sabato 24 dicembre 2016

"Una fantasia di Natale. L'invasato e il patto di Natale" di Charles Dickens




«A Natale, sotto l'agrifoglio e intorno al fuoco trovi riparo ciò che è stato e ciò che non è mai stato, rimanga viva la speranza di ciò che potrà ancora essere. Siano escluse la scortesia e l'ingiuria, ma teneramente vengano accolti i ricordi.» 



Secondo dei quattro «Christmas Books» dell'autore, questa «fantasia di Natale» ci offre tutti i caratteri della scrittura dickensiana: l'alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell'ombra e di quelle della luce; e l'infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere. E vi ritroviamo naturalmente la magìa del Natale, con il suo messaggio augurale di dolcezza e benevolenza.


Non c'è libro sul Natale che riesca a coglierne l'essenza se non quelli scritti dal grande narratore britannico, Charles Dickens. Di questa edizione di Marsilio Editori ho apprezzato, oltre al romanzo in sè, tre cose fondamentali: 1. la dettagliata Introduzione a cura di Marisa Sestito (che però ho trovato  più utile leggere dopo il romanzo), la ricca bibliografia alla fine, e il fatto che accanto al testo in italiano c'è il testo in inglese a fronte. Infatti, dopo averlo letto in italiano l'ho letto anche in inglese, anche se ero un pò arrugginita sotto questo profilo, la lettura è stata piacevole e costruttiva.
Adoro la scrittura di Dickesn, il suo modo di descrivere luoghi (soprattutto Londra e i suoi quarteri) e personaggi (e l'intreccio di vicende che li collega) è particolareggiato, minuzioso, mai stancante, e come ogni suo libro ci sono sempre degli spunti di riflessione di cui far tesoro.
Si potrebbe fare un parallelismo tra la figura di Scrooge di Un canto di Natale, personaggio rigido, austero e tirchio, e quella di Redlaw de L'invasato, più malleabile e aperto alla solidarietà umana e alla condivisione. Li accomuna il tempo in cui nascono le storie, il Natale
Una bellissima storia che andrebbe letta non solo nelperiodo natalizio, ma sempre perchè i messaggi di cui è portatrice sono universali, valevoli per ogni tempo.


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di Nina Sankovitch

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