Affinità

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“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

lunedì 28 gennaio 2013

Anteprima - Foto & Parole - Intervista a: Tiziana Iaccarino


Sono davvero onorata di poter intervistare la scrittrice napoletana di origini sorrentine, Tiziana Iaccarino, autrice del romanzo “Sulle orme della notte” edito da Ciesse, la cui recensione, da me personalmente curata, potete trovarla qui.



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Biografia

Tiziana Iaccarino nasce a Napoli il 7 Maggio 1976 e fin da bambina sembra portata per tutto ciò che di artistico scopre, dalle Arti Figurative a quelle Letterarie, passando per le appartenenti allo spettacolo. Da piccola le si dice che disegna come un'adulta, scrive bene e, per cantare, si presenta all'età di 5 anni nel programma per bambini "Tombolino", trasmesso da un'emittente televisiva di Napoli, nel quale si esibisce in una personale versione della canzone "Casetta in Canadà".
Nel tempo la sua vita resta sempre strettamente legata all'ambito artistico: infatti, a 18 anni, dopo aver conseguito la Maturità Magistrale, s'iscrive ad un'Accademia d'Arte Drammatica che frequenta per 3 anni e, successivamente, ad una Scuola di Teatro, frequentata per un anno, che le permettono di maturare caratterialmente e di confrontarsi con talenti che esprimono le proprie capacità interpretative sui palcoscenici dei più importanti Teatri di Napoli, dove ha la possibilità di prendere parte alla rappresentazione di opere come "Sogno di una notte di mezza estate" di W. Shakespeare e "Così è (se vi pare)" di L. Pirandello, per citarne solo un paio.
Nel 2008 il suo romanzo dal titolo "Un barlume di speranza" viene pubblicato dalla Casa Editrice toscana Giovane Holden ed ottiene i primi consensi, al punto da riuscire a raggiungere la 3ª ristampa in un solo anno dalla sua uscita.

Iniziano così le prime recensioni e gli articoli On Line, le menzioni, le interviste e le partecipazioni a varie emittenti radiofoniche (Radio Punto, Radio Italia 5, Radio R101, Radio Toscana, Radio San Marino, Radio Goccioline Web e RG Channel.tv, Radio Club 91) e televisive (vari canali del digitale e Sky).
Il successo dell’opera scaturisce poi nel 2010 in una II Edizione, dopo aver raggiunto l’8ª Ristampa della I Edizione, aver superato la vendita delle prime 1000 copie ed esser risultata su “La Repubblica Ed. Napoli“ al 5° posto nella classifica dei libri di Narrativa Italiana più venduti presso una delle sedi librarie campane più conosciute (24 Aprile 2010, Napoli). E il suo nome esordisce in una lista di scrittori illustri della letteratura italiana come Camilleri e De Crescenzo.

Inoltre, tra le sue soddisfazioni, annovera anche il conseguimento del D.E.L.E. (Diploma de Español como Lengua Extranjera - Nivel Superior) Diploma di Spagnolo come Lingua Straniera di Livello Superiore (corrispondente al Livello Avanzato C2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue) ottenuto, attraverso l'Instituto Cervantes, dal Ministero della Pubblica Istruzione Spagnolo, con una validità di utilizzo nell'intera Unione Europea.
Nel 2011 viene pubblicato il suo secondo libro dal titolo "Le catene del potere" pubblicato dalla Edizioni Eracle, romanzo che ambienta nella sua città di origine. Qui il blog dedicato al libro.
Nel 2012 esce "Sulle orme della notte" (Ciesse Edizioni), il nuovo romanzo di Tiziana Iaccarino. Qui il blog dedicato al libro.
I suoi due siti sono "Il Profumo della Creatività" e "Il Tizianario".


