Letture di gennaio

martedì 21 aprile 2020

"La casa degli sguardi" di Daniele Mencarelli


Siamo sul finire degli anni Novanta. Daniele è un giovane poeta, che non riesce più a scrivere, la sua vita gli appare come svuotata e priva di scopo, è oppresso dal passato in cui è catapultato che è ancora un presente soffocante, come gli sguardi dei genitori che osservano preoccupati lo sfacelo in cui il figlio si è oramai gettato da anni. Uno sfacelo che ha i nomi di droga, alcolismo, perdita di dignità. Inghiottito dalla sofferenza che ha provocato.
Ma poi un giorno arriva la possibilità di un lavoro. Una probabile luce in fondo al tunnel. Daniele, comincia a lavorare in una cooperativa che si occupa di pulizie all'ospedale Bambino Gesù di Roma.
In questa "casa" speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l'unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa?
Qui Daniele apre un altro capitolo della sua vita, doloroso per un verso, salvifico per un altro.
Ciò che è costretto a vedere tra le pareti di quel luogo è un dolore troppo grande da sopportare, troppo asfissiante per non desiderare la "dimenticanza" che facilmente gli regala l'ennesimo bicchiere di vino bianco. Daniele ha una sensibilità marcata, un aspetto di se stesso che detesta, non riesce a sopportare la presenza della folla, figurarsi con ciò che i suoi occhi devono fare i conti adesso, nel suo nuovo contesto lavorativo.

"Vorrei dirgli che non c’è nulla di normale nella morte di un bambino. 
L’infanzia è quella terra da portare in dote negli anni a seguire, 
è quel poco di gioia che tocca vivere a noi umani, 
non il luogo in cui finire la propria vita"

Daniele non rifiuta di accogliere nei suoi occhi le scene di vita che gli si parano davanti, a volte per puro caso, altre volte andandosele a cercare, tutte collegate ai fili che il Destino annoda per lui. E' attraverso questo nuovo lavoro che Daniele si riapre alla vita. Coglierà questa ennesima, forse ultima, possibilità di rinascita?

"La casa degli sguardi" è una storia fatta di poesia spietata, l'autore non fa sconti, racconta e non si trattiene, il lettore legge a sorsate le parole che si susseguono velocemente. E' un libro che non riesci a posare, devi leggerlo e fino alla fine, una storia dolorosa, densa, piena, così com'è la vita. Lo scrittore è capace di trascinarti con lui, nei suoi luoghi interiori e geografici.

Vorrei poter raccontare di più di questo libro, perchè è di più rispetto alle mie parole, perchè non trova definizione la bellezza vera, feroce che queste pagine sono in grado di donare a chi le legge. Vorrei potervi raccontare di più, ma sono quel tipo di lettrice che raccomanda con il cuore di leggere certi libri e di scoprire da soli la bellezza che ne "La casa degli sguardi" abita in ogni riga. Mi è piaciuto davvero tanto immergermi in queste pagine, anche se essendo un ebook ho fatto un pò di fatica, mi hanno costretta a pormi delle riflessioni, mi hanno fatto commuovere fino alle lacrime come da tanto non accadeva con un libro, mi ha coccolato con la sua prosa poetica, mai banale, spontanea, precisa, senza fronzoli. Le pagine sottolineate, molte. Difficile scegliere le citazioni più belle, avrei dovuto ricopiare il testo.
E' una lezione di tenacia, coraggio e umanità questo libro. Leggetelo, resistete ai pugni nello stomaco. Aprite gli occhi e date uno sguardo a quello che il vuoto può regalare.

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