giovedì 15 maggio 2014

Recensione: "OscuraMente" di Gianluca Giusti e intervista all'autore

Viaggiare nei meandri più reconditi della nostra mente con Gianluca Giusti

Nel settimo paragrafo dell'almanacco statunitense The World Almanac and Book of Facts del 1929 è stato evidenziato come non ci siano limiti a quanto il cervello umano può compiere e che sono gli scienziati e gli psicologi a sostenere che usiamo solo 10% circa delle potenzialità del nostro cervello.
È vero che usiamo solo una minima parte delle nostre facoltà mentali e che è proprio la scienza a dimostrarlo? L'autore, Gianluca Giusti, cerca di rispondere a questo annoso quesito e lo fa con l'opera "OscuraMente", dal titolo fortemente evocativo.

Recensire un libro di siffatta foggia non è semplice in quanto esso si pone a metà tra il saggio e i testi di help-self, è un libro molto interessante che si propone di "screditare", in qualche modo, la teoria secondo la quale l'essere umano utilizza soltanto il 10% delle proprie facoltà mentali. Giusti, informatore scientifico del farmaco, sottolinea che questa è una distorsione della realtà e ribadisce che il 10% è una percentuale che non esiste, il cervello, infatti, è stato mappato interamente.
L'autore si rivolge al lettore parlandogli direttamente, avvalorando la sua tesi con ricerche approfondite ed esempi.

Il linguaggio adoperato è semplice, diretto, scorrevole e comprensibile, questo fa sì che la lettura non sia pesante anzi è piacevole, a tratti anche ironica e divertente, il lettore è subito a suo agio senza il timore di imbattersi in un testo eccessivamente tecnico-scientifico. Il libro si compone di una Introduzione dove l'autore chiosa in maniera sintetica l'opera, poi ci sono cinque capitoli così suddivisi:
CAPITOLO 1: Come nasce un Mito
CAPITOLO 2: Com'è fatto il nostro cervello
CAPITOLO 3: Usiamo davvero solo il 10% del nostro cervello?
CAPITOLO 4: La differenza tra quantità e qualità
CAPITOLO 5: Come usare al meglio, il meglio che la natura ci ha dato (piccolo manuale di sopravvivenza)
Una conclusione riepilogativa, poi, fornisce dei preziosi consigli al lettore.

Tra falsi miti e credenze radicate e spesso errate, Gianluca Giusti ci accompagna per mano in un viaggio avventuroso alla scoperta del nostro cervello, ci spiega come stanno realmente i fatti e ci fa scoprire cose su noi stessi che forse non credevamo neppure possibili. Un libro che consiglio di leggere.

Vi riporto uno degli innumerevoli passi del libro su cui riflettere
"Le credenze fanno parte di noi, consciamente o inconsciamente tutti le abbiamo, possono essere potenzianti o no, possono aiutarci oppure frenarci e per quanto radicate la buona notizia è che possiamo cambiarle"



Pillole biografiche

Gianluca Giusti nasce a Montecatini Terme nel 1964, dopo gli studi all'Isef entra nel gruppo Johnson & Johnson come informatore scientifico del farmaco, ruolo che svolge tutt'ora. Nel 1995 conosce Cuba per la prima volta e nel 1997 si sposa con Julia sua attuale moglie, la vera avventura per conoscere dell'isola è cominciata in quegli anni e prosegue tutt'ora. Oltre a "Cuba istruzioni per l'uso" Gianluca è autore di "OscuraMente" pubblicato con Errekappa edizioni.

Pagina FB "OscuraMente" qui
Sito dell'autore qui
Errekappa Edizioni qui





Intervista all'autore
Per approfondire ho avuto il piacere di intervistare Gianluca Giusti...

