domenica 2 ottobre 2016

"Szymborska: un alfabeto del mondo" di Ceccherelli, Marinelli, Piacentini.


Per chi come me è appassionato di poesia e di forti personalità nell'ambito di questo genere letterario, capaci cioè di comunicare fortemente emozioni senza avere paura di donare al mondo la propria sensibilità, non può non aver mai letto in vita sua almeno un componimento poetico di Wislawa Szymborska, ma soprattutto chi la adora deve leggere questo libro "Szymborska: un alfabeto del mondo" (Donzelli editore) a mio avviso prezioso, da collezione, per bellezza di contenuti. Si tratta di 21 saggi per 21 poesie. Ad ogni saggio è associata una parola in ordine alfabetico e da lì si sviluppa la meraviglia: ci si perde tra i versi incantevoli e spiazzanti della poetessa, ci si immerge in riflessioni profonde e si conosce meglio l'anima di questa grande autrice.
"Io so come adattare i lineamenti
Perché nessuno veda i miei tormenti".
Alla poesia non si sfugge,  essa è l'essenza della vita.

Dal libro:

L’alfabeto di Wisława Szymborska: Amore, Biologia, Caso, Donna, Ecfrasi, Fugacità, Gioco, Humour, Incanto, Lingua, Morte, Nulla, Orrore, Poesia, Qui e ora, Realismo socialista, Sogno, Tradizione, Utopia, Vita, Z come Zen ?
«Ad alcuni piace la poesia», scriveva Wisława Szymborska. Perfino oggi, in questo nostro tempo veloce e distratto, a qualcuno piace la poesia. Più di qualcuno, in realtà, considerando i tanti lettori della poetessa polacca premio Nobel nel 1996: le sue parole compaiono sui muri delle città e negli articoli di giornale, i suoi versi sono citati nelle aule universitarie e nei talk show televisivi. Uno straordinario fenomeno letterario e mediatico, al quale però non sempre si accompagna una vera comprensione della sua opera. A questo intendono rispondere gli autori del volume, adottando lo stesso sguardo di Szymborska. Se il suo «modo» poetico principale è il dialogo con un «tu», con un «altro» con cui confrontarsi – perfino una pietra – o nel quale immedesimarsi, indossando magari la pelliccia di un gatto, allora la strada giusta è quella di dialogare con la sua poesia, interrogarla, possibilmente con simile leggerezza e ironia; scegliere solo alcune delle chiavi tematiche del suo universo poetico, e farne le tappe di un viaggio fra il quotidiano e il sublime, «incanto e disperazione», «gioia e tristezza», il gusto del gioco e le sorprese del caso. Compagno di questo viaggio non può che essere lo stupore, un profondo senso di meraviglia, un’irresistibile attrazione per la vita, in ogni singola espressione: che sia una cipolla, un granello di sabbia, uno scarabeo; in ognuna di esse è celato un segreto che, impertinente, la poesia di Szymborska stuzzica perché esca allo scoperto. E a volte capita, a una poesia che frequenta le cose di ogni giorno, di calpestare il velo che lo avvolge: «sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico», si scusa, sorridendo. E intanto, senza dare nell’occhio, quasi per scherzo, qualche filo già non c’è più, impigliato com’è tra due rime.

