urla spaventose. Puttana nacqui, senza sapere se ero femmina o bestia a quattro zampe. Puttana mi consideravano al villaggio, perché non ne volevo proprio sapere di soddisfare quel porco dimiomarito.Non ne volevo sapere di fare la brava mogliettina indiana che si prende il bastone e le bastonate, e pure zitta si sta."

Tratto dal racconto Il terzo occhio, nascosto sotto la pianta del piede sinistro

"Se ci pensate, il racconto di una storia è un piccolo viaggio. La scrittura, in fondo, è transizione. Pensateci bene, le parole sono nomadi. Viaggiano di bocca in bocca, di mano in mano, di libro in libro. Le parole non si fermano mai."

 Tratto dal racconto A Kabul è primavera e spuntano le rose nei fucili

"The wind was I, and the days and nights before.
Palm fronds scratched my skin.
(Il vento ero io, e i giorni e le notti del passato.
Le fronde delle palme erano graffi sulla pelle.)
Jayanta Mahapatra"


Tratto dal racconto  Il poeta è un terrorista che spara alle parole

"Il mio viso è la mia strada,, così scrisse un poeta siriano, e così pensai stringendo quella cartolina misteriosa fino a consumarla. La conservai sotto il cuscino: tutte le notti il Kashmir venne a trovarmi in America. In punta di piedi, per non disturbare la quiete ordinata del Grande Occidente. Il Kashmir si inginocchiava davanti al mio corpo addormentato. A volte rideva, a volte piangeva. Io provavo a cacciarlo via, senza tanta convinzione. – Vattene Kashmir, vattene. Lasciami in pace, per favore – così supplicavo. Al mattino mi lavavo la faccia e sorridevo, e dicevo allo specchio: – Buongiorno America, buongiorno Grande Occidente – ma il mio sorriso era amaro."

 Tratto dal racconto  Tabacco misto a monsone
"Più di tutto mi mancano le mie Captain. Mi mancano. Quelle boccate amare, speziate di tabacco e monsone. E mi manca Bombay. Quel mare verde-grigio, spelacchiato. Lo conservo ancora in un pacchetto di sigarette. Ogni tanto lo apro: sfilo ricordi e tabacco, e do una sbirciatina alle onde. Lo annuso un po', annuso il mio passato. E la mia bocca si accende come un fiammifero".

Tratto dal racconto Quando stavo latitante

"Un giorno muori e diventi un fantasma. Un latitante. “Muorì, quello muorì, e mo’ chi lo vede più”, così dicono le vecchie comari del mio quartiere, appollaiate sui gradini dell’uscio, con le braccia spalancate ad accogliere le notizie. Belle e brutte. Bello il verbo muorire, raccoglie lo struggimento e la sensualità della morte.
[...]
E voi che leggete la mia storia di stelle sporche e bluastre, tenetemi nascosto in una tazzina di caffè."


Tratto dal racconto La notte che scoprii di essere Mildred Cable

"Non aprii gli occhi. Finsi di dormire: ero troppo impaurita dalla voce misteriosa. Così mi avventurai nell’ignoto di quella lunghissima notte indiana come una viandante cieca"

Tratto dal racconto Le pantofole di Topolino

“Non devi mai pisciare con le spalle al muro. Devi pisciare guardando il mondo negli occhi”. Io questo gli ho insegnato ai figli, e pure ai ragazzi miei. “Perché se no il mondo ti piscia in faccia, e ti fotte”.

Tratto dal racconto L’America è solo un’altra religione

"A Kabul era sempre primavera, e i melograni germogliavano nei fucili. Le donne a capo scoperto preparavano tè alla mandorla e zafferano, cospargendo tutto di bellezza.
[...]
 E tu, America, cosa hai fatto al mio paese?
E tu, Afghanistan, cosa hai fatto al tuo popolo?"




Certe storie sono magie. Tabaccherie Orientali lo è.


Titolo: Tabaccherie orientali
Autore: Clara Nubile
Editore: Lab - Giulio Perrone Editore
ISBN: 978-88-6316-140-3
Pagine: 100
Prezzo: €. 11.00
Data uscita: 10 giugno 2010

Potete ordinarlo online al sito Perrone lab qui o in libreria, ma mi sa che aspetterete un pò.

4 commenti:

  1. Io l'ho letto e riletto e la grazia e la magia sono sempre più intense. Vero piccolo capolavoro. Tina B.

    RispondiElimina
  2. Grazie Lena. Ci risentiamo presto per l'intervista.

    RispondiElimina

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