Letture di gennaio

giovedì 3 settembre 2020

"Malinverno" di Domenico Dara

"Perché non nasciamo il giorno in cui vediamo la luce, nell'attimo in cui braccia sconosciute ci trascinano nell'infinito e indecifrabile corso della storia, ma molto prima, quando il pensiero di noi si è insinuato nella mente ancora libera di uomini e donne, quando un nome d'un essere inesistente appare nell'orizzonte sfumato d'una vita possibile.
"Siamo fatti di pensieri più che di carne, e quei pensieri ci vengono distillati nel sangue dalle idee di chi ci ha voluti, così che noi ereditiamo non solo il colore dei capelli o l'arrendevolezza degli sguardi o la cedevotezza del cuore, ma anche le illusionı, le speranze, i rimpianti della nostra ascendenza, che a sua volta li ha ereditati ancora più in là, e ancora più in là, attraverso generazioni di erecti e rudolfensi, fino a giungere al primo uomo, cosicché ognuno porta in sé miniaturizzata la storia dell'umanità intera."



Certi libri sono destini che si compiono, giungono a noi puntuali e con le loro parole e le loro storie vengono a dare voce alle nostre storie sotterranee.

E così è stato per me "Malinverno" di Domenico Dara.
Si dice che questa storia sia stata ispirata dalla lettura di un articolo sulla vita di un bibliotecario guardiano del cimitero in un paesino in Basilicata, mentre Dara era alle prese con la scrittura di un’altra vicenda, poi accantonata. (fonte: lameziaterme.it).

In queste pagine ci troviamo in un luogo immaginario, Timpamara che evoca il nome di un vino calabrese, omaggio alla terra natia dello scrittore come pure i cognomi dei personaggi, omaggio ai paesi della Calabria, dove Dara è cresciuto prima di trasferirsi al nord.

A Timpamara, luogo immaginario, vive da sempre Astolfo Malinverno, appassionato lettore protagonista di questa meravigliosa storia. È lui il bibliotecario del paese ed è sempre lui anche il custode del cimitero. Qui, Astolfo s'imbatte in una foto su una lapide spoglia: un volto candido di donna, dai capelli scuri. Astolfo se ne immamora perdutamente, tanto che le dà il nome della sua amata Madame Bovary. Chi è questa misteriosa donna?

Una storia sospesa nel tempo,costruita come una matrioska che cela al suo interno tante altre piccole potenti storie, Dara ci incanta sin dalla prima pagina con i temi che decide di narrare: l'incompiutezza di certi destini, il tempo che passa perduto, le radici, i legami familiari, le ossessioni, le illusioni e i rimpianti che insieme ai nomi ereditiamo dai nostri avi, la vita e la morte e i loro eterni assurdi intrecci.

La scrittura di Dara è poetica, e in questo libro al confine tra sogno e realtà, sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un continuo rincorrersi tra assenze e presenze.
"Malinverno" è un romanzo sul potere delle storie, dell'amore e dell'immaginazione, sull'amore per i libri e la lettura, una storia che incanta e che vorresti durasse per sempre.

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