Conosciamo meglio questa talentuosa scrittrice

1. In quale occasione hai capito che la tua strada sarebbe stata la Scrittura?
Non limito il mio percorso alla sola scrittura, non so dire se sia questa la mia sola strada, perché riconosco nell'arte la mia strada. Nell'arte in senso generale e ampio.
Fin da bambina ho praticato “arte”, a 5 anni cantavo già in Tv, disegnavo, dipingevo, a 18 studiavo recitazione e scrivevo poesie, partecipavo a concorsi letterari e ottenevo i primi consensi. Sono stata spesso invitata a partecipare a collettive anche internazionali con i ritratti e i quadri realizzati da me e a interessarmi, in seguito, a proporre il mio primo romanzo alle case editrici di mezza Italia.
Mondadori (come molte altre case editrici soprattutto note, a cui non rinunciai per tentativo) si disse già interessata ad altri scrittori e naturalmente non mi prese in considerazione, ma 6 mesi dopo ricevetti da loro l'invito per partecipare ad una collettiva d'arte a Piazza San Marco a Venezia. Questa volta fui io a rifiutare la mia presenza a Mondadori. E a intestardirmi per trovare, invece, una casa editrice interessata al mio primo romanzo, “Un barlume di speranza” che venne pubblicato solo nel 2008, quando finalmente trovai nella Giovane Holden Edizioni, casa editrice di Viareggio, la proposta più “accettabile” per cominciare ad avere un trampolino di lancio e dopo aver scartato per anni qualunque proposta.
Ho sempre e solo seguito il mio istinto e desiderio di vivere per l'arte e con l'arte, anche a costo di sacrifici enormi, non avendo un lavoro “normale” o vero, come qualcuno direbbe, o essendo una semplice “precaria” come si usa far sapere oggi.
Ho messo in gioco la mia vita per l'arte. Cosa coraggiosa e folle, lo so. Ma di cui vado fiera e che mi rende estremamente felice.

2. Quanto l’Arte ha influito e influisce sul tuo modo di scrivere e comunicare emozioni?
L'arte è emozione e viceversa. Ciò che emoziona offre o può offrire spunti per fare arte e l'arte stessa offre emozioni.

3. Il tuo terzo romanzo “Sulle orme della notte” è uno specchio con cui il lettore guarda in faccia la realtà, è un libro denso di mistero e introspezione. Qual è l’essenza di questo tuo piccolo gioiello letterario?
L'essenza sta tutta nella ricerca e scoperta della propria serenità, attraverso il viaggio interiore che fa la protagonista per conoscere i lati bui della sua vita e del suo essere e, quasi senza rendersene conto, arriverà alla soluzione di tutto ciò che, inconsciamente, aveva di irrisolto con se stessa e con gli altri.

4. Qual è l’emozione o la morale di fondo che più hai voluto comunicare con “Sulle orme della notte”?
Non so se ci sia una morale intesa nel suo senso più proprio. C'è sicuramente un invito a essere sempre se stessi e a cercare la verità, a vivere senza menzogne e soprattutto con l'accettazione di ogni traguardo e la speranza della salvezza. Perché credo ci sia salvezza per tutti.

5. E’, in qualche modo, un romanzo autobiografico?
Non è autobiografico. Ma ho preso spunto e mi sono ispirata a tre tappe fondamentali della mia vita da cui nascono le tre ambientazioni principali: Venezia, Firenze e Sorrento. Quest'ultima è il mio luogo di origine, il mio cognome proviene da quei luoghi e la famiglia di mio padre è di quei luoghi, Firenze è una città di cui mi sono innamorata subito, solo per averla visitata come turista e Venezia è il luogo magico nel quale ho conosciuto mio marito.

6. Ci descriveresti le altre tue due opere “Le catene del potere” e “Un barlume” di speranza”? Da chi o da cosa sono state ispirate?
“Un barlume di speranza” è la mia prima opera letteraria. Scritta che ero appena ventenne, è nata da un sogno. Dormivo e ho sognato il deserto. Non so che deserto fosse,  ma mi sono svegliata in piena notte e ho iniziato a scrivere, immaginando di essere io stessa in quel deserto che ho identificato in uno dei deserti più vasti della Terra, il deserto del Sahara che è da sempre fonte di ispirazione per libri, film e artisti di tutto il mondo. E' un thriller romanzato scritto sottoforma di diario.
“Le catene del potere” (Edizioni Eracle), invece, è un romanzo ambientato a Napoli, nella cosiddetta “Napoli bene”, che conosco, ho conosciuto e frequentato, cogliendone vizi e virtù. La storia, del tutto inventata, racconta dei compromessi a cui un uomo deve sottostare per non perdere il potere datogli dal denaro di un'eredità ricevuta. Una vita molto infelice e faticosa, perché, benché molto ricco, costui sarà sempre infelice e combattuto.

