Affinità

Affinità
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” - Virginia Woolf

mercoledì 20 giugno 2018

"Per Elisa" di Magda Szabó

"(...) Tutto dipende dal volere di Dio, niente dal nostro desiderio, dalla nostra volontà, da noi stessi, noi al massimo possiamo, nel nostro modo imperfetto, impegnarci a realizzare o a osteggiare la volontà del Signore. (...) non dovevo stare a preoccuparmi del futuro."



Non so se capita pure a voi... avete presente quando state leggendo un libro che vi toglie letteralmente il fiato per quanta bellezza sprigionano le sue pagine, e allora non riuscite a divorarlo, ma centellinate le parole? Ecco, a me è accaduto esattamente questo con "Per Elisa" di Magda Szabó per Edizioni Anfora, casa editrice specializzata in letture dall'Europa centrale.

Un libro di grande valore letterario, non c'è dubbio, se avete letto il suo libro più celebre, "La Porta", potete capire bene di cosa stia parlando. Perle di inestimabile pregio culturale, in realtà, sono tutte le sue opere, infatti come ho avuto modo di apprendere, dalla casa editrice, Magda Szabó era geniale in ogni campo della letteratura: teatro, poesia, novelle, romanzi, sceneggiature televisive e saggi.

Quella di "Per Elisa", è stata una lettura lenta, come il ritmo della scrittura szaboniana rivela, relegata a momenti in cui avevo bisogno di pace e quiete da dedicare a me stessa, enclavi in mezzo al frastuono della quotidianità.

Sono pagine ricche di Storia, spunti letterari e di riflessioni che piantano semi nella testa da far germogliare, ma anche di sentimenti e sostanzialmente di vita che accade.
foto da newyorker.com
L'infanzia, l'adolescenza, la scuola, la famiglia, i primi amori. "Per Elisa" è l'ultima opera scritta da Magda Szabó, nata a Debrecen in Ungheria nel 1917 e morta a novant'anni mentre leggeva, si apprende dalla stampa (qui).                                 Questo libro doveva far parte di un dittico autobiografico rimasto inattuato, e che però diviene qui unico nella traduzione di Vera Gheno. Viene considerato in patria il capolavoro della scrittrice, il degno lascito prima della compianta scomparsa, lo scrisse a 85 anni. Il titolo si riferisce alla sorella, adottata nella famiglia Szabó e deceduta molto giovane, appassionata di canto e musica. È questo quindi anche il libro scritto per onorare l'amata sorella.
La storia di "Per Elisa" avviene tra il 1917 e il 1935, e segue la vita della scrittrice fino all'esame di maturità. I genitori assicurano alla loro brillante ma cocciuta figlia di poter godere di un'eccezionale gioventù, circondata dai libri e dalla cultura in generale.
"(...) Non so quanto vivrò, ma finchè sono ancora viva
devo imparare com'è quando mi abbraccia colui presso il quale
ho dimenticato la mia anima."
La giovane Magdolna non era una ragazzina facile da controllare. Ebbe un periodo molto difficile a scuola con i suoi insegnanti, cui rispondeva con azioni di sfida e vendetta. Si carpisce la sua essenza ribelle.   Nell'appassionata prosa di Magda Szabó riusciamo a vedere una fantasiosa studentessa, esperta di cultura classica, fiduciosa nelle proprie capacità, che fa la sua prima conoscenza con l'amore.
Magda Szabó racconta e si racconta, utilizzando la scrittura come forma per narrare la sua vita, come se soltanto in questo modo riuscisse a ricercare e, infine, trovare la sua identità, un modo per scoprire il senso degli accadimenti, in una realtà romanzata, ma molto fedele alla sua essenza, perchè non scrive del succedersi dei fatti come mera conservazione della memoria, ma narra, invece, in modo eccelso come questi fatti siano avvenuti. E quel "come", cambia tutto.
Lo stile di scrittura è fluido, infatti la lettura risulta estremamente piacevole perchè si entra in contatto con la vita della scrittrice molto da vicino, il ritmo, invece, il tempo narrativo è lento perchè la Szabó si sofferma sui ricordi con dovizia di particolari, e chi legge, dunque, viene letteralmente trasportato lì, tra le sue cose più care, come l'amore per il classicismo e per la madrelingua.
Un libro che definisco immenso, perchè rappresenta proprio la chiave di lettura dei precedenti scritti dell'autrice, come un cerchio che si chiude, nel migliore dei modi possibili.

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