lunedì 31 dicembre 2012

46 - Ho letto: "Ebano" di Ryszard Kapunscinski *****



Sinossi
Ryszard Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Va ad abitare nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di malaria cerebrale; rischia la morte per mano di un guerriero. Kapuscinski non perde mai lo sguardo lucido e penetrante del reporter e non rinuncia all'affabulazione del grande narratore.



Titolo:Ebano
Titolo originale: Heban
Autore: Ryszard Kapuscinski
Editore: Feltrinelli
Traduttore: V. Verdiani
Pagine: 272
Prezzo: 8 euro
ISBN: 9788807817069

La mia recensione
"Ebano" l'ho adocchiato  in libreria da minimo 6 anni [è uscito nel 2002], volevo leggerlo da così tanto tempo,che ci ho messo 2 soli giorni a finirlo, tanto mi ha preso.
"Ebano" è Africa pura: è Storia e Cronaca, mista a tradizioni e racconti quotidiani di quella parte di mondo troppo lontana da noi.
Questo è stato un libro bellissimo, viscerale ed intenso, vero, reale, puro.
E' un libro imperdibile che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita.
L'ho preso in biblioteca ma presto lo comprerò, per rileggerlo altre 100 volte.
"Ma abbiamo mai riflettuto sul fatto che nel nostro pianeta la
gente del nord non rappresenta che un'esigua minoranza? Canadesi e polacchi, lituani
e scandinavi, parte degli americani e tedeschi, russi e scozzesi, lapponi ed eschimesi,
evenki e jacuti: la lista non è poi molto lunga. Non so neanche se arrivi a superare i
cinquecento milioni di abitanti: meno del dieci per cento della popolazione terrestre,
la cui stragrande maggioranza vive invece nella canicola, arrostisce al sole per tutta la
vita. E del resto è lì che è nato l'uomo: le tracce più antiche della sua esistenza sono
state rinvenute nei paesi caldi."


Con questo libro ho viaggiato assieme all'autore-reporter negli angoli più reconditi della Storia e della Geografia, nelle pieghe antropologiche della pelle dell'Africa, scoprendone bellezza e saggezza, povertà e miseria, semplicità e solidarietà, figurandomi, dinanzi agli occhi, gli Hutu e i Tutsi e i panorami descritti con minuzia e particolarità.
La narrazione delle vicende del Ruanda poi mi hanno scosso nel profondo, ed ora voglio saperne ancor di più, voglio conoscere ed informarmi al meglio.
Leggere "Ebano" è stato illuminante, il tema africano ha sempre affascinato, assieme a quell'indiano, l'immaginario dei miei anni adolescenziali ed è proseguito, fino a giungere ora, in età più matura, a compimento, per cui leggere queste pagine fa riflettere molto, scuote gli animi, fa porre delle domande cercando però di trovare soluzione concreta: si può davvero aiutare l'Africa? Possiamo noi, da questa parte di mondo, uniti per un ideale, evitare che bambini [e non solo i bambini] muoiano di fame, Aids, malattie varie e far diventare reale un pasto caldo, una casa in cui vivere, medicinali con cui curarsi? Possiamo dare gli strumenti e le conoscenze affinchè la maggior parte, anzi tutta la popolazione africana possa arrivare ad un minimo di benessere senza perdere le loro identità in nome del capitalismo? Con impegnato, serio e spassionato lavoro, nell'ottica della solidarietà e della fratellanza, tutto questo potrebbe non essere solo un'utopia nè più belle parole con cui riempire Parlamenti e giornali, o i discorsi di fine anno.
In questa prospettiva , vorrei condividere un altro passo del libro e che mi ha fatto riflettere molto:

"Un ritmo rallentato, che non conosce fretta: tanto nella vita non si può mai
avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe?
...

Dei piccini si occupano i più grandi, dei più grandi i più grandi ancora. Questa
gerarchia dell'età viene rigidamente rispettata e l'ubbidienza è assoluta.
...


Dal ministro può andare chi vuole e quando vuole. Il cittadino afflitto da un
problema viene ad Accra, chiede dove si trova il ministero, poniamo, dell'Agricoltura,
vi si reca, scosta la tenda, si siede davanti al funzionario ed espone le sue difficoltà.
Se non trova il ministro in ufficio, lo trova a casa, il che è anche meglio, perché gli
viene offerto da mangiare e da bere. Prima gli abitanti avvertivano un muro tra sé e
l'amministrazione bianca. Ora che al governo ci sono uomini come loro, intendersi è
diventato più semplice. Questo è il mio governo, giusto? Quindi mi deve aiutare.
Perché possa farlo deve sapere di che cosa ho bisogno, e per farglielo sapere non c'è
altro che venire qui, a spiegarglielo di persona. E la coda dei postulanti si allunga."



Terminato di leggere questo libro, mi è balzato per la mente, in modo consequenziale, un film di Edward Zwick, che andai a vedere appena uscito nel 2006, Blood Diamonds, dove vengono raccontate le tristi vicende della Rodhesia, l'attuale Zimbabwe, quindi SudAfrica, a proposito dei diamanti insanguinati. Ci sono scene così lontane ai nostri occhi e che invece i nostri occhi dovrebbero vedere, per essere testimoni del mondo che ci circonda.

Se non l'avete ancora letto "Ebano" nè visto "Blood Diamonds", rimediate gente!
Buona Lettura e buona visione!

Stay tuned!

1 commento:

  1. Anche io l'ho amato molto.
    Potrei vedere quel film...

    RispondiElimina

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