Pezzi di vita

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martedì 2 luglio 2013

Novità Giugno & Luglio FAZI EDITORE



NARRATIVA STRANIERA

Elizabeth Strout
I ragazzi Burgess


A cinque anni di distanza dal grande successo di Olive Kitteridge, Premio Pulitzer 2009, Elizabeth Strout ci regala un grande romanzo corale sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia e delle radici.

I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita. L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un’istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell’animo e a scandagliare l’oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea.

Elizabeth Strout è tra le più importanti autrici statunitensi contemporanee. È nata a Portland, nel Maine, nel 1956 e da quasi trent’anni si è stabilita a New York. Fra i molti premi letterari ricevuti, il Premio Pulitzer nel 2009, il Premio Bancarella nel 2010 e il Premio Mondello nel 2012. Dell’autrice Fazi Editore ha pubblicato Amy e Isabelle, Resta con me e Olive Kitteridge. La produzione televisiva americana Hbo ha annunciato la lavorazione di una miniserie ispirata a Olive Kitteridge i cui protagonisti sono gli attori Frances McDormand e Richard Jenkins.

«Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese».
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore 



Andrew O’Hagan
Stammi vicino


Andrew O’Hagan è considerato tra le voci più brillanti della narrativa inglese contemporanea, particolarmente apprezzato dalla critica per il suo stile innovativo. Stammi vicino è il racconto di un’esistenza libera e mai sazia, resa con una scrittura lieve e puntuale e una eccezionale eleganza stilistica.

David Anderton, 56 anni, è il nuovo parroco della cittadina scozzese di Dalgarnock. Ama le piccole gratificazioni, il buon vino dell’Alsazia, i Notturni di Chopin e disquisire in giardino sulla varietà delle rose con la sua perpetua, la signora Poole. E’ un uomo acuto, colto, di grande sensibilità, e la sua mente è in una continua ricerca che non conosce posa. Gli studi a Oxford lo hanno dotato di una coscienza critica raffinata e inquieta e lui ha scelto Dalgarnock per allontanarsi e isolarsi da chi conosceva e da qualcosa nel suo passato. Ma questa piccola comunità apparentemente salvifica nasconde delle strettoie: il giudizio facile e l’ignoranza travestita da moralità non possono comprendere il cuore di Anderton, che rimane abbagliato dalla vita disperata e priva di scrupoli di una coppia di adolescenti, Mark e Lisa. Di fronte ai due ragazzi, l’uomo cede, trascinato in una spirale inesorabile. Stammi vicino è il racconto di un’esistenza libera e mai sazia. Con sguardo laico e brillante, Andrew O’Hagan scandaglia l’esperienza umana e, grazie a una scrittura lieve e puntuale e a una eccezionale eleganza stilistica offre ai lettori un romanzo di grande potenza letteraria.

Andrew O’Hagan è nato a Glasgow nel 1968. Segnalato da Granta tra i migliori venti giovani scrittori inglesi nel 2003, vincitore nello stesso anno del Foster Award assegnato dall’ American Academy of Arts and Letters, O’Hagan collabora con la «London Review of Books» e la «New York Review of Books». Nel 2010 è diventato membro della Royal Society of Literature. Vive e lavora a Londra. Fazi Editore ha già pubblicato Vita e opinioni del cane Maf e della sua amica Marilyn Monroe (2011). I suoi libri sono tradotti in 15 paesi.

«In O’Hagan non c’è una singola pagina che non sia sorprendente, che non provochi una riflessione o un’emozione».
Hilary Mantel, vincitrice del Booker Prize 2009 e 2012 

«Andrew O’Hagan scrive come un angelo. Dirò di più: possiede la qualità stilistica di un angelo di eccezionale intelligenza».
Norman Mailer 

«Andrew O’Hagan è senza dubbio uno dei più potenti e versatili scrittori di lingua inglese».
Joyce Carol Oates 

«Un autore che ha una straordinaria padronanza della lingua. Meravigliosa, davvero meravigliosa».
Jonathan Coe 



James Lloyd Carr
Un mese in campagna


Viene riproposta in una nuova edizione questa indimenticabile storia d’amore, un piccolo capolavoro pieno di poesia che ha ricevuto ovunque una straordinaria accoglienza. Tom Birkin, veterano della Grande Guerra con un matrimonio fallito alle spalle, arriva nello sperduto villaggio di Oxgodby, nello Yorkshire, con l’incarico di restaurare un dipinto murale del quattordicesimo secolo appena scoperto tra le rovine di un’antica chiesa. Alla ricerca di un po’ di pace e di una vita semplice, troverà molto di più: l’amore per la giovane moglie del vicario e l’amicizia dello stravagante archeologo Charles Moon, anch’egli reduce di guerra, incaricato di ritrovare la tomba dell’antenato di una nobile famiglia del luogo. Vincitore del prestigioso Guardian Fiction Prize nel 1980, Un mese in campagna è un indimenticabile inno all’amore perduto, all’amicizia e all’arte come ricompensa per le delusioni e il dolore del vivere. Un piccolo gioiello, dallo stile asciutto e profondamente poetico, accolto unanimemente dalla critica come uno dei migliori romanzi della letteratura inglese del Novecento. Da questo romanzo è stato tratto nel 1987 il film omonimo interpretato da Colin Firth e Kenneth Branagh.

