Antonia Pozzi

lunedì 30 agosto 2021

"QUADERNO PROIBITO" di Alba de Céspedes



Non ho a disposizione le parole più giuste per poter raccontare ora questo libro, a pochi minuti dalla fine della lettura. Farò parlare l'istinto e spero mi seguirete.

Tutto ha inizio, in questo romanzo, con una cosa da non fare: comprare un quaderno, da utilizzare come un diario segreto.

Anni Cinquanta. Valeria, la nostra protagonista si reca una domenica mattina dal tabaccaio, per comprare le sigarette al marito Michele e il giornale al figlio Riccardo. E non resiste alla tentazione di prendere tra le mani un quaderno dalla lucida copertina nera.

Da quel giorno sarà ossessionata da quel quaderno, lo chiama "Quaderno proibito" non trova un nascondiglio sicuro in casa, esso cambia di volta in volta e vive nel terrore di essere scoperta a scrivere di notte, lontana dai suoi doveri quotidiani di madre, moglie, segretaria d'ufficio. Ogni volta che mi mette a scrivere si ritrova come impossessata dalla scrittura stessa.

"Ogni volta che apro questo quaderno guardo il mio nome, scritto in prima pagina. Mi compiaccio della mia scrittura sobria, non molto alta, piegata da un lato, che pur denunzia chiaramente la mia età. Ho quarantatré anni, sebbene, quando ci penso, non riesca a convincermene. Anche gli altri stupiscono nel vedermi accanto ai miei figli emi fanno sempre qualche complimento che fa sorridere con impaccio Riccardo e Mirella. Comunque, ho quarantatré anni e mi pare vergognoso ricorrere a puerili sotterfugi per scrivere in un quaderno"

Se inizialmente, Valeria adopera il quaderno per raccogliere i lieti ricordi della sua famiglia, e leggerli con il marito più in là, ben presto le pagine si infittiscono degli umori e degli stati d'animo della quotidianità nella quale è sprofondata.

Alba de Céspedes ci dona uno scritto devastante che è assolutamente attuale per quanto riguarda la condizione della donna, se si vuol parlare di condizione, all'interno della società e delle difficoltà che ancora oggi le donne riscontrano sia sul luogo di lavoro che in casa, impegnate come sono nei diversi ruoli che rivestono, senza alcuna vera sostanziale tutela da parte dello Stato.

Anche se la protagonista ci scrive dagli Cinquanta, in un periodo storico particolare, sono gli anni subito dopo la seconda guerra mondiale e si teme per una nuova imminente guerra date le tensioni fra le superpotenze, i temi trattati sono ancori vivi: il rapporto madre figlia, lo scontro generazionale, il ruolo della donna in casa e fuori casa, le relazioni familiari, il matrimonio, la maternità.

"E’ strano: la nostra vita intima è ciò che più conta per ognuno di noi, eppure dobbiamo sempre fingere di viverla senza quasi avvedercene, con disumana sicurezza".

Attraverso le pagine del suo diario Valeria fa un a riflessione sul tempo e sugli stati d'animo e noi siamo lì con lei  a fare le medesime profonde laceranti riflessioni.

"Se i figli possono confessare francamente di annoiarsi coi genitori, una madre non può mai confessare di annoiarsi coi figli senza sembrare snaturata"

Valeria, continuando a scrivere, non accetta più le abitudini sedimentate nel tempo, il rapporto di "felicità gelida con il marito", l'aver rinunciato a tutto per i figli che sembrano andarsene incuranti di tutto anche se è giusto che prendano la loro strada, non sopporta l'idea di non avere una stanza tutta per sé un cassetto almeno che sia il suo, chiuso a chiave, senza sentirsi derisa dalla sua famiglia

Libro che per la portata delle riflessioni contenute si presenta a mio avviso, come manifesto femminista, senza sfociare in categorie assolutiste, tutti gli stati d'animo della protagonista fanno parte della vita di ognuno e quel che ho amato di più è il conflitto generazionale tra genitori e figli, in particolare quello tra Valeria e sua figlia Mirella, aspirante avvocato, una donna di idee, d'avanguardia.

Le lettrici comprenderanno a fondo la vera essenza del libro, ingiustamente classificato in passato come romanzo d'amore, niente di più falso e banale. E' una vera e propria testimonianza del ruolo della donna nella società e di tutte le problematiche he ancora oggi, nel 2021, si sente discutere nonostante i notevoli passi avanti. I lettori apprezzeranno questo meraviglio capolavoro che tratta di tematiche universali, dove la vita vera, quella feroce, è la protagonista assoluta.

Dimenticata scrittrice del Novecento (nata nel 1911, morta nel 1997), romana, Alba de Céspedes deve il suo cognome alla circostanza che suo padre fosse ambasciatore cubano in Italia. Penna sopraffina prefemminista, ha scritto diversi romanzi che spero siano ripubblicati tutti e presto.

(Consiglio di vedere lo sceneggiato Rai, dal titolo omonimo "Quaderno proibito", con una splendida Lea Massari, lo trovate su You Tube. leggete QUI la sua biografia)

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