7. Quando scrivi, ascolti musica o hai bisogno del silenzio?
No, no... per carità... io ho sempre scritto di notte. Quindi, silenzio assoluto. A volte è capitato che scrivessi di giorno, ma la storia era già bella e impostata, quindi a quel punto ogni idea per proseguire “andava da sè”.

8. Hai un momento della giornata in cui preferisci scrivere?
Sempre la notte. Quando tutti dormono.

 9. Quali sono gli scrittori contemporanei, italiani e stranieri, che preferisci leggere? E scrittori del passato?
Io amo del passato scrittori che hanno stili molto differenti: Manzoni e Pirandello in primis. Il secondo l'ho anche interpretato in una sua opera (“Cosi è se vi pare”) in teatro. Del presente, ho sinceramente poca stima degli scrittori italiani, ma alcuni sono interessanti: Baricco, Avallone, mi piace De Crescenzo (sono napoletana, dopotutto, e lui è un filosofo oltre che scrittore), ma amo seguire ora i giovani talenti tra i quali intravedo alcuni con grande stoffa che meritano di essere scoperti dal grande pubblico.
Tra gli stranieri, i miei preferiti appartengono a generi diversi: Ken Follett, Danielle Steel, Sophie Kinsella (ho scoperto di amare moltissimo il suo genere, il “chick lit”) e il grande, unico, primo Kahlil Gibran che adoro (e che è paragonabile per grandezza e genio a pochissimi al mondo e a nessuno dei su menzionati, a mio avviso).

10. Quale genere letterario preferisci leggere e quale scrivere?
Amo leggere i thriller, il giallo e il rosa, compreso il nuovo entusiasmante e rilassante “chick lit”. E scrivo certamente narrativa che si mescola tra il thriller, il giallo familiare e il rosa.

11. Un libro che hai amato alla follia e che credi ti abbia cambiata dentro.
Ho amato molto “Le ali spezzate” di Kahlil Gibran. Quel libro mi ha aperto un mondo incredibile. Gibran è un genio, un maestro, un talento inimitabile,  come dicevo prima, si può paragonare a pochi altri nella storia della letteratura mondiale, perché è stato tradotto in tutto il mondo. Lui era uno scrittore, filosofo, poeta e pittore libanese che soffriva per le sorti politiche del proprio Paese ed emigrò negli Stati Uniti.

12. Quale libro c’è adesso sul tuo comodino?
Adesso sul mio comodino ci sono dei libri già letti di amiche e colleghe molto simpatiche e brave. Non faccio nomi. Ma ti dico cosa vorrei mettere e cosa ci metterò prossimamente per fare “il cambio” culturale del comodino... libri che mi aspettano e che consiglio, sempre di giovani promesse italiane veramente in gamba come Simona Giorgino con “Quel ridicolo pensiero” (0111 Edizioni) e presto un eBook della Kinsella che sto scoprendo e amando particolarmente, perché sono in un periodo della mia vita in cui cerco letture rilassanti.
Spesso si va a periodi, e fa bene leggere ciò che il nostro animo ci detta. Anche per sentirsi un attimo meglio con se stessi.

Grazie di tutto !
Grazie a te, Tiziana anche per i consigli letterari!


Come mia consuetudine, chiedo all'autrice intervistata di condividere delle foto che descrivano il proprio percorso di vita o che rappresentino, qualcosa di significativo corredata di discacalia che ne descriva l'essenza. 
La Iaccarino ha scelto queste foto:




Questa maglietta l'ho indossata quando avevo solo 5 anni in occasione di un programma per bambini dal titolo "Tombolino" dove ho cantato per la prima volta in Tv la canzone "Casetta in Canadà". 

Questa foto è stata scattata in un hotel di Roccaraso dove andavamo spesso a villeggiare e dove, come potrete notare, ero ancora una bambina a tavola con le sue leccornie, tra cui anguria e gelato. 

In questa foto sono in una delle città europee, a mio avviso, più belle. Barcellona. Città che amo maggiormente e mia città spagnola preferita. 

Alla Fiera del Libro di Torino 2012 ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare e conoscere il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere in modo semplice e molto piacevole. E' stato ed è un vero gentlemen. 


Grazie alla scrittrice Tiziana Iaccarino, per essersi messa in gioco e, soprattutto, per aver scritto questo piccolo gioiello letterario.
In anteprima, per "La Locanda dei Libri" vi sarà, prossimamente, la recensione di un altro romanzo di questa scrittrice, "Un barlume di speranza".


Stay tuned! =)

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