Affinità

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“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

giovedì 5 novembre 2015

Giurisprudenza, Napoli: Erri De Luca incanta gli studenti















4 Novembre 2015, una data che in molti non scorderanno facilmente, me compresa.
Lo scrittore Erri De Luca ha incontrato gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli, nell'Aula Coviello, sita in via Porta di Massa, dove si è svolto il dibattito sul tema “La parola contraria: tra istigazione a delinquere e libertà di espressione”. Presenti, oltre allo scrittore, Salvatore Prisco, docente di Diritto Pubblico Comparato e Diritto e Letteratura, Sergio Moccia, docente di Diritto Penale e Fulvia Abbondante, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione (assente per motivi personali).

Introducono lo scrittore, gli interventi del Prof. Prisco prima e del Prof. Moccia poi: in merito al concetto "libertà di espressione" e della questione di quanto essa sia, poi nella realtà, effettivamente libera, il Prof. di Diritto Pubblico comparato fa riferimento alla concezione anglosassone di tale libertà considerata free-speach negli Stati Uniti d’America, dove essa è principio fondamentale superiore a qualunque altro diritto elencato nella Costituzione. Il Prof. Moccia delinea il profilo, appunto, penale intorno al concetto di libertà di espressione e istigazione a delinquere sottolineando come il codice penale sia ancora un espressione di un’ideologia autoritaria fascista, malgrado la Costituzione è successiva ad esso e sia ancora in vigore.

La sala gremita ed ansante aspetta le prime parole di Erri De Luca, che arrivano semplici, dritte al cuore dei presenti: “Chiunque di voi ha fatto un solo esame, ne ha fatto uno più di me. Io non ho fatto nessuna Università, finita la scuola non ho nemmeno cominciato la possibilità della vita della carriera, quindi tutto quello che sono l'ho imparato per conto mio, strada facendo, in maniera raffazzonata e sperimentale. Non ho nessuna autorità per stare davanti a questo ascolto (...)  ma scrivo storie, allora alle persone che amano le storie amano anche farsele raccontare a voce e io sono qua per raccontare”.
Lo scrittore quindi narra la vicenda che lo ha visto protagonista per due anni, suo malgrado, accusato del reato d’istigazione a delinquere e sabotaggio, per le sue frasi contro la Tav, finita poi nel migliore dei modi con sentenza di assoluzione perchè "il fatto non sussiste".

Erri De Luca ha poi accolto le domande dei presenti ed io stessa, dopo averlo ringraziato e dopo aver sottolineato di come le sue parole e i suoi libri siano ispirazionali e in grado di lenire i problemi con cui noi giovani d'oggi dobbiamo confrontarci, gli ho posto la prima domanda:  "ero curiosa di sapere a quale parola Lei si è ispirato durante i mesi d'attesa della sentenza...come ne "I pesci non chiudono gli occhi", Lei ad esempio si sofferma sul verbo "mantenere" che è tenere per mano, allora io vorrei sapere da quale parola lei ha tratto forza per superare tale momento che immagino sia stato difficile"
Allora De Luca si alza, poggia sul banco della cattedra le sue mani ruvide e nodose, sagge, sul tavolo e dice: "La parola alla quale ho pensato è: sabotare". L'autore ha spiegato i motivi per cui la costruzione della TAV è un'opera inutile che andrebbe soltanto a devastare l'ecosistema di una zona bellissima d'Italia e riporto lo stralcio di un articolo de ilcambiamento.it che mi fa pensare proprio alle motivazioni dello scrittore (articolo qui): "Spacciata inizialmente come linea passeggeri, sul modello Tgv, la Torino-Lione è bocciata dai numeri: traffico inesistente. Convertita in linea per le merci, come doppione dell’attuale ferrovia valsusina Torino-Modane, il risultato non cambia: la linea storica è semi-deserta, segno evidente che Italia e Francia non hanno nessun bisogno di una nuova arteria, tantomeno dai costi stellari"

De Luca ha inoltre citato, per rimarcare la sensibilità ambientale a cui tutti dovremmo aspirare e coltivare, lo scempio che sta avvenendo in Puglia con gli ulivi, simbolo essenziale di tale regione (e penso a un articolo che lessi su Huffingtonpost: "L'utilità delle eradicazioni degli ulivi del Salento non è scientificamente provata, come non è provata che la causa del rinsecchimento degli ulivi sia provocata dalla xylella. Fanno bene i cittadini e gli olivicoltori a difendere in modo pacifico le piante da questa folle volontà di eradicare", aveva dichiarato prima dell’abbattimento il co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. QUIe il regista Pier Paolo Pasolini e il poeta Izet Sarajlic, per quanto riguarda il tema del ruolo che ha l'intellettuale nell'ambito della società civile, un ruolo che non può essere costretto, limitato se è connesso alla libertà di esprimere il proprio pensiero e la propria opinione. "La mia libertà non sarebbe stata comunque minacciata perchè per me la libertà è tenere insieme quello che dico con quello che faccio, e allora da questo punto di vista nessuna condanna avrebbe potuto interrompere questo circuito virtuoso per me, che è quello della libertà di parola e libertà di azione, di comportamento, anche se fossi stato condannato su tale libertà nessuno avrebbe potuto metterci le mani sopra. Un intellettuale ha uno status speciale? Come diceva prima il Professore (nda: Prisco) ...nel mio caso sì, ma al contrario e cioè i pubblici ministeri hanno proceduto contro di me perchè ero uno scrittore e non un semplice cittadino (...) hanno aggiunto alla loro competenza anche quella spirituale del perdono. Mi hanno incriminato per questo, perchè la mia voce aveva un senso in quella circostanza. La voce ha una responsabilità, ma la voce di tutti ha delle responsabilità... ma quello che conta di più quando si interviene in una vicenda pubblica è che essa sia vibrante, che sia piena di contrasti, che sia viva, che sia motivo di urto perchè intervenire su una cosa completamente inerte o tranquilla, insignificante, non si tratta nemmeno di parola, nè favorevole nè contraria, ma di parola superflua, commento, chiacchiericcio. Conta se si interviene in una faccenda dove tu cittadino ti pronunci su qualche cosa.."    
Temi che avvicinano ai problemi sociali, e mai allontanano, neppure con l'avanzamento dell'età, come ha fortemente difeso lo scrittore.
Dopo la fine dell'incontro si è intrattenuto a firmare autografi, fare foto e chiacchierare con alcuni dei presenti, me compresa...realizzando così uno dei miei sogni.

MC © lalocandadeilibri

Chi volesse riprodurre in toto o in parte questo articolo deve citarne la fonte e il link, a norma di legge 
http://www.lalocandadeilibri.com/2015/11/giurisprudenza-napoli-erri-de-luca.html




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