Antonia Pozzi

martedì 28 settembre 2021

"L'AMANTE DELLA TIGRE" di TEA OBREHT

«"Quando gli uomini muoiono, hanno paura della morte" disse. "Prendono da te tutto ciò di cui hanno bisogno, e in qualità di dottore è tuo dovere darglielo, confortarli, tener loro la mano. I bambini invece muoiono come hanno vissuto... sperando. Non sanno cosa stia succedendo, così non si aspettano niente, non ti chiedono di tener loro la mano... e alla fine sei tu ad avere disperato bisogno che loro ti tengano la mano. Con i bambini sei solo. Capisci?».



🐯

Ci sono storie delle quali non potremmo mai fare a meno, storie che ci appartengono come un nome, un destino.


"L'amante della tigre" è una lunga narrazione-fiume che, attraverso leggende familiari, tradizioni e folklore, ci racconta l'anima di un popolo.


La protagonista è Natalia, giovane medico in un Paese balcanico uscito dalla guerra, riferimento costante della narrazione. Per lei, a contare sono soprattutto le storie che le raccontava suo nonno, quando andavano a vedere le tigri dello zoo, lui con Il libro della giungla in tasca, lei tenendolo per mano.


Il nonno le racconta la storia misteriosa di Gavran Gailé, il mitico uomo senza morte; quella di Dariša l'Orso il cacciatore tassidermista; ma soprattutto quella della tigre di Galina, giunta in montagna dallo zoo della Città bombardata a terrorizzare o a sedurre le persone che incontra. E adesso che il nonno se ne è andato per sempre, tocca a Natalia provare a far luce sul mistero dei suoi ultimi giorni. E insieme riavvolgere il filo di quelle storie, per ritrovare finalmente il bandolo, doloroso e irrinunciabile, della memoria. 


Dolore, perdita, speranze ci vengono raccontate in maniera sublime, con uno stile che è proprio (ed unico) dei cantastorie nati e Tea Obreht, classe 1985, lo è senza ombra di dubbio.


"L'amante della tigre" (uscito nel 2011) è un romanzo senza tempo, capace di raccontare cosa vuol dire vivere in un paese che ha affrontato l’orrore della guerra civile.


Un romanzo particolare, dai toni velatamente gotici, dallo stile possente, da una narrazione ben strutturata, che verrà apprezzata da chi professa un amore scontinato per le storie e per la magia che la parola riesce a compiere, come un prodigio. 


Non fatevi tradire dal titolo, niente di melenso, e sdolcinato, questa è una storia che sa far male, Morte e Vita sono i veri protagonisti.

Alcuni non hanno apprezzato questo vagare di storia in storia, che io invece ho amato tantissimo. Verso la chiusura del romanzo tutto (o quasi) prenderà il suo posto, a noi rimane un animo arricchito di pura Bellezza.

(5⭐pienissime)


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