James Lloyd Carr (1912-1994) romanziere ed editore, è stato ufficiale nella raf, preside e antiquario. Oltre a Come gli S.S. Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra (Fazi, 2008), tra i suoi romanzi ricordiamo anche A Day in Summer; A Season in Sinji, The Harpole Report, What Hetty Did e Harpole & Foxberrow, General Publishers. Con Un mese in campagna e The Battle of Pollocks Crossing (1985) Carr è stato finalista del Booker Prize.



«Ogni riga è un gioiello, ogni briciola di humour inglese un regalo. Sono i miracoli che sa fare la letteratura, quella vera».
Cristina De Stefano, Elle 

«Non è esagerato paragonare questo piccolo, prezioso racconto a tante pagine di Cechov».
Mario Fortunato, L’Espresso 

«Scritto meravigliosamente, questo libro possiede qualità che non sarà facile dimenticare».

London Review of Books 


POESIA



Alba Donati
Idillio con cagnolino

Idillio con cagnolino è un fermo immagine sulla perfezione di un triangolo amoroso tra una figlia, una madre e una nonna. Mette in scena la storia che passa, una linea retta tra una nonna arcaica e post-bellica, una madre cresciuta nel periodo del boom economico e una figlia digitale. Nelle affermazioni della bambina, quasi dei piccoli apologhi, intravediamo molto del nostro passato, come un filo che si riannoda con la saggezza dei vecchi. Sullo sfondo, un dialogo serrato tra città e campagna, tra capitalismo e difesa dell’essenziale, tra grandi temi e piccole osservazioni domestiche. Idillio con cagnolino mette la sordina per parlare delle grandi ingiustizie sociali e storiche a cui ci ha abituati la poesia di Alba Donati e lo fa ascoltando il punto di vista di una bambina che parla con i suoi giocattoli, con i lupi e le streghe.
La raccolta si chiude con il Pianto per la distruzione di Beslan, un allucinato resoconto su come il nuovo millennio sia potuto iniziare con una strage di bambini. L’idillio rivela la sua natura di incanto provvisorio, di attimo di quiete strappato all’imprevisto, all’incidente, al terrore. Ed è proprio per questo fatalmente vitale.

Alba Donati è nata a Lucca e vive tra Firenze e Lucignana. Scrive di poesia su quotidiani e riviste. Ha pubblicato La repubblica contadina (City Lights Italia 1997, Premio Mondello Opera Prima 1998) e Non in mio nome (Marietti, 2004). Ha curato Costellazioni italiane 1945-1999. Libri e autori del secondo Novecento (Le Lettere, 1999), Poeti e scrittori contro la pena di morte (Le Lettere, 2001) e, insieme a Paolo Fabrizio Iacuzzi, il Dizionario della libertà (Passigli, 2002). Recentemente ha messo in scena con l’Orchestra Regionale della Toscana il poema Pianto sulla distruzione di Beslan, con musiche di Haydn.

«C’è in Alba Donati, nella sua chiarezza espressiva, nella sua comunicabilità immediata e necessaria, un bisogno, nella dissociazione generale in cui viviamo, di comunità, di ricostruzione sociale, e politica. Un bisogno – nel dialogo serrato tra città e campagna, tra madre e figlia – di tracciare un confine, di fondare, di fare ordine nel buio».
Claudio Damiani 


NARRATIVA ITALIANA

Lulù Librandi
C’ero una volta

Una Kinsella nostrana per un racconto piccante e scatenato, con situazioni irresistibili e irresistibili personaggi.

Maria Luigia Librandi, detta Lulù, si sveglia una mattina in una clinica senza alcun ricordo né di sé né del proprio passato. Accanto al letto, solo una favolosa Birkin di Hermès in pelle di coccodrillo, rosa, con un’esplicita richiesta di perdono. Grazie all’aiuto di Andrea Martini, fascinoso medico quarantenne, Lulù comincerà a riscoprire la propria vita: dal periodo come fuorisede dopo lo spaesante arrivo nella capitale al presente come avvocato d’affari per un importante studio legale. Attraverso gli incontri organizzati dal dottore, un pezzo alla volta riaffiorerà l’identità della ragazza e dall’oblio riemergerà anche il rapporto con lui, Alessandro Malaspina, «presuntuoso, arrogante e sull’autocelebrativo andante», da cui Lulù, pur continuamente in fuga, si era sempre sentita attratta. Nel frattempo, alcune domande fondamentali affollano la mente della protagonista: è soddisfatta della propria vita? È stata lei a cercare di voler dimenticare qualcosa? E chi è la donna elegantissima che l’aspetta nel corridoio su tacchi Louboutin implorando di incontrarla? Le note di A Te di Jovanotti che una mattina raggiungono Lulù (sempre avvinghiata alla sua Birkin) la aiuteranno a ricomporre il puzzle della situazione. All’improvviso niente è più come sembra, neppure chi la circonda.

Lulù Librandi è nata in Calabria nel 1976. Avvocato d’affari, lavora da diversi anni in un rinomato studio internazionale. È allieva della Scuola di scrittura creativa “Omero”, nei cui laboratori è nato questo suo primo romanzo. Con le sue conversazioni tra donne anima la sezione Costume del blog Le Meraviglie (www.lemeraviglie.net)

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