giovedì 7 gennaio 2016

Donna di Porto Pim di Antonio Tabucchi

Come spiegarvi chi è per me Antonio Tabucchi? Non posso dire che è soltanto e semplicemente uno Scrittore (la S maiuscola è già indicativa della sua grandiosità) e già sarebbe sufficiente.
E' necessario dire che per me rappresenta il "mago della narrazione", perchè con sapiente maestria propone parole e pensieri come incantesimi che affascinano chi legge le sue opere, e che diventano immediatamente immagini. Anche trascorsi giorni, mesi e anni, dalla loro lettura, le sue storie mi rincorrono e s'insinuano nella mente, venendo a portare sempre brìo poetico.
Dopo aver letto "Notturno indiano", "Il tempo invecchia in fretta" e "Si sta facendo sempre più tardi", mi sono piacevolmente dedicata alla lettura di un altro straordinario gioiello letterario, "Donna di Porto Pim" edito da Sellerio editore.
Amo la sua scrittura, il modo particolareggiato di descrivere paesaggi, persone, cose e d emozioni, come fossero pennellate dettate da un estro creativo innato ed ineguagliabile, a mio avviso.
Le sue parole sono proprio come acqua di mare: fluiscono con la corrente, si lasciano andare al flusso, penetrano negli abissi profondi dell'animo umano, sono impetuose, a volte calme e leggere, illuminanti di sicuro. A tratti sono oniriche, sempre originali, vere, pure, incantatrici.
Una volta finiti i suoi libri, mi mancherà moltissimo non leggere più le sue parole.

dalla trama e dalle parole dell'Autore:
«Questo libretto trae origine, oltre che dalla mia disponibilità alla menzogna, da un periodo di tempo passato nelle isole Azzorre. Suoi argomenti sono fondamentalmente le balene, che più che animali sembrerebbero metafore».
«Ho molto affetto per gli onesti libri di viaggio… Essi posseggono la virtù di offrire un altrove teorico e plausibile al nostro dove imprescindibile e massiccio». Queste frasi di Tabucchi ci richiamano alla mente queste altre dello Zibaldone di Leopardi: «Le parole lontano, antico e simili sono poeticissime e piacevoli perché destano idee vaste e indefinite...». Più ad esse corre il confronto che verso i mari e le isole di Conrad e di Melville. Le isole di Tabucchi sono paesaggi che digradano rapidi verso la tentazione metafisica, le sue balene azzurre sirene che cantano di lontananze che appartengono all'essere e non allo spazio e al tempo, le sue gesta di caccia e i suoi naufragi hanno per scenario i campi magnetici e le analogie potenti e misteriose delle parole.





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