Affinità

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“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

mercoledì 14 novembre 2012

42 - Ho letto: Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel




Autore: Laura Esquivel
Titolio: Dolc ecome il cioccolato
Titolo Originale:  Como agua para chocolat
Traduttore: Benso S.
Editore: Garzanti
Pagine: 179

Data di Pubblicazione: Luglio 2008
ISBN: 8811681081
Prezzo: 9,90


“Dolce come il cioccolato” è un libro che fa parte del Realismo magico sudamericano, che io adoro, si lascia leggere in fretta,  e ci si appassiona alle vicende della protagonista, Tita, che secondo la tradizione di famiglia non può sposare l'uomo amato perche deve badare a sua madre fino alla sua morte. Tita cresce odiando sua madre, l’autoritaria Mamma Elena, e l'unica sua amica è Nacha (la criada) che le insegna il suo amore per la cucina.
Sotto al titolo c'è scritto :

"Romanzo piccante in 12 puntate con ricette, amori e rimedi casalinghi"

E’ un romanzo “sinestetico", [sinestesiacapace di fare risvegliare le emozioni più recondite dell'animo umano attraverso i sapori. Inizialmente ero entusiasta nel leggerlo e ho amato molto i rimedi casalinghi per ogni evenienza e proverò di sicuto qualche piatto messicano, cucina che adoro.
E’ un un libro appassionato, viscerale e se analizziamo il titolo notiamo che, se nella traduzione italiana comunica dolcezza, in lingua originale indica uno stato d'animo affine alla rabbia. "Como agua para chocolate", cioè come l'acqua per il cioccolato che, nella tradizione messicana, si lascia scaldare tanto a lungo da diventare bollente, così come l'animo di chi è davvero infuriato.
Amo molto i libri che si rifanno al Realismo magico e alla sinestesia, ossia alla la fusione dei sensi evocata dalle parole, però ho un appunto critico da fare a Dolce come il cioccolato: ad un certo punto e in certe fasi mi è scaduto in un…Harmony! Eh si...inoltre certe vicende, a mio avviso, andavano sviluppate meglio, non voglio fare spoiler, però secondo me, in alcune fasi, la scrittrice avrebbe dovuto dire di più sulla storia e sulle emozioni, invece l’ho trovata sbrigativa e un pò "superficiale" nel descrivere gli eventi surreali.
Mi è piaciuto leggere le ricette che corredano il testo ed entrano a far parte integrante del romanzo stesso, è un libro-coccola, una piacevole lettura, una bella storia d’amore…ma non lo si può paragonare, per esempio, a La casa degli spiriti di Isabel Allende [come ho letto da qualche parte].
A questo libro, manca qualcosa…l’ingrediente che avrebbe potuto fare la differenza.
Ad ogni modo, mi sento di consigliarlo... di certo non ci si annoia!
Con un finale, devo dire, davvero delizioso.

Il passo che ho trovato più bello è questo:

"Mia nonna aveva una teoria molto interessante.
Diceva che, benché nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno di ossigeno e dell'aiuto di una candela.
Solo che in questo caso l'ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere il tal modo uno dei fiammiferi. Per un momento ci sentiremo abbagliati da una intensa emozione. Si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà affievolendo, lentamente, finché non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo.
Ogni individuo deve scoprire  quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l'anima. In altre parole, questa combustione è il nostro nutrimento.
Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini si inumidisce e non potremo mai più accendere un solo fiammifero."  (...)

Com'erano giuste queste parole! Se c'era qualcuno che poteva comprenderle, questa era Tita.

Putroppo doveva ammettere che i suoi cerini erano pieni di muffa e di umidità. Nessuno avrebbe più potuto accendergliene uno.
La cosa più triste era che lei conosceva, sì, i suoi detonatori, ma ogni volta che era riuscita ad accendere un fiammifero glielo avevano inesorabilmente spento.

John, quasi leggendole nel pensiero, commentò:
"Per questo bisogna star lontani dalle persone che possiedono un fiato gelido. La loro presenza potrebbe, da sola, spegnere il fuoco più intenso (...)
Maggior distanza prendiamo da queste persone, più facile sarà proteggerci dal loro soffio".
 Pag. 89

"Como agua para chocolate" è anche il titolo di un film del regista Alfonso Arau , marito della scrittrice.

8 commenti:

  1. "Scoprire i detonatori che lo fanno vivere"
    cosa non facile ma indispensabile.
    Parole sacrosante.
    Ciao, piacere di incrociarti in rete.

    RispondiElimina
  2. Ho avuto le tue stesse reazioni, all'inizio ero entusiasta e mi sono appassionata tanto a questa lettura surreale, ma ad un certo punto ho trovato qualcosa di diverso e inaspettato, che ricorda davvero l'Harmony (che non ho mai letto) pensavo meglio per la fama che ha!E' vero anche che mette voglia di provare a fare le ricette che suggerisce, specialmente quella i peperoni con le noci o le torrejas con la panna e di visitare il Mexico!:-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Neppure io ho mai letto un Harmony...dalle copertine già si evice il contenuto "aulico" della storia =)....
      Eh sì...a me ha dato le stesse tue sensazioni. Voglio andare in Messico [ma da sempre!] e preparare tutte le ricette del libro...già son brava [a detta degli altri] con la cucina messicana tacos e fajitas, zuppa di fagioli e guacamole sono i miei cavalli di battaglia! ;-)
      Ma queste ricette sono una chicca secondo me, soprattutto le torrejas con la panna!


      Lena


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  3. letto anni fa... anche se mi è piaciuto di più il film...stranamente, di solito è il contrario... :-)

    RispondiElimina
  4. Letto tanti anni fa. Mi è piaciuto molto. Il passaggio dei "cerini" l'ho anch'io trascritto nel mio quaderno delle citazioni (che, confesso, anni fa aggiornavo più frequentemente di quanto faccio ora).
    il film non l'ho visto.Ah, secondo me il titolo originale rende molto di più della traduzione italiana :-)

    RispondiElimina
  5. Soy colombiana. Es triste que le hayan cambiado el nombre al libro y a la película, al traducirla al italiano. Pues, con el nuevo nombre, le cambian todo el significado!!

    La traducción literal sería: "Come Aqcua per il Cioccolato", lo que significa que el personaje principal (Tita) estaba furiosa!!.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hola Paulina, estoy de acuerdo.
      También yo nunca he cambiado el título.
      Yo también lo creo ! jajajajaja
      Gracias por escribir

      Elimina

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