Antonia Pozzi

sabato 6 febbraio 2021

"CON LA PAURA CI MANGIAMO LA NOTTE" di Raffaella Musicò

"Accanto alle cose nuove c'erano cose vecchie, e in entrambe lei ritrova a l'emozione del ricordo. (...) 

La sua vita si accumulava intorno a lei, gli avvenimenti prendevano posto l’uno accanto all’altro, qualcuno si sovrapponeva o passava avanti, ma poi tornava a sistemarsi nel suo alveolo, cosicché lei potesse tornare a disporne a piacimento, senza che l’elaborazione dovuta al passare del tempo potesse incidere sulle sensazioni che a quell’atto erano legate."


 Una scrittura che ipnotizza pervade questo romanzo che ho letto tutto d'un fiato. La struttura narrativa mi ha particolarmente colpito: un dedalo di racconti che verso la fine si sono intersecati, riannodando fili e storie. 

Milano.

La storia comincia con Giulia e Pietro, moglie e marito, la sopraffazione dell'uno sull'altra, la violenza psicologica. I temi di questo romanzo fanno sorgere riflessioni, scuotono, sono molteplici: la passività, il rinunciare ai propri sogni come Giulia che ha abbandonato la passione per l'arte per l'ideale della vita matrimoniale che si era prefigurata, la violenza, il senso del sacrificio per la propria famiglia, il mettersi in discussione, l'amore per gli animali, l'amore fraterno che fa ribollire il sangue, la tenacia di un sogno e penso alla libraia Roberta, il tema del suicidio, il coraggio di combattere guerre più grandi di noi e penso a Karl, e poi ancora l'amore, il sesso, la vita, la morte.

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Solo la trama non riesce per niente a illuminare la profonda bellezza di queste 163 pagine. È la storia di quattro donne, Giulia, Yumiko, Elena e Roberta, attorno alle quali gravitano satelliti che le attirano e le respingono, o dai quali si allontanano, a seconda delle circostanze che la vita impone. Sono insoddisfatte, arrabbiate e arrese al pantano dei loro giorni. Poi si sfiorano, in un parco, durante una notte di luna piena, riemergono, fronteggiando se stesse. 

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Questo piccolo libro è capace di aprire voragini, ma anche di offrire uno sguardo di fiducia e di compassione.

Mi sono affezionata ad alcuni personaggi, in particolar modo alla fragilità di Yumiko, ognuno di loro si ritroverà a fare i conti con le proprie paure e le proprie scelte.

Porterò a lungo con me queste storie e questa scrittura che non si sforza di essere poetica, ma avvolge come se lo fosse, bella senza fronzoli né artifizi. 

Ogni storia deflagra sotto gli occhi del lettore con una forza potente che somiglia al silenzio assordante dopo una bomba. Una delicatezza esplosiva. 



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