Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

lunedì 5 novembre 2012

Anteprima - Foto & Parole - Intervista a: Clara Nubile


Clara Nubile è nata a Brindisi a marzo, durante un temporale.
Scrittrice per caso, e nomade per vocazione, Clara di mestiere fa la traduttrice per diverse case editrici italiane.
Quest'anno è uscito il suo romanzo Tu come tutto quello che tocchi, edito Bompiani.
Altre sue opere: il racconto “La mano di Dio” (incluso nell’antologia Principesse Azzurre 2 – Mondadori 2004, a cura di Delia Vaccarello); i romanzi Io ti attacco nel sangue (Lain 2005) e Lupo (Fazi 2007); il racconto “Nero latte dell’alba” (incluso nell’antologia I nostri ponti hanno un’anima, voi no – Lettere ai politici, Fazi, 2007); Tabaccherie Orientali, raccolta di racconti per Giulio Perrone Editore, 2010.
Qui, potete trovare i suoi libri.

L'ho intervistata per voi, conosciamola meglio

1.Quando hai sentito dentro, il fuoco per la scrittura? Qual è stata la scintilla da cui tutto ha preso inizio?
Difficile stabilirlo. Come per una storia d’amore, non c’è mai un momento preciso, una data, un episodio. Piuttosto una sensazione, un’aria frizzante che ti accompagna ovunque vai. Forse l’India ha espanso la possibilità di scrivere, mi ha donato un respiro per la scrittura. Un monsone, coi muri pieni di muffe arancio, l’acqua che filtrava dai muri, le nuvole basse e un taccuino di carta pregiata su cui ho iniziato a scrivere un racconto, poi due. Uno di questi racconti, “La mano di Dio” è poi stato pubblicato in un’antologia di Mondadori, Principesse azzurre 2 (2004): è la storia d’amore proibita fra una ragazza indù e una musulmana, un amore saffico sullo sfondo della Vecchia Delhi. E l’altro racconto che era molto lungo è poi diventato il mio primo romanzo, Io ti attacco nel sangue (Lain, 2005). 

 A proposito delle tue opere...
2.Dalla lettura di Tu come tutto quello che tocchi e di Tabaccherie Orientali ho trovato un filo rosso, degno di nota, che li lega. La musica. Ascolti musica mentre scrivi? C'è lo zampino dell'amore qui...
Assolutamente sì. Sono una che per concentrarsi ha bisogno di animazione, sfondo, musica. Da ragazzina studiavo con la radio accesa, altrimenti non ci riuscivo. E quando scrivo ho sempre bisogno di colonne sonore. A volte, anche live, sì. Vivendo con un musicista è impossibile non stare dentro la musica. Comunque, spesso le colonne sonore dei miei romanzi, o racconti, non centrano nulla con la musica che abitualmente ascolto. Prendi Tu come tutto quello che tocchi… Nino D’Angelo era il ritmo dei contrabbandieri, lo ascoltavano tutti all’epoca, e così mi sono procurata tutti i suoi dischi degli anni 80…
  Non ho usato la parola zampino a caso. Quanto ami i tuoi cani?
Tantissimo. Mi hanno spalancato un mondo sconosciuto, mi hanno insegnato a comunicare con una lingua non verbale, mi hanno mostrato Dio negli occhi d’ambra di un cane randagio…

 Gli animali sanno darti amore profondo e sincero...come le parole scritte...
3.Qual è il tuo scrittore preferito? O i tuoi preferiti....
Ci sono scrittori che coi loro libri mi hanno spinto a scrivere: te ne cito due, diciamo i fondamentali. L’Amante di Abraham Yehoshua e L’uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami sono due libri che mi hanno trasmesso un’energia incredibile, hanno dato fuoco alla mia fantasia, alla mia creatività.
Poi oltre a questi, fra i miei scrittori preferiti ti potrei citare Tabucchi, Kerouac, Bowles, Ondaatje, Rushdie, Pavese. E invece nel mio orizzonte più immediato, due pugliesi: Omar di Monopoli e Luisa Ruggio. Oltre ai romanzieri, amo molto i poeti: Vittorio Bodini, Agha Shahid Ali, Vladimir Majakovskj, e i grandi poeti russi. 

 Hai citato nomi di un certo spessore, complimenti.Mi sembrano un ottimo spunto di creatività!
4.Da dove trai ispirazione per narrare le tue storie? Come nascono i tuoi personaggi?
L’ispirazione è ovunque, basta avere occhi e mani per coglierla. I miei personaggi nascono dalle pieghe della luce, da una conversazione in autobus, da una telefonata, da un sogno, da un marciapiede. 

