Antonia Pozzi

mercoledì 7 luglio 2021

"LA RINNEGATA" di VALERIA USALA

 

"In quell'istante, la donna capì che crescere non significava smettere i panni di se stessa per diventare un'altra, ma ritrovare la bambina che era stata e tenderle la mano, senza vergogna"






Valeria Usala ha scelto di dare voce a una donna dimenticata, una donna che ha deciso di resistere contro tutto e tutti. Specie contro i pregiudizi e le convenzioni, che vogliono relegare la donna a ruolo sottomesso all'uomo.

Teresa è la nostra protagonista e intorno a lei gravitano una serie di personaggi, devo dire ben caratterizzati dalla scrittrice. Chi legge ha l'impressione di conoscerli da sempre.

Rimasta orfana, non ha avuto nessuno a proteggerla. Un intero paese la rinnega, e la invidia sia il forte temperamento, da ribelle,  impaurito di fronte alla sua indipendenza, sia la bellezza e i suoi occhi color miele. Proprio il suo carattere e questo forte senso di lotta, la rende diversa dalle altre donne del paese in cui vive, Lolai.

Neanche aver creato, come tutte, una famiglia con l’uomo che ama, Bruno, ha messo a tacere le malelingue e i pettegolezzi. Nessuno crede che la sua fortuna, derivante da un emporio e una taverna che ha costruito e gestisce con le sue forze, sia frutto di fatica e tenacia. Ma le voci sono sempre rimaste solo voci, anche quando a rispondere a tono è Maria, la bruja del villaggio, che vaga per le strade senza una meta precisa. Quando tutto cambia, Teresa deve difendere ciò che ha conquistato e dimostrare che può farcela da sola. Che non rinunciare a sé stessa significa essere libera.
È questo che vuole tramettere ai suoi figli, in particolare a Maddalena.

Anche la Sardegna è protagonista attraverso la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni.

La Usala, a fine libro, ci dice che ha deciso di rompere il silenzio che avvolge una storia che ha molto da raccontare e che si connota per essere colma di coraggio e rinuncia. Ma è pure una storia di amore e potere, di rinascita e di speranza. E soprattutto sul senso della giustizia.

È una narrazione-fiume, sono stata letteralmente inghiottita da questa storia estremamente avvincente, specie per un romanzo d'esordio.
Il finale non mi ha convinta d tutto, avrei voluto fosse arricchito da più spiegazioni sui fatti narrati; lo stile è semplice, fluido.
Un romanzo con cui farsi avvolgere, totalmente.



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