1.  Qual è stato il motivo ispiratore di “OscuraMente”? Quando ha avvertito l’esigenza di scrivere questo libro?
R. Anzitutto Lena grazie per l’opportunità di questa intervista.
Il motivo è che fino ad oggi non esisteva nessun testo che parlasse e approfondisse questo argomento secondo cui l’uso nostro cervello sia limitato al solo 10%.
L’esigenza è nata nel continuare a leggere ed ascoltare che l’uomo usa solo una minima parte del suo cervello senza che mai questa ipotesi, non supportata da nessuna basa scientifica, venisse contestata.
Ho deciso di farlo io, perché qualunque baggianata che non venga contradetta alla fine, a furia di sentirla dire, diventa vera.

2. Quali studi e quali ricerche ha fatto per poter scrivere questo libro che si pone a metà tra il saggio e un manuale di help-self? Noto anche la particolare collocazione nella collana “Libera informazione - Crescere nella consapevolezza” che avvalora la mia tesi … ci può dire qualcosa in più…
R. Io sono un informatore scientifico del farmaco in Johnson & Johnson da 24 anni. In questa lunga carriera mi sono occupato di psichiatria studiando quindi la fisiopatologia del cervello e le sue funzioni principali. Mai ho letto nulla che avvalori la tesi di un uso limitato di questo organo fondamentale nei soggetti sani. Caso mai un limite lo si riscontra, come logico, nei soggetti malati o dopo traumi importanti.
Poi ho approfondito con letture di neuroscienze dove, e credo sia aneddotico, nessun neuro scienziato si sognerebbe mai avvalorare la tesi del 10%. Secondo voi perché?
Per la seconda parte forse è più corretto che ne parli la mia editrice Monica Fava di Errekappa edizioni, visto che l’idea della collana è sua.
Posso solo aggiungere, per quello che mi riguarda, di aver messo nel libro tutta una serie di contromisure scientifiche e di comunicazione per mettere il lettore nelle condizioni di difendersi dai fuffari e persuasori occulti che spacciando poteri mentali che non esistono vogliono far credere di parlare con gli spiriti, far volare tavolini, piegare cucchiai e altre fantasie per abbindolare il prossimo.

3. Lo psicologo William James nel suo libro “The Energies of men”  scriveva che l’uomo in realtà poteva esprimere molto di più che il 10% delle proprie facoltà non solo mentali ma anche fisiche. Come pensa sia possibile interrogarsi sull’effettiva potenzialità del nostro cervello e cosa possiamo arrivare a compiere se avessimo effettiva conoscenza e consapevolezza delle nostre capacità?
R. In ogni campo esistono sempre delle eccezioni e delle voci fuori dal coro e tali restano basti pensare che proprio alla Harvard University fanno al contrario questa particolare raccomandazione: “Di piegare cucchiai per hobby e di usare per il resto del tempo il cervello per cose più utili e produttive da fare”.
In realtà si dovrebbe ogni volta capire da quale contesto viene estrapolata tale teoria.
Nel caso di William James e del suo libro “The Energies of men” dobbiamo considerare che stiamo parlando di fine ‘800 quando le conoscenze del nostro cervello erano agli albori ma anche all’antropologa Margaret Mead come ad Albert Einstein sono state attribuite affermazioni simili.
Per la Mead addirittura il 6%.
Nel caso di Einstein era una battuta pura e semplice negli altri due casi di deduzioni ipotetiche senza nessuna evidenza o studio scientifico serio che supportasse simili percentuali (10%, 6%).
Se avessimo chiesto loro su quali test o basi neurologiche avessero estrapolato simili percentuali difficilmente avremmo avuto una risposta in grado di soddisfare i rigorosi criteri scientifici, infatti come anticipato sopra, nessun neurologo o neuropsichiatra degno di tale nome si sognerebbe mai di fare una affermazione simile a meno di non voler essere deriso da tutta la comunità scientifica internazionale.

Grazie mille per essere intervenuto e per averci illuminato con il suo libro "OscuraMente"




Autore: Gianluca Giusti
Titolo: OscuraMente
Pagine: 113
Prezzo: € 14,90
Editore: ErreKappa
ISBN: 8896084075
puoi acquistarlo qui

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