 Tutto questo è incantevole...
5.Il momento della giornata in cui ami leggere e uno in cui ami scrivere
Leggere al mattino, al mattino presto, nel silenzio e nella solitudine della casa, del mondo. Quando fuori è ancora buio, sul divano, con una tazza di tè caldo. Quasi un rituale, ancora prima di lavarmi la faccia… Scrivere dal crepuscolo in poi, o comunque nel pomeriggio, mai di mattina. La scrittura vuole poca luce, e tanto rumore. 

 Sono d'accordo con te...
6.Tu sei anche una traduttrice, quanto ti appassiona il tuo lavoro
Mi appassiona, tanto. Tradurre è un’esperienza che ti consuma, ti scava dentro, ti offre la possibilità di sventrare le storie, di dare voce ai fantasmi. 

E' meraviglioso far di ciò che si ama il proprio lavoro...
7.Hai un consiglio da dare a chi vorrebbe diventare scrittore?
Sì. Leggere tanto, tanto, e ancora tanto. Leggere, leggere, leggere. E poi scrivere, sempre. Anche un sms, un post di un blog, un appunto. Far passare la scrittura dalle mani, dagli occhi. Concepire il mondo come un libro da sfogliare. Per apprendere, migliorarsi, crescere, amare. 

 Credo che questo sia davvero un bel consiglio. Parliamo di film, ora...
8.Qual è il tuo film preferito?
Il cacciatore di Michael Cimino. Potrei scrivere un romanzo su quel film. Su quanto ha contato per me. E non solo per me, ma per generazioni e generazioni. 

9.Hai mai pensato di scrivere una sceneggiatura? Quale dei tuoi libri, se potessi, lo tramuteresti in un film?
No, non ci ho mai pensato. Quello lo lascerei fare a chi lo sa fare di mestiere. Lupo, Lupo lo trasformerei in un film, e anche Tu come tutto quello che tocchi, alcune scene per me sono fotogrammi, pellicole in movimento. 

10.  A proposito di film. Il 20 Dicembre al cinema esce Vita di Pi diretto da Ang Lee, tratto dal romanzo di Yann Martel e da te tradotto in italiano. Sei emozionata, in fondo è anche un pò una storia tua, c'è la tua impronta, no?
 No, assolutamente. Quella è la storia di Yann Martel, è la sua voce quella che ha ascoltato Ang Lee. Però sono emozionata, perché è un libro che ho molto amato, e mi ha dato soddisfazione, tantissima. L’ho tradotto mentre vivevo in India, l’avevo scovato, proposto, inseguito quel libro, e l’India fa anche da sfondo a una parte della storia.


11.  Il libro che stai leggendo in questo periodo.
Ti ho amata per la tua voce di Nassib Sélim, una storia d’amore, l’amore del poeta Ahmad Rami per Umm Khaltum, la più grande cantante araba di tutti i tempi. La sua voce era anche la voce dell’Egitto. Un romanzo che è un affresco di un’epoca ormai finita, in cui la poesia e la musica muovevano le masse. 

Wow! Sempre interessanti le tue letture...
12.  Hai libri da consigliare, Clara? Quelli che una persona dovrebbe proprio leggere....
Uhm… domanda da un milione di dollari. Credo che ognuno dovrebbe trovare i suoi libri, quelli che parlano al cuore… comunque, diciamo così: almeno un libro di Dostoevskij e uno di Garcia Marquez. Steinbeck, fra gli americani. E Pavese fra i nostri, assolutamente. 

Concordo, i libri devono parlare al nostro cuore.
13.  Nel tuo ultimo romanzo Tu come tutto quello che tocchi, edito da Bompiani, parli della SCU. Quanto hanno influito le tue origini geografiche nella scrittura di questo libro?
Della SCU può parlare solo chi è pugliese. Non avrei potuto scriverlo se non fossi nata a Brindisi, e se non avessi vissuto quegli anni di scafi e sigarette, sgommate e tradimento. Per me è stato necessario scriverlo, non come atto di cronaca o dovere storico, ma come testimonianza per la mia terra, testimonianza viscerale, senza filtri di nessun tipo. Mi sono calata nei personaggi, senza dare giudizi morali. 

La penso come te. Dove vivi influisce molto su come sei, cioè chi vive in un preciso luogo sa cogliere bene mali e virtù della propria terra...
14.  Invece le tue origini di spirito sono rivolte all'Oriente, precisamente all' India, essenza della tua raccolta di racconti, Tabaccherie Orientali. Cosa provi quando parti e torni dall'India? Cosa è per te l'India....
L’India è il mio fegato, la mia pancia. Quando l’aereo sta per atterrare su Bombay, e intravedo le baraccopoli, e le strade colorate d’umanità, mi sciolgo, è come se tornassi a una me più primordiale, istintiva, meravigliosamente umana. Abbandonare Bombay, l’India, ogni volta è uno strazio, è come essere strappati dall’abbraccio di un amante. 