Breve biografia di Wislawa Szymborska
Wisława Szymborska nasce a Kórnik, vicino Poznań, il 2 luglio 1923. Presto la famiglia si trasferisce a Toruń e poi a Cracovia, dove Wisława comincia a scrivere racconti e poesie. Nel 1948 sposa Adam Włodek – da cui divorzierà nel 1954 – e si trasferisce nella Casa dei letterati di via Krupnicza 22. Nel 1952 esce la sua prima raccolta di poesie, Per questo viviamo. Nel 1953 comincia a lavorare nel settimanale «Życie Literackie», divenendo di lì a poco direttrice della sezione poesia e poi, dal 1960, anche co-curatrice di una rubrica di ironici consigli agli aspiranti scrittori intitolata «Posta letteraria». Nel 1954 esce la raccolta Domande poste a me stessa. Il 1957 è l’anno della svolta: con Appello allo Yeti matura la presa di distanza dal realismo socialista. Nel 1962 esce Sale. Nel 1966, dopo aver restituito la tessera del partito, perde il posto di direttrice della sezione poesia. L’anno successivo le viene affidata la rubrica «Letture facoltative», dedicata ai libri trascurati dalla critica ufficiale. Le raccolte si succedono – Uno spasso (1967), Ogni caso (1972), Grande numero (1976), Gente sul ponte (1986), La fine e l’inizio (1993) – così come i riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio culturale di Solidarność (1986), il Premio Goethe (1991), il premio del Pen Club polacco (1996). Il 1996 è l’anno del Premio Nobel. Mentre cresce il successo internazionale, la sua produzione poetica non si arresta: seguono Attimo (2002), Due punti (2005) e Qui (2009).Muore a Cracovia il 1° febbraio 2012. Nello stesso anno esce postuma l’ultima raccolta: Basta così.


Gli autori
Andrea Ceccherelli è ordinario di Slavistica (Lingua e letteratura polacca) presso l’Università di Bologna – Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione, di cui è attualmente presidente. I suoi studi spaziano dalla letteratura polacca premoderna a quella moderna e contemporanea, con un’attenzione particolare alla dimensione comparatistica e alle problematiche inerenti la traduzione. Da anni coordina progetti europei nell’ambito dell’apprendimento delle lingue (E-Local, E-Local for all, Ilocalapp). Ha tradotto in italiano la biografia di Szymborska e varie opere di Miłosz, Herbert e Twardowski. 
Luigi Marinelli è ordinario di Slavistica (Lingua e letteratura polacca) presso «Sapienza» Università di Roma – Facoltà di Lettere e Filosofia, di cui è attualmente vicepreside. Membro straniero delle due Accademie delle scienze polacche (PAN e PAU), dottore honoris causa dell’Università Jagellonica di Cracovia, fra monografie, curatele, saggi e traduzioni, ha al suo attivo circa 150 pubblicazioni in varie lingue su argomenti di carattere polonistico, comparatistico e teorico-letterario. Ha curato per Einaudi la Storia della letteratura polacca (2004), tradotta anche in polacco presso l’editore Ossolineum di Wrocław (2009), ed è coautore del Corso di lingua polacca Hoepli (2014). Fa parte delle redazioni e dei comitati scientifici di alcune fra le maggiori riviste filologico-letterarie polacche, e per la romana Lithos Editrice dirige la collana «leo - laboratorio est/ovest». 
Marcello Piacentini è ricercatore dell’Università degli Studi di Padova, dove insegna Lingua e letteratura polacca presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari. Si occupa prevalentemente di cultura letteraria medievale, con particolare riferimento alla tradizione apocrifa latino-polacca, delle relazioni italo-polacche, nonché della letteratura polacca del secondo dopoguerra.




Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi cosa ne pensi...

I consigli di Nina Sankovitch

COME LEGGERE TUTTO IL GIORNO

Avere sempre un libro con te
Leggi mentre sei in attesa
Leggi mentre si mangia
Leggi durante l'allenamento
Leggere prima di dormire
Leggere prima di alzarsi dal letto
Leggi invece di aggiornare FB
Leggi invece di guardare la TV
Leggi invece di passare l'aspirapolvere
Leggi mentre passi l'aspirazione
Leggi con un gruppo di lettura
Leggi con il tuo bambino
Leggere con il vostro gatto
Leggi per il vostro cane
Leggere su un programma
Avere sempre un libro con te
di Nina Sankovitch

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Avvisi


Disclaimer per contenuti blog
"La Locanda dei Libri" prende ispirazione dalla Locanda Almayer del libro "OceanoMare" di Alessandro Baricco. Non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email lalocandadeilibri@libero.it. Saranno immediatamente rimossi.
L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
Ringraziamo il sito www.web-link.it da cui abbiamo tratto lo sfondo.
La legge sul diritto di autore (633/1941) come modificata dal d.lgsl. 68/2003, prevede all'articolo 70 che: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."