martedì 30 luglio 2013

# 70 Recensione: "Capricci del Destino" di Karen Blixen






Titolo: Capricci del Destino
Autore: Karen Blixen
Traduttore: Ojetti P.
Edizione: Feltrinelli, 2006
Pagine: 208 pagine
ISBN: 978-8807810411
Puoi acquistarlo qui



"Capricci del destino" è l'ultimo libro pubblicato in vita da Karen Blixen nel 1958, è una raccolta di cinque racconti ambientati in luoghi diversi, dalla Persia alla Norvegia, alla Cina, alla Danimarca. I racconti, seppur divisi, sono legati da un immaginario file rouge, che potrebbe essere ricercato in quella soglia che fa da confine tra il mondo onirico e il mondo reale.
Tra gli straordinari personaggi dei racconti, celebre è la figura femminile al centro di "Il pranzo di Babette", la cuoca comunarda che, al crollo dei suoi ideali rivoluzionari, è costretta a sacrificare tutto e a vivere esule a contatto con un mondo grigio e frugale. Ma il potere visionario di Babette trionfa, paradossalmente e orgogliosamente, sulle miserie della quotidianità.

Incipit de Il pranzo di Babette
In Norvegia c’è un fiordo – un braccio di mare lungo e stretto chiuso tra alte montagne – che si chiama Berlevaag Fjord. AI piedi di quelle montagne il paese di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da casine di legno tinte di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori.
Dei cinque racconti ho amato, in  particolare, "Il pranzo di Babette" forse perchè sono molto legata al film omonimo, del 1987, diretto da Gabriel Axel delizioso e fedele al racconto, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero.

Questo il menù scelto da Babette:
- Brodo di tartaruga
- Blinis Demidoff al caviale
- Cailles in sarcophage
- Insalata di indivia
- Formaggi misti
- Frutta mista
- Babà al rum con frutta candita
- Caffè
il tutto innaffiato da vini prestigiosi come lo champagne Veuve Clicquot, il Tawny Port e  l’Ammontillado.

Incipit de Il pescatore di perle"
Mira Jama iniziò il suo racconto.
A shiraz viveva un giovane studente di teologia chiamato Saufe, era molto dotato e puro di cuore. Leggendo e rileggendo il Corano rimase tanto assorto nel pensiero degli angeli che la sua anima finì per stare con essi...

In "Il Pescatore di perle", dal forte sapore mediorientale, il tema della speranza è molto forte, mi è piaciuto molto questo racconto, la storia d'amore che vi è narrata, seppur brevemente e soprattutto ho sottolineato questa frase che ne descrive l'essenza: «Spererò sempre che tu venga. Perché senza speranza non si può danzare.»

Incipit di Tempeste
1. La visione della Tempesta
C'era un vecchio attore e capocomico che si chiamava Herr Soerense. Da giovane aveva recitato nei teatri di Copenaghen...
In "Tempeste", ritorna sempre il contrasto tra finzione teatrale e vita reale: la protagonista sceglierà l'esistenza, fittizia ma eccezionale, di Ariel sul palcoscenico dei teatri a quella, reale ma omologata e conformista, di un buon matrimonio.

Incipit de La storia immortale
1. Il signor Clay
Attorno al 1860 viveva a Canton un commerciante di tè straordinariamente ricco, il signor Clay
In "La storia immortale" si pone enfasi sul Destino, sulla circostanza che la vita, anche se la si costringe all'interno di parametri definiti, non si lascia in fondo piegare a nessun modello, ma trova sempre il modo di prendere la sua strada. Anche da questo racconto, è stato tratto nel 1968 il film omonimo, scritto e diretto da Orson Welles, racconto oggetto anche di rappresentazioni teatrali.

Incipit de L'anello
In una mattina d'estate di centocinquant'anni fa, un giovane gentiluomo di campagna danese e sua moglie andarono a fare una passeggiata sulla loro terra. Erano sposati da una settimana.
Come gli altri racconti della scrittrice danese, anche "L'anello" oscilla tra realismo e mondo fiabesco, vede la realtà attraverso la fantasia, confonde i due piani, finché la protagonista non entra nel mondo del mistero, che non è solo mistero all'esterno di sé, ma soprattutto mistero dell'anima, propria e altrui.
Il racconto è un'originale rielaborazione della fiaba di Cappuccetto Rosso, che serve all'autrice per proporre una propria visione del femminile. La protagonista, sebbene diciannovenne, mantiene la stessa ingenuità della bambina della fiaba, la stessa posizione di sudditanza, dai genitori prima e dal marito poi, e la stessa attrazione per il mistero e l'ignoto.


La Blixen ha la capacità di farti entrare nell'anima i luoghi e gli umori, i colori e i sapori delle storie che racconta con proverbiale meticolosità, mi piace molto come scrive e come trasmette certi pensieri, tanto tempo fa lessi anche il suo capolavoro "La mia africa", e m'innamorai anche dell'omonimo film,  "La mia Africa" del 1985 diretto da Sydney Pollack, vincitore di sette Premi Oscar 1986.
Capricci del destino è uno scrigno al cui interno ci sono cinque perle preziose, cinque racconti, ognuno dei quali dona qualcosa, lascia in chi li legge un'impronta indelebile, un souvenir da conservare caro.
Da leggere tutto d'un fiato. E trattenere il più possibile.


Ho letto questo libro per la sfida di lettura "LeggiAmo"
Qui la mia lista
Qui tutti i libri letti per "LeggiAmo"


1 commento:

  1. L'ho adorato letteralmente.
    E nella mia lista c'è La mia Africa, che mi ha sempre fatto l'occhiolino ma non ho ancora provato a leggere... :)

    RispondiElimina

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