Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

sabato 25 novembre 2017

"La vendetta della verità" di Karen Blixen

 “Tutti gli uomini moderni hanno nostalgia della magia 
e hanno bisogno di magia per essere felici”




Amo molto Karen Blixen (1885-1962), scrittrice danese famosa per il libro autobiografico "La mia Africa" da cui è stato tratto l'omonimo film con protagonista Meryl Streep.
Mi piace il suo modo di narrare storie, di impreziosirle con dettagli che catturano l'attenzione di chi legge le sue pagine.
foto da qui
"La vendetta della verità" è l' unica pièce teatrale di Karen Blixen, scritta a diciassette anni e pubblicata, dopo varie revisioni, nel 1926, un testo dal vago sentore shakesperiano edito da Iperborea.
In queste poche pagine si sviluppa una storia che lascia letteralmente incantato e affascinato il lettore: l'ho letto in una sera, quando fuori avanzava il temporale e dentro casa ho creato l'atmosfera giusta per immergermi nelle parole della Blixen.
Una lettura meravigliosa, che non credevo mi rapisse in tal maniera dato che non prediligo i testi teatrali, invece la Blixen, la mia cantastorie preferita, è riuscita , come solo lei sa e può fare, a incatenarmi alle sue parole. La scrittura è piena di virtuosismi, di segni e significati, è un disvelamento di segreti, è poetica senza mai essere melensa, anzi a tratti cruda, vera, autentica, reale, proprio come nel caso di questo prezioso gioiello letterario.

In un'atmosfera al confine tra il sogno e la fiaba, Blixen ci trasporta in una misteriosa locanda olandese dove una sera di chiaro di luna arriva la misteriosa vagabonda Amiane che scaglia, d'improvviso, un incantesimo: tutte le bugie che verranno dette quella notte, all’alba diventeranno vere. Lo dice rivolta all’avido oste Abraham, che trama di uccidere un giovane ospite Jan Bravida, con la complicità della bella e cinica figlia Sabine e il forzato aiuto del cantiniere Mopsus.
Tra finzione e realtà, tra narratore e spettatore, il lettore diventa il protagonista della scena, perchè si avverte la chiara sensazione che tutti nella vita, tra serio e faceto, recitiamo una parte, ma è solo alla fine che forse riusciremo a capire se siamo stati davvero all’altezza del ruolo che ci era stato assegnato.
Un libro che dona profonde riflessioni da appuntare su un taccuino e che s'incidono nell'anima come inchiostro indelebile.

"Certi uomini fanno cose diverse da quelle che desidererebbero e dimenticano quello che sono. 
Stravolgono le idee della Natura, intorbidano le sue fonti..."

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