sabato 21 novembre 2015

Addio, Miss Julie Logan di James Matthew Barrie



Lei mi ha teso la mano, con il palmo in alto, come se chiedesse perdono. Io me la sono appoggiata sul cuore e finalmente ho fatto ciò che ci si aspetta da un uomo: le ho detto "Vi amo,Miss Julie Logan" e lei ha risposto, con la dolcezza di un fiocco di neve:
 "Sì, lo so". 



L'ambientazione è affascinante: una sperduta vallata scozzese, tra le Higlands selvagge e innevate, sommersa nel candore dell'inverno.
Questo racconto è narrato dal reverendo Adam Yestreen sotto forma di diario; il pastore racconta i duri mesi di isolamento invernale ai visitatori inglesi che arrivano nel glen in estate. Il nostro protagonista ha la sfortuna (o fortuna?) di innamorarsi di Miss Julie Logan. Chi è Miss Julie Logan? Se lo svelassi vi toglierei il 60% della sorpresa e proprio non mi va, posso solo dire che il diario assume toni sempre più fantastici (non dimenticate che l'autore è lo stesso James Matthew Barrie del magnifico Peter Pan!) via via che si manifestano strane presenze, tra cui alcuni fantasmi.
Se avete voglia di immergervi nella cultura magica della Scozia, se avete voglia di farvi strappare una risata mentre si legge, se avete voglia di un piccolo racconto scritto in maniera sublime, allora "Addio, Miss Julie Logan" fa al caso vostro.
Lo stile di Barrie è inconfondibile: riesce a rendere reali e mai banali gli elementi fantastici che inserisce nelle sue storie, fino a farli diventare naturali, non costruite ad hoc, la sua scrittura è spontanea, fluida, intrisa di riti e tradizioni che appartengono alla sua cultura e dalla quale non prende mai troppo le distanze, anzi potrei affermare, come anche in Peter Pan, che tali elementi fantastici prendano vita proprio dalla realtà e dal modo in cui egli la osservava, la fiutava, la captava per poi condividerla attraverso le parole. Senza troppo veli o artifizi tecnici. Come Pascoli, anche Barrie ricorre "la poetica del fanciullino" quindi crede, soprattutto l'afferma nella sua opera più conosciuta, "Peter Pan, che in ognuno di noi vi sia un fanciullino, dotato di animo sensibile capace sempre di meravigliarsi del mondo attorno a sè ed è proprio questo dato che rende Barrie indimenticabile, è davvero riuscito a a rendere se stesso e le suo opere eterne.
L'ho letto in una sera d'autunno, mentre fuori il freddo cominciava a farsi sentire e mi sono innamorata dalla prima pagina, ho adorato le descrizioni dei paesaggi e delle persone. Un piccolo gioiello letterario da assaporare pagina dopo pagina, sorseggiando una buona cioccolata calda alla cannella.


Pillole biografiche
James Matthew Barrie è l'autore di una delle più famose storie per bambini: Peter Pan. Nato a Kirriemuir, nelle Lowlands scozzesi, il 9 maggio 1860, nono di dieci figli, Jamie, come veniva chiamato in famiglia, ha un rapporto molto stretto con sua madre, che, appassionata di Stevenson, gli racconta storie di pirati. Frequenta la scuola e si laurea poi per diventare giornalista con degli scritti per lo più umoristici. parados]
Nel 1888 Barrie raggiunge una discreta fama con "Auld Licht Idylls", ironici affreschi della vita quotidiana scozzese. La critica elogia la sua originalità mentre il romanzo, "The Little Minister" (1891), riscuote grande successo tanto che verrà portato sullo schermo per ben tre volte. Poi Barrie scriverà principalmente per il teatro. Nel 1894 sposa Mary Ansell. Nel 1902 il nome di Peter Pan appare per la prima volta nel romanzo "The Little White Bird". Nel 1904 Peter Pan viene trasposto per il teatro mentre nel 1911 appare la versione definitiva del romanzo "Peter and Wendy". James Barrie acquisì poi il titolo di Sir e nel 1922 ricevette l'Ordine di Merito. Venne poi eletto rettore della "St. Andrew's University" e nel 1930 "Cancelliere dell'Università di Edimburgo". James Matthew Barrie morì il 3 giugno 1937. [da

1 commento:

  1. Mi ispira tantissimo!! Lo aggiungo alla mia (infinita) lista!

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