Antonia Pozzi

lunedì 21 giugno 2021

"SORTILEGI" di BIANCA PITZORNO

"Tre nei segnavano la sconosciuta sulla gota destra, come tre stelle oscure su un cielo color del latte"



Ho letto queste pagine nello spazio di un giorno, lasciandomi incantare dalla scrittura di Bianca Pitzorno che ci conduce in altri tempi con le tre storie contenute in "Sortilegi", libro dove la realtà storica e la narrazione si intrecciano in maniera sublime.

Tre storie, diverse per contenuto e stile, dalle atmosfere irresistibili, il dato storico non ha appesantito il ritmo di lettura, ogni racconto è stato un'avventura, è questa la sensazione ultima.

Dapprima incontriamo una bambina cresciuta in totale solitudine in un bosco, durante la peste del '600 a 16 anni è così bella e selvatica da sembrare una strega, tanto da seminare nell'animo degli abitanti del paese, il flagello della superstizione. 

Nel secondo racconto, una donna delusa da un uomo scaglia una terribile maledizione attraverso un ricamo su una tovaglietta.

Il terzo racconto è letteralmente delizioso e sempre connotato da un pizzico di magia: il profumo dei biscotti di vento, tipici della Sardegna, fa imbizzarrire i cavalli argentini nelle notti di luna e fa impazzire tutti  coloro che lo avvertono.


Attingendo alla realtà storica, la Pitzorno ci accompagna in un viaggio narrativo meraviglioso attraverso l'italiano seicentesco, le procedure di affidamento di un orfano della Sardegna aragonese, una ricetta segreta che nessuno può replicare precisamente, e ci dona tre storie che hanno il sapore deciso delle fiabe antiche, quelle che si ascoltano accanto a un fuoco.

I personaggi sono ben caratterizzati, la Pitzorno pone la sua attenzione sulle figure femminili, ne risultano dei ritratti assolutamente vivi, veri, bellissimi.

La scrittura è l'altra grande protagonista di Sortilegi, una scrittura che ci svela il potere misterioso e fantastico delle parole, che possono uccidere o salvare. 

Leggendo queste storie, leggiamo le nostre paure, meschinità, debolezze, virtù, e rimaniamo incantati da questo sortilegio per il quale leggendo storie altrui, leggiamo infine di noi stessi e di qualcosa che è legato alla nostra vita.

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