Antonia Pozzi

giovedì 31 dicembre 2020

"Crepitio di stelle" di Jón Kalman Stefánsson

 


"Le ho scritto sulla pelle l'ultima poesia, con il pennarello rosso".

✨✨✨

Sono contenta di aver letto questo libro per ultimo dell'anno, l'ho letto con lentezza assaporando ogni pagina come si fa con una leccornia che hai il privilegio di gustare una volta l'anno. 

Sono i libri a chiamarci e a dettare il ritmo, noi non possiamo fare altro che assecondarli.

Riemerono dal passato due grandi storie d'amore e di vita: quella burrascosa e irrequieta del bisnonno, uomo dalle mille risorse e mille debolezze, che sposa una diciassettenne cui resterà sempre legato malgrado l'irrefrenabile tendenza alla fuga, e quella tenera e triste del padre, apprendista muratore che, venuto a Reykjavík dai fiordi dell'Est, trova l'amore della vita in una ragazza ribelle e sognatrice, destinata a morire troppo presto lasciandolo con un bambino di sette anni. Quel bambino, oggi quarantenne, ripercorre con l'ingenuità dell'infanzia il dolore di quei momenti, le lunghe giornate di solitudine con i suoi inseparabili soldatini, la comparsa improvvisa e sconvolgente di una donna dal ruolo inquietante di matrigna. Ma riaffiorano anche i momenti quotidiani della vita del quartiere, il panettiere Böðvar dagli occhi tristi, le partite a pallone, l'amicizia con Pétur dalle mani delicate, le angherie del bullo Frikki.

Un grande romanzo sull'amore, la poesia e la memoria. Una storia famigliare che va dall'inizio del XX secondo fino agli anni Settanta e si snoda in tutta l'Islanda. Quella di Stefánsson è una scrittura che incanta, sono rimasta ipotizzata dalla storia, dal modo peculiare di raccontarla, dai personaggi, ho amato come l'autore ha intrecciato le storie di quattro generazioni restituendo al lettore un romanzo che sa di pura vita, commovente, emozionante e soprattutto autentico, senza forzature né inutili orpelli, la bellezza dellla parola a Stefánsson viene assolutamente naturale.

Una lettura che è incessante ricerca di un senso: nella vita, nel bisogno di radici, nel desiderio e nell'inesorabilità della morte.

Se non l'avete ancora letto, rimediate.

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