Antonia Pozzi

mercoledì 3 febbraio 2021

"VARDØ. DOPO LA TEMPESTA" di Kiran Millwood Hargrave



Premesse.

⚫Note storico-antropologiche

Il 24 dicembre 1617 poco lontano dalla costa dell'isola di Vardø, nord-est della Norvegia, una burrasca si levó improvvisa che i testimoni riferirono che sembrava scaturita dal nulla. Fu una catastrofe: in pochi minuti, annegarono 40 uomini.

Era un'epoca di grandi cambiamenti nel paese, a quel tempo Danimarca-Norvegia.

Il re Cristiano IV, luterano integralista, desiderava rafforzare la propria Chiesa e liberarsi dell'influenza sámi nei territori più a Nord, nel Finnmark, un'area selvaggia e senza legge.

La maggior parte della popolazione indigena parlava con gli spiriti e intessevs i venti e rifiutava di obbedire alle riforme religiose. Re Cristiano promulgó una serie di leggi sempre più severe ispirandosi alla Scozia. Infatti, re Giacomo VI pubblicò il Daemonologie, un trattato sulla stregoneria, con dettagliate istruzioni su come stanare e uccidere una strega.

Fu un periodo di dura violenza.

⚫ I sámi

I popolo dei sámi, mi ha affascinato sin da bambina, si tratta della popolazione indigena della Lapponia. Allevatori di renne e pescatori in tempi remoti, erano nomadi e vivevano in capanne. Adoravano le divinità legate al culto della natura, credevano che il corpo fosse dotato di un'anima che al momento della morte si distaccasse da esso. All'interno della tribù, tra le figure più rilevanti, vi era lo sciamano, il noaide, rappresentava una sorta di ponte tra i vivi e i morti. Attraverso il suono del tamburo, ritenuto magico, i noaidi creavano dei riti propiziatori. La cultura sami è la più antica del Nord Europa e il loro popolo è ufficialmente riconosciuto dall'UE. Dagli anni '50 smisero di essere nomadi e hanno cominciato a stanziarsi.

⚫Il libro

Date queste meravigliose premesse, la Millwood Hargrave trae ispirazione da tali eventi storici.

Ci racconta la storia di Maren che ha perso il padre e il fratello durante la burrasca, di sua cognata Diinna, una sami mal vista dalle donne della kirke, di Ursa la moglie del sovrintende Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio che in passato si era distinto per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stegoneria, non prima di averle torturate secondo il sistema di composizione delle liti dell'epoca: le ordalie. 




L'ordalia era una prova per verificare la fondatezza o meno dell'accusa di stregoneria, il più delle era sempre sfavorevole all'imputata/o.

La narrazione procede con una lentezza elefantiaca che a tratti mi ha esasperato, ma non sono riuscita a riporre il libro, qualcosa, il modo di narrare della scrittrice britannica, mi attirava di continuo alle pagine. Il culmine della vicenda è tutto concentrato nelle ultime pagine, e vale la pena aspettare.

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