Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

mercoledì 18 gennaio 2017

"Autobiografia di una femminista distratta" di Laura Lepetit

 “Davanti ai libri mi sento come un cane da tartufi. Li cerco col naso, ne sento l’odore, capto i segnali che mandano e batto il terreno con il muso tra i cespugli”

Queste parole di Laura Lepetit, classe 1932 come Sylvia Plath, racchiudono la forza dell’intuizione e la tenacia della ricerca con cui ha creato e diretto una delle piú belle case editrici italiane: La Tartaruga. Una casa editrice che pubblicava unicamente donne, in base a criteri letterari, non solo politici, anche in anni in cui la militanza femminista avrebbe potuto far virare verso scelte piú ideologiche. È cosí che nel suo catalogo sono entrate molte delle piú grandi scrittrici del ’900: Virginia Woolf, Gertrude Stein, Grace Paley, Doris Lessing, Alice Munro. E lo ha fatto con quella grazia svagata con cui ora ci racconta le sue “avventure di carta” e la sua vita: l’esperienza del femminismo con Carla Lonzi, il circolo delle donne Cicip, Radio Popolare, la Libreria delle Donne, i gatti, i cavalli e sempre, come un centro di gravità, i libri. Al racconto mescola le sue considerazioni “distratte”, il suo sguardo sulle cose pieno di humour e candore, e i ritratti degli amici e delle autrici che hanno accompagnato la storia della casa editrice, sullo sfondo di una Milano nella sua stagione piú viva, colta, europea.

foto da nottetempo
Questo libro è un'autobiografia originale, l'autrice racconta della sua vita fatta essenzialmente di libri, incontri speciali, parole da trattenere sempre nell'anima, l'amore per i gatti, coraggio, intuizione; una bella storia da leggere e da approfondire, che profuma di femminismo, sensibilità e audacia.
In maniera insolita e piacevolissima da leggere, Laura Lepetit narra circa trent'anni di editoria italiana, ossia della sua La Tartaruga, attraverso aneddoti raccontati con passionalità ed entusiasmo, uniti ad un pizzico di malinconia e nostalgia, verso tempi bellissimi, memorabili e pieni di brio, di creatività, di consapevolezza.
Di capitolo in capitolo, sono rimasta irretita dal suo modo di scrivere e soprattutto dalla meravigliosa esperienza di vita che queste pagine narrano con fervore e disincanto.
La casa editrice La Tartaruga, fondata nel 1975 è stata la prima a far tradurre in italiano autrici che caratterizzeranno il panorama letterario del Novecento (per citarne alcune: Alice Munro, Doris Lessing, Nadine Gordimer) e che ancora oggi influenzano generazioni di autrici e lettrici. Questo libro è pertanto ricco di ispirazioni letterarie e, ancor di più, di spunti di riflessione sul ruolo della donna nei tempi moderni, e del bisogno, per ogni donna, di raccontare la propria storia personale, «per non deperire in silenzio».
Un libro unico nel suo genere che consiglio a tutte le donne, di ogni età. Magnifico.

“Ci vuole una disciplina, scrivere ogni giorno per un certo tempo. Il tempo ce l’ho, la disciplina no. Non l’ho mai avuta”.








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