Antonia Pozzi

mercoledì 16 dicembre 2020

"Quando la montagna era nostra" di Fioly Bocca

"Le cose non se ne vanno. Ce ne andiamo noi, ma quelle restano, una volta che le hai vissute. Restano i fatti che sono capitati e soprattutto quello che hai provato, mentre capitavano"



È il primo libro di Fioly Bocca che ho letto, ho trovato una storia che non si è lasciata andare a sentimentalismi, che personalmente non amo, ma indaga la sostanza delle relazioni e lo fa in maniera vera, reale.

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I personaggi sono ben caratterizzati, mi è sembrato di conoscerli da sempre, ne ho subito individuato il carattere, questo indica l'accurata dedizione della scrittrice.

Vi invito a focalizzare  l'attenzione sul sottotitolo, "il coraggio e l'amore parlano le stesse parole", arriverete all'essenza di queste pagine.  Qui viene narrata la vita, e tutto ciò che nella vita accade e non accade. 

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Lena è una giovane donna, fa la maestra, ha scelto la vita di città, ma un giorno decide di far ritorno a casa dei genitori per essere vicino a sua madre. Quest'ultima le fa una strana richiesta: chiede a Lena, che ha sempre amato la scrittura, di trascrivere per lei i ricordi che man mano si stanno affievolendo.

Ricordo dopo ricordo, nodo dopo nodo, il rapporto tra madre e figlia, costellato di gioie, paure, sensi di colpa, così pregnante di significati, emozioni e conflitti sarà al centro di queste pagine.

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Lena ritorna a casa ma ha paura di rivedere Corrado che, molti anni prima, è andato via senza dire addio. Erano solo due ragazzi, ma il legame che li univa era profondo, saggio e maturo. Quando Corrado vorrebbe spiegare le ragioni della sua scelta, Lena non sa se ha la forza di sostenere il peso di quegli eventi taciuti. 

La storia d'amore narrata qui non è smielata, nè banale, ma conduce chi legge ad indagare le ragioni delle partenze e dei ritorni, di certe scelte.

I temi narrati sono dunque molteplici: il senso della memoria, il valore ricordi, i legami familiari, le seconde possibilità, e il legame con la Natura che la scrittrice ci fa sentire fin da subito, puntellando la narrazione con le descrizioni di incantevoli paesaggi.

La scrittura di Fioly Bocca è sì delicata, ma anche capace di incidere solchi da cui germogliano riflessioni e domande.


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