Letture di gennaio

sabato 21 marzo 2020

"La voce delle case abbandonate" di Mario Ferraguti

"E allora sapere che quella certa casa là, è rimasta intatta e nessuno da anni e anni l'ha toccata, perchè dicevano ci abitasse una strega, è senz'altro una cosa da sapere per chi esplora case abbandonate. Oppure che in quell'altra casa sola, dove sono rimaste le mura, a passarci si sentiva una voce recitare il rosario o che nell'altra ancora, a Mareto, ci viveva un uomo che imprigionava le streghe in bottiglia e quando è morto ha cominciato a nevicare azzurro, anche queste sono cose da sapere. E qui ho imparato che le case abbandonate sono anche i posti della paura; paura di animali fantasma, di demoni e streghe, paura di quello che ci si sente o ci si vede."



I luoghi abbandonati chiamano a sè i cuori, gli animi, capaci di ascoltare il loro canto, un canto che sa di cose antiche, di gesti perduti, di silenzi che creano cose.

"La voce delle case abbandonate" di Mario Ferraguti non è soltanto un libro da leggere e poi riporre, ma è un modo di stare al mondo e ascoltare il pulsare dei luoghi, trattenerlo nella carne.
Ferraguti, esploratore e scrittore, ci racconta questo fascinoso mistero delle case abbandonate, con lui ascoltiamo la loro voce, impariamo a decifrare suoni e rumore, le cose e le vite che furono, i fantasmi della vita e i segni del tempo sulle cose, l'assedio impetuoso e inarrestabile della natura.

Leggere queste pagine è attraversare posti guidati dal solo mormorio della vita: c'è un paese dove abita una donna sola che fa le calze, un paese che traballa, "dove a ogni colpo di vento cade un sasso", c'è un bosco che mangia le case e bosco e paese diventano una cosa sola.
Sono pagine impastate di nostalgica poesia, in esse mi sono profondamente riconosciuta, in quest'arte dell'abbandonologia che attira a sè coloro che hanno il potere di leggere le pietre, di carpire messaggi dalle vene delle foglie, di ascoltare ancora il battito di qualcosa che non c'è più, ma che finchè c'è stato, è entrato nel sangue.

"La voce delle case abbandonate" è per chi, come me, trova nel senso dei luoghi, il senso stesso del vivere.

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