martedì 15 aprile 2014

Recensione: "Tutti dicono che sono un bastardo" di Roberto Alfatti Appetiti



"La cultura e la conoscenza - gli aveva scritto Bukowski nel febbraio del 1961 - vengono viste troppo spesso come cose che procurano piacere, o non danno fastidio, o modi di dire le cose in maniera gentile e piacevole. E' ora di farla finita con queste cazzate. "

- lettera di Bukowski a John William Corrington, tratto da "Urla dal balcone"


La vita di Charles Bukowski, lo scrittore più controverso del XX secolo, è racchiusa in queste pagine che coinvolgono piacevolmente il lettore, perchè raccontata con passione e professionalità da Roberto Alfatti Appetiti, classe 1967, giornalista e saggista.
Ho letto questo libro in un sorso, assetata di conoscenza e curiosità, e questa straordinaria biografia ha soddisfatto pienamente le mie richieste.
A vent'anni dalla morte di Bukowski, lo scrittore Alfatti Appetiti ne ricostruisce l'infanzia dolente, il rapporto tormentato con il padre, i fallimenti e i successi che ne hanno caratterizzato la vita, l'amore per le donne e per l'alcol, svelando, per la prima volta, in modo assolutamente completo e dettagliato, la personalità autentica e i sorprendenti riferimenti culturali dello scrittore americano di origine tedesca.
"Tutti dicono che sono un bastardo", edito da Bietti Edizioni, è una finestra spalancata che dà direttamente sull'anima di Bukowski, una biografia per nulla scontata, ma anzi ricca e stimolate, che racchiude non solo i fatti, descrivendo anche le opere in maniera originale, ma soprattutto i pensieri, la geografia emotiva di Henry Charles "Hank" Bukowski Jr., nato Heinrich Karl Bukowski (noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario). Vari sono stati i personaggi e le correnti letterarie a cui  stato accostato, ma credo che Bukowski sia un caso a sè, un modo di scrivere ( e di essere) e di fare letteratura molto particolare, assolutamente unico nel suo genere.

"Le affinità tra Bukowski "l'americano europeo" e Cioran "l'europeo dell'Est", del resto, sono radicate in letture comuni, a partire dalla passione di entrambi per Nietzsche, Schopenhauer e Dostoevskij.
(...)
Bukowski e Cioran erano sì due misantropi, ma il loro pessimismo non imbocca il vicolo cieco del nichilismo grazie a una considerevole e salvifica riserva di ironia"

Ed è proprio l'ironia, quel suo modo di fare, maudit e solitario, che si evince fortemente dalle parole che egli sceglie di scrivere, quelle e non altre, l'elemento che lo caratterizza e che ha conquistato e ancora continua a conquistare intere generazioni di lettori.


Curiosità:
per gli estimatori, alla fine del libro c'è la bibliografia delle opere di e su Charles Bukowski.



Scheda Tecnica
Titolo: "Tutti dicono che sono un bastardo - Vita di Charles Bukowski"
Autore: Roberto Alfatti Appetiti
Editore: Bietti Edizioni
Pagine: 331
ISBN: 9788882483128
Prezzo: € 19
potete acquistarlo qui

1 commento:

  1. Le biografie mi affascinano da sempre, specialmente quando raccontano le vite di persone/personaggi particolari come Bukowski.
    La tua recensione mi ha incuriosita :)

    RispondiElimina

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