sabato 25 maggio 2013

# 65 Recensione: "La figlia della fortuna" di Isabel Allende 5*



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Sinossi
Io li ho letti come libri a se stanti ed è possibile farlo senza ricavarne un disagio.La trama: Eliza, la protagonista del romanzo, viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa di tre fratellli inglesi - Jeremy, John e Rose - da tempo trasferitisi a Valparaiso, che decidono di adottarla. La giovane Rose impartisce una perfetta educazione anglosassone a Eliza, nella speranza di offrirle un sereno futuro, coronato da un buon matrimonio. Ma la ragazza si innamora perdutamente di Joaquin Andieta, un giovane scapestrato, anch'egli figlio illegittimo. Alla notizia che in California è stato scoperto l'oro, Joaquin decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza decide quindi di seguire Joaquin, imbarcandosi clandestinamente su una nave diretta a San Francisco.

L'incipit
"Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di possederne due: un buon naso e una buona memoria. Il primo le servì per guadagnarsi da vivere e il secondo per potersene ricordare, se non con precisione, almeno con la poetica vaghezza degli astrologi. Quel che si dimentica è come se non fosse mai successo, e i suoi ricordi reali o illusori erano talmente tanti che per lei fu come vivere due volte. Diceva sempre al suo fedele amico, il saggio Tao Chi'en, che la sua memoria era come il ventre della nave su cui si erano conosciuti, buia e spaziosa, zeppa di casse, barili e sacchi in cui si erano accumulati gli episodi di tutta la sua esistenza"


Recensione
Ho riletto questo libro per la seconda volta.
La prima volta che ho letto questo libro è accaduta 15 anni fa, è stato il mio secondo romanzo "da grande" [il primo è stato "La città della gioia" di Lapierre]. Da quel giorno, mi sono innamorata di questa scrittrice meravigliosa ed unica.
Ho voluto rileggerlo perchè ero curiosa di saperequale effetto mi avrebbe fatto la rilettura, con la consapevolezza di oggi.
E' un romanzo straordinario, avevo dimenticato [ma mica tanto!] la raffinatezza e, al contempo, la passionalità della scrittura della Allende, autrice dalla quale mi sono allontanata per un bel pò, ma solo per farne ritorno, ancor più affamata delle sue incantevoli ed ineguagliabili storie.
"La figlia della fortuna" forma con "La casa degli spiriti" e con "Ritratto in seppia", una trilogia in cui si intrecciano storie e personaggi che ritornano nei tre libri. Leggerli singolarmente però si può, non si perde il filo di nulla, io l'ho fatto ma voglio cimentarmi in questo continuum di eventi e personaggi.
Ricordo che la prima volta che l'ho letto, lo divorai in soli tre giorni!
Senza dubbio, protagonista è l'amore, sono i sentimenti a trionfare.
Eliza è una ragazza cilena cresciuta in una famiglia inglese che, divenuta adolescente, si innamora perdutamente, come solo nell'adolescenza può accadere, e decide di seguire l'uomo che ama ad ogni costo, affrontando ogni tipo di pericolo e di disagio, percorrendo, da sola, il continente americano alla ricerca dell’amato Joaquín.
 Ne "La figlia della fortuna" la scrittrice ha ricamato una trama di ampie proporzioni poiché ha voluto rappresentare, tramite la storia privata di Eliza, anche l’America di metà ‘800 con i suoi usi e costumi, dei difficili rapporti con la Spagna e l’Inghilterra, delle guerre d’indipendenza, della scoperta dell’oro in California e della sua attrazione presso uomini e popoli di diversa condizione e provenienza.
Come avviene nei romanzi della Allende, le sue storie sono ricamate assieme all'umore dei popoli, ai merletti geografici di territori e paesi, che s'imprimono, come cartoline, negli occhi di chi legge, sono storie dense di avvenimenti, personaggi, dettagli e colpi di scena, che avvincono il lettore fin dalle prime pagine.
Il viaggio di Eliza, che in verità è una fuga dalla casa che l’ha adottata, è una rinuncia agli agi della vita precedente verso un mare di difficoltà e sacrifici. Nel viaggio di Eliza si può fare il parallelo con il viaggio degli emigranti  verso l'America del secolo scorso tra carestie, epidemie, disagi di ogni foggia, pur di arrivare ad uno scopo ben preciso, ad una strada, la propria, che sia lastricata di felicità future.
Questo ampio quadro, disegnato dalla sapiente maestria della Allende, conferisce al libro un'aura epica e, da una storia semplice e privata, quella di Eliza, che nel suo viaggio impara, sulla propria pelle, la capacità di adattamento e il suo vagare è la linea immaginaria della sua crescita personale, così la scrittrice costruisce tutto un mondo reale in cui si intrecciano i destini dei personaggi, gli avvenimenti di un'umanità intera dove il lettore si sente anch'egli un pò parte attiva, tanto la narrazione rende partecipi e attenti, curiosi.

Un libro stra-consigliato.
La Allende non si discute. Si ama.

Leggo questo libro per LeggiAmo, sezione INSIEME, primo libro scelto nel gruppo FB La Locanda dei Libri
Qui la nostra pagina FB




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