Antonia Pozzi

mercoledì 9 dicembre 2020

Clarice Lispector: scrittrice leggendaria tra arte e parole.

 "Voglio catturare il presente che per la sua stessa natura mi è interdetto: il presente mi sfugge, l’attimo svanisce, l’attimo sono io sempre nell’adesso".

(Foto da Google)

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Clarice Lispector è nata a Čečel'nyk, in Ucraina, il 10 dicembre 1920, domani ricorre infatti il centenario dalla nascita e morì il 9/12/1977 a Rio de Janeiro.

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E' stata una scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana. Nata in una famiglia ebrea russa, all'età di due anni fu costretta ad emigrare in Brasile a causa della persecuzione degli ebrei durante la Guerra Civile. 

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In questi anni ho avuto il piacere di addentrarmi nelle sue parole, nella sua scrittura   simbolica che cela al suo interno qualcosa che va sempre oltre al "sentire" dei personaggi che ha scelto di narrarci, per assurgere a qualcosa di universale.

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È nella terra magica, solare e variegata del Brasile che il suo animo si affina e si apre al mondo. Ma non fatevi illusioni, la Lispector non è solo luce che abbaglia, bellissima com'era tanto da incantare chiunque incrociasse il suo sguardo, persino il pittore Giorgio De Chirico che la ritrasse in un dipinto nel 1945, Clarice è anche, forse soprattutto, ombra, mistero, profondità oscura benevola, come mi suggeriscono, le sue parole che oggi parlano per lei, e così come traspare dal dipinto del pittore metafisico.

La sua scrittura è il velato che si disvela a un passo dal disfacimento imminente,  incute quel senso di inquietudine e smarrimento che caratterizzano l'eclettismo della sua narrazione, un mix di cuento, romanzo, fiaba, realtà.

La sua scrittura raggiunge apici elevati, imparagonabili e indefinibili, il sostrato che la nutre è quel vivere “vicino al cuore selvaggio”, all’essenza profonda della vita, la sua penna è capace di donare pensieri tanto profondi da liquefarsi con l’animo di chi ha l’ardire, il desiderio, di leggerli e di farne tesoro, di trattenere l’effimero stupore del quotidiano anche nell’attimo del suo fallimento, e forse proprio grazie a quest'ultimo.

Questo è il mio piccolo contributo in occasione di domani, 10 dicembre 2020, il centenario dalla sua nascita, sperando di aver suscitato in voi curiosità e desiderio di conoscere questa scrittrice leggendaria.

Leggete il lascito che ci ha donato: i suoi libri ❤

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