Pezzi di vita

Pezzi di vita

domenica 8 gennaio 2017

"Un pasto caldo e un buco per la notte" di Tom Kromer

"Se ti piace, se ami la persona con cui stai sotto il ponte, anche il ponte non è male.
Anche la vigilia di Natale non è male."


Scritto nel 1933, il libro è originato da un’esperienza di vita dell’autore che nel 1929, dopo aver lasciato l’università, si mette a vagabondare per cinque anni, vivendo per strada e viaggiando sui treni merci. Questo suo unico romanzo è da molti considerato, per lo stile e il genere di umanità che lo popola, l’antesignano di quella linea narrativa americana che giunge fino ad autori come John Fante e Charles Bukowski.

Tom è un vagabondo in cerca di un buco per dormire e di qualcosa da mettere sotto i denti nell’America della Grande Depressione.
Una vita in fuga perenne, ridotta al minimo, e senza speranza.
Inizialmente ho fatto un pò di fatica ad "entrare" nel libro, ma è stata una sensazione durata appena una decina di pagine. E' un libro crudo, schietto e il dato interessante sta proprio in questo: si tratta di una narrazione sincera, senza fronzoli, artifici, forzature. Il titolo originario "Waiting for Nothing" riesce a cogliere di più, rispetto a quello italiano, l'essenza delle pagine che attendono il lettore. I temi affrontati sono la durezza della vita, la solitudine, la precarietà del lavoro, il periodo della Grande Crisi del 1929 e tutte le gravi vicissitudini che l'hanno accompagnato:
"Questo Karl è uno scrittore. Ha sempre fame: non ce la fai a riempirti con un dollaro la settimana; e non è certo colpa sua se è sempre affamato. Il fatto è che nessuno gli compra la roba che scrive. Scrive di bambini che muoiono di fame, di gente che si trascina per le strade in cerca di lavoro. Ai lettori questa roba non piace. Perchè nei racconti di Karl li puoi udire, i pianti dei bambini affamati. E puoi vedere l'espressione affamata negli occhi degli uomini. E così Karl avrà sempre fame. E continuerà a scrivere le cose in modo che le puoi vedere mentre le leggi."
Peccato che Tom Kromer (1906 - 1969) ci abbia lasciati con un solo unico libro, e non si tratta semplicemente di un romanzo perchè è nella maggior parte autobiografico. E sta proprio in questo la sua disarmante bellezza.


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di Nina Sankovitch

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