 Che meraviglia, questo tuo pensiero sull'India...
15.  Un tuo nuovo romanzo è nell'aria?
Sì, ho iniziato a scrivere una storia nuova quest’estate, ambientata in India. Chissà se germoglierà in un romanzo…
Grazie Lena, per avermi ospitato nel tuo bel blog. 
 

Grazie a te Clara per esserti rivelata nell'impeto della tua essenza e per aver gentilmente preso parte alla mia intervista.
Non vediamo l'ora di avere tra le mani, il tuo nuovo romanzo.
Intanto ti auguro buona fortuna!


Ho proposto a Clara un "giochino":condividere con noid elle foto di momenti importanti della sua vita associando, ad ognuna, una essenziale didascalia.
Clara risponde come lei sa fare...in maniera visceralmente poetica.



Spiaggia di Ganpatipule, India. Vado incontro al mare, all’orizzonte, alle storie nascoste oltre il blu.


Sul terrazzo del mio amico Denver Pinto, a Kalina, Santacruz (E) a Bombay. Ogni tanto suono il tanpura, che è uno strumento d’accompagnamento per il gruppo indiano di mio marito, Riccardo Battaglia, i Takshila. 

La nostra cucina essenziale, in una delle nostre tante stanze a Bombay. Felicità pura, una tazza di caffè e sapere che fuori da quella stanza c’erano l’India, i miei cani, la vita elettrica.


Il fiume delle nostre estati in collina, fra i boschi della Romagna. I piedi nudi, la quintessenza della libertà.


 


Io e Riccardo, mio marito e compagno di vita e viaggi, a Bombay. Semplicità, amore, complicità. Se scrivo è anche grazie a lui, che mi sostiene e mi ha sempre sostenuto.


Su una spiaggia sperduta in Kerala, un momento magico, circondata dai miei amati corvi.

Io e Riccardo ci siamo sposati a Bombay il 7 aprile 2007. Le decorazioni di henne su mano e braccio, e i bracciali rossi, il mio abito nuziale rosso. Un momento incredibilmente bello, gioioso, felice.


Io e Iron, mio fratello rottweiler a casa dei miei a Tuturano, estate 2011.


Adoro questa foto, scattata a Lido Cerano nel settembre del 2011. Su quella spiaggia ci sono nata e cresciuta, ora è devastata dalla spazzatura e da una centrale a carbone che dissemina tumori lungo la costa salentina. Degrado e meraviglia, insieme, ecco cos’è il sud, a volte.

Una delle mie tante scrivanie a Bombay. Due mesi passati in quella camera spoglia a tradurre un romanzo difficile, ma interessante Swamplandia di Karen Russell.

 Grazie Clara

 

18 commenti:

  1. Ma che faccina da bimba hai! ^.^

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  2. Ciao Clara
    ti seguo anche qui :o)

    grazie Lena :o)

    RispondiElimina
  3. grazie per questa splendida intervista alla meravigliosa Clara che io conosco e adoro. Lei è proprio deliziosa tanto, e poi che fantastiche le foto!!!
    sandra frollini

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    Risposte
    1. Ciao Sadra! Grazie di cuore, concordo con te. Clara è eccezionale.

      Lena

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    2. @Sandra: tesoro...
      @Lena: ma voi siete troppo buone.

      Chiedete a chi mi sopporta se sono eccezionale :-DD

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    3. =) ... le persone insoportabili sono, per l'appunto, eccezionali. Se fossero come tutti gli altri, sarebbero sopportabili, ti pare Clara? ;-)

      Baci

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  4. Ma che bello trovarti qui Clara.
    Complimenti anche a Nela. Fantastico il tuo blog
    Buona giornata
    Sonia

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    Risposte
    1. Nela? Forse Sonia, volevi scrivere Lena? =) hihihi


      grazieeeee e buona giornata anche a te

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    2. Grazie Sonia di avermi letto anche qui.
      E grazie ancora Lena, per la bella iniziativa.

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    3. E' stato un immenso piacere dedicarti del tempo, Clara. Tempo di leggerti, in ogni caso. =)

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    4. Oh si! Scusate! Tu Clara sai che sono vecchietta!
      Complimenti ad entrambe!

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  5. Bellissima intervista, intensa e intelligente, un dialogo emozionante. T.B.

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