Pezzi di vita

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martedì 12 marzo 2013

# 57 Anteprima - Recensione: "Vimini" di Donato Cutolo *****




Presentazione del libro
Ci sono luoghi della vita ai quali non dovremmo mai tornare. Per non riaccendere antichi dolori, non risvegliare vecchi segreti, non rievocare remoti presagi. Vimini Mart, forse, avrebbe fatto meglio a non tornare a San Timo, da Lara, da Sacco, da Remo. Ma è tornata, un’estate, sulle tracce di un passato mai abbastanza lontano da seppellire e dimenticare, proprio come il magico - e tragico - potere degli arcobaleni. Un nuovo, emozionante racconto dalla vena immaginifica di Donato Cutolo, che firma anche i “paesaggi elettronici” della colonna sonora originale composta ed eseguita alla chitarra da Fausto Mesolella.


Donato Cutolo
Scrittore, compositore di colonne sonore, sound engineer, ha esordito in campo letterario nel 2009 con il libro + cd Carillon (ZONA), un piccolo grande caso editoriale.

Fausto Mesolella
Pluripremiato chitarrista, compositore, produttore e arrangiatore, lead guitar degli Avion Travel, ha pubblicato per ZONA il libro + cd I piaceri dell’orso (2005) e il cd Suonerò fino a farti fiorire (2012).

Sinossi
I genitori, la famiglia, il luogo delle origini e la sua gente sono l’imprinting primario della nostra vita, e ne segnano il corso nel bene come nel male. Vimini Mart è una adolescente dalla vita difficile, che dopo tre anni in Francia torna in Italia, a San Timo, il paese dov’è nata e cresciuta, dove suo padre Pierre - ricco vignaiolo d’oltralpe - conobbe e sposò sua madre Lara, ragazza debole e perduta tra miseria e sogni di grandezza. Vimini tenta di riannodare i fili di una vita che, dalla morte di nonna Cecilia, non è né sarà più la stessa. Ritrova Sacco, il vicino di casa ch’è come un fratello maggiore, e Remo, il compagno di giochi con cui ha scoperto i miracoli della natura e il magico - e tragico - potere divinatorio degli arcobaleni, solari e lunari. Potere al quale, purtroppo, pare proprio impossibile sfuggire.

Recensione a cura di Lena Ceglia
Ho letto questo libro di Donato Cutolo ascoltando i "paesaggi elettronici", firmati dall’inconfondibile e sublime chitarra degli Avion Travel, Fausto Mesolella.
Si tratta di un "romanzo musicale", una sinergia tra note, suoni, rumori e parole scritte. La potenza dei segni nella sua molteplice espressione.
Da questo incontro magico di parole e note, nasce "Vimini" una storia dalle spiccate connotazioni oniriche e surreali, facendo scaturire nell'animo del lettore vibrazioni profonde, che lo investono su più fronti e che si fanno ricordare. S'imprimono nella mente parole e suoni come fotogrammi indelebili.
Sin dalla prima pagina, l'impressione è stata quella di essermi imbattuta in una sceneggiatura cinematografica e/o teatrale e non mi sorprenderebbe che questo romanzo breve diventi un film o un cortometraggio, o magari, uno spettacolo teatrale.
Non è comune imbattersi in libri che prevedono colonne sonore, quindi la sua lettura, può essere definita un’esperienza particolare.


Il libro, che si presenta come una successione di sei capitoli, può essere sostanzialmente suddiviso in quattro parti fondamentali:
• L’intro. Una semplice pagina che descrive particolari effetti ottici, gli arcobaleni, quello solare e quello lunare;
• Una prima parte, caratterizzata dalla serie di ricordi che affiorano nella mente di Vimini, nel tragitto aereoporto -  casa;
• Una seconda parte, caratterizzata dall’estate trascorsa da Vimini con i suoi vecchi amici nel paesino d’origine;
• Una conclusione, pervasa da un colpo di scena.
Anche se l’intro ci suggerisce una lieve sensazione di spiazzamento, dato il non riferimento diretto alle successive pagine del racconto, presto si afferma come uno dei perni attorno ai quali si sviluppa tutto. Troviamo, infatti, una policentricità nel libro:
• I colori, come segni o premonizioni da interpretare;
• Vimini, la protagonista;
• Lara, polo negativo della storia.

La suddivisione della colonna sonora  in sette brani aventi per titoli i colori dell’arcobaleno, farebbe pensare ad una naturale suddivisione del libro in un corrispondente numero di capitoli. Ciò non accade, in quanto la successione dei colori, nella stessa sequenza di un arcobaleno, trova una certa assonanza, a mio avviso, nel carattere dei sette personaggi descritti:

•          Lara/Rosso = passione che la travolge in una spirale vorticosa;
•          Vimini/Arancio = mutamento che cambierà la sua vita;
•          Pierre/Giallo = azione, oro, volontà, caratteristiche di un tipico imprenditore impegnato nel miglioramento continuo del suo prodotto;
•          Cecilia/Verde = equilibrio, tranquillità, amore, pace, ovvero tutto quello che una nonna sa dare;
•          Remo/Azzurro = fede, cresciuto in un orfanotrofio gestito da monaci;
•         Giada/Indaco  = spiritualità, ciò che è presente in una leggenda;
•          Sacco/Viola = riflessione, malinconia che caratterizzano un tipico musicista jazz. 
Il significato manifesto nel racconto, sarà però legato ad un evento nefasto.
In un sapiente lavoro di regia, i brani si sposano perfettamente con il testo, tanto che ritmo musicale e narrativo sembrano influenzarsi vicendevolmente seguendo lo stesso andamento pacato. Andamento che permea tutto il racconto, che si basa sul narrato, quindi sulla descrizione continua, interrotta qua e là, da sprazzi di discorsi diretti, caratterizzata da una scrittura né usuale né banale.
Sono state molte le frasi che mi hanno colpita, ma se devo fare una scelta, vi dono queste, in anteprima:


“Non capisce perché ma si sforza, e in quei pochi istanti che riesce ad averlo vicino gli regala comunque il sorriso migliore. Sente intatta la potenza dell’amore e lo protegge a quel modo, col silenzio”

“Alberi sempreverdi circondano il pozzo, ricoperto dai frutti caduti, e lasciati al loro naturale destino, come fossero uomini.

Nascere. Crescere. Cadere.
Maturare in terra e finire.“

"Il rumore dolce dell'acqua suona come le mani di una madre che affondano nel bucato, come vino che cade in un bicchiere, intermittente, lieve"

Non perdetevi questa esperienza letteraria-sensoriale unica, buona lettura e buon ascolto.


Recensione illustrata a cura di Nicola Ruoppolo
L'illustratore Nicola Ruoppolo, collaboratore de La Locanda dei Libri, ha letto questo libro perchè, da artista a 360 gradi [grafico, presepista e scenografo] ha da subito colto l'originalità dell'opera e i molteplici punti di vista in cui inquadrare queste pagine, mettendo su carta sensazioni istantanee generate da note e parole. 
Questa la sua magnifica recensione illustrata.







Puoi acquistare il libro direttamente al link della casa editrice

Ringraziamo gli autori per averci donato questo piccolo capolavoro

Questo filmato, dal sentore fortemente onirico e rilassante, enuclea l'essenza del romanzo, vi invitiamo a vederlo, assaporando ogni secondo con lentezza e stupore.

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