domenica 9 dicembre 2012

43 - Ho letto: L'eterno marito di Fedor Dostoevskij ****


Dostoevskij scrisse questo romanzo a 49 anni, nel 1870. Egli è oggi considerato il padre dell'esistenzialismo e il più grande indagatore dell'incoscio e della psiche, infatti affermò Nietzsche "Dostoevskij è il solo che mi abbia insegnato qualcosa in psicologia"; secondo Gide "il meglio di Dostoevskij sta nelle sue continue contraddizioni ed incongruenze".
Appaiono, infatti, attuali i grandi temi contrapposti: il dualismo nella lotta bene-male, materialismo-spiritualità, angoscia speranza, nichilismo-religiosità, razionalita-irrazionalità. In questo romanzo, ambientato a San Pitroburgo, troverete tutte queste tematiche fondersi attorno alla figura del protagonista Vel'čaninov, un uomo di "trentotto o trentanove anni", ipocondriaco, dedito a piccoli affari, che vede inesorabilmente sfuggire la propria giovinezza.

La vita di Dostoevskij è stata drammatica e tormentata e tutte le sue vicenze hanno avuto, naturalmente, influenza sulle sue opere. A differenza però di altri suoi romanzi, "L'eterno marito" occupa un posto a sè nell'itinerario narrativo dostoevskijano, perchè è l'unico romanzo in cui l'autore non si macera in problemi filosofici e sociali per scoprire, invece, in se stesso uno spirito umoristico.
Leggendo alcune pagine infatti ho riso ad alta voce meravigliandomi di questa insospettato umorismo di Dostoevskij, si tratta di un romanzo breve, diviso in vari capitoli, piacevole da leggere. La storia, originale nella composizione, non mi ha catturata in modo completo ma sicuramente è un libro che consiglio perchè è di una raffinata acutezza psicologia, Dostoevskij infatti delinea con cura le caratteristiche, non solo fisiche ma soprattutto umorali dei personaggi  e ce li fa vivere da vicino creando un'attiva partecipazione emotiva nel lettore.
Oltre a leggerlo nell'edizione che vedete in foto, avevo cominciao a leggerlo, a inizio anno, in questa edizione

"Questo romanzo breve racconta la crisi dei quarant'anni di un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero di nome Vel'caninov. Pur essendo un "omone" sta attraversando un periodo di profondo malessere. Soffre d'insonnia, è angosciato da un vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue, lo pedina, lo sorveglia. Ma ad un tratto Vel'caninov scopre che non si tratta di un'allucinazione bensí di una persona reale. È Pavel Pavlovic, un funzionario statale di provincia, la cui moglie, anni addietro, fu l'amante di Vel'caninov. Un rapido esame convince Vel'caninov che Pavel Pavlovic, l'eterno marito, non può sapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità? Cosí comincia un rapporto bizzarro simile a un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti... L'eterno marito, romanzo critico-comico, contiene alcune parti del piú puro Dostoevskij. Per esempio, tutto il rapporto "gatto-topo" fra l'eterno marito e l'eterno amante. Un gatto che si sente inferiore al topo; che ora lo ama e ora lo odia; che vorrebbe che il topo continuasse ad andare a letto con le sue donne. Ma la cosa migliore del romanzo è pur sempre, come in Delitto e castigo, la presenza tacita e incombente della grande città di Pietroburgo".
Alberto Moravia.

Titolo: L'eterno marito
Titolo originale: Večnyi Muž (Вечный муж )
Autore: Fëdor Dostoevskij
Editore: Einaudi
Traduttore: Clara Coïsson
Pagine: XXVI-186 p.
ISBN: 9788806157869
Prezzo